Bandabardò in festa (intervista)

Per la prima volta, il nostro critico musicale è costretto a dare forfait, quindi tocca a me concludere il suo lavoro e presentare l'intervista a Enrico Erriquez Greppi, frontman e fondatore della Bandabardò. La cosa buffa è che io che sono l'unico autore di Firenze, sono partito alla volta di Desio per godermi l'intervista e il concerto di un gruppo fiorentino.
Come spesso accade, ci troviamo nel meraviglioso parco Tittoni in una fresca serata di fine luglio condita a festa. La tradizione della band non si smentisce mai nostante più di vent'anni di carriera, e la loro energia positiva travolge il numeroso pubblico, dall'inizio alla fine, bis compresi. Il folk travolge i muscoli dei presenti, che ballano senza sosta e con grandi sorrisi, i bambini si divertono e sul palco la band è una macchina da festa. Esatto, perché i concerti della Bandabardò sono una baldoria vecchio stile, divertimento allo stato puro, semplice e genuino. Erriquez scalda la folla con i suoi parlati mai banali, e il concerto è un susseguirsi di emozioni attraverso i brani in scaletta, passando in rassegna album storici come "Mojto football club", " Tre passi avanti" fino ad arrivare a "Scaccianuvole" e "L'improbabile".
La fine della serata mi lascia una dose di ottimismo che poche volte ho provato durante un concerto, ma è proprio questo l'intento della band, come ci spiega Erriquez nell'intervista che segue.

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