Abbiamo giocato a SQUILLO e ci siamo sentiti "sporchi"

Squillo è un gioco da tavolo ideato da Immanuel Casto il principe del porn groove, di cui ormai ne esistono tre versioni (distribuite da Raven): Squillo Deluxe, Bordello D’oriente e Marchettari Sprovveduti, che in totale hanno venduto più di 20.000 copie rendendolo uno dei divertimenti più venduti dell’anno in Italia.

Per parlare di Squillo l’unico modo è raccontare come si svolge una partita: ci sediamo al tavolo con il mazzo di carte che prontamente va diviso in categorie. Come ogni volta che si inizia un gioco ci si guarda un po’ con aria interrogativa, per capire che intenzioni hanno gli altri giocatori. Ma non siamo giocatori di poker e quindi iniziamo a sghignazzare convinti che, in fondo in fondo, non stiamo per dare il colpo di grazia al nostro avversario lasciandolo senza soldi o umiliandolo con una sconfitta indecorosa. Grave errore.

Leggiamo le istruzioni, ci dividiamo le carte come dicono le regole e siamo pronti. Ora ognuno di noi è un “Pappone” abbiamo un tot di prostitute con cui possiamo guadagnare soldi per comprare sobri “power up” quali Katane, Mastoplastiche etc etc. Il linguaggio delle carte è le possibili azioni sembrano fatte apposta per tangere alla moralità, dobbiamo far battere le nostre prostitute, mandarle a uccidere le avversarie o, se vogliamo disfarci di un “peso morto”, vendere gli organi per avere un ricavato che, come sempre, va speso subito in power up. Il gioco inizia e gasa subito, tra parole volgari e vani tentativi di renderci sì temuti ma non spietati. Tutto inutile, il gioco ha un ritmo incalzante e in poco tempo, le risate finiscono e siamo tutti seri, parliamo come se non avessimo sentimenti verso le nostre virtuali lavoratrici, “cazzo” “culo” “pompino” sono tutte parole che mettono il terrore, le carte evento giocate all’ultimo momento ci fanno stringere i denti: ingoio finito in tragedia, senso di colpa cristiano, intrallazzi con la mafia, ormai siamo dei degenerati sfruttatori. Ognuno di noi è in pericolo e ognuno di noi si è trasformato in un bastardo senza scrupoli.
Il gioco termina con una sorta di sudden death, finite le carte dobbiamo riuscire a uccidere ogni nostro avversario, tra parolacce, minacce, tentativi di barare e altre cose oltraggiose. Finiamo il gioco, segue un minuto di silenzio finché uno di noi dichiara: “voglio la rivincità stronzo!”.

Il gioco è eccezionale, fa ridere e non annoia mai, riesci a calarti completamente nel personaggio. E’ sprezzante e, incredibilmente, anche educativo perché ogni volta che finisci una partita ti senti una carogna e fiero di esserlo se hai vinto.

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