Belle è la bestia

Ormai da qualche mese le sparizioni sono più frequenti, e se dapprima si pensasse ad un serial killer fissato con giovani ragazze, ora non è più chiaro neanche quello, dato che si perdono le tracce anche di bambini, uomini, tutti. Un'idea, forse un po' bislacca, me la sono fatta ed ha a che fare con la Gradisca e il suo boy boss, ma devo prima parlarne con Dick. Mi sento in pericolo, non esiste in realtà un motivo ben specifico, però ho la netta sensazione che potrei essere io la prossima vittima. Non ho paura, ma poi scusate, non è detto si tratti dello stesso serial killer, mi spiego: qualche resto di cadavere è stato trovato, ma qualcuno è sparito e basta. Esiste veramente un nesso tra tutte queste persone? E io cosa c'entro? Sarà il quinto senso e mezzo di Dylan Dog, ma son sicuro che la Gradisca è la chiave di questo mistero. Probabilmente sono solo suggestioni dovute ai miei viaggi in internet, dove mi sono imbattuto nella storia di una delle più efferate assassine della storia: Belle Gunness.

La santa donna il cui vero nome è Brynhild Paulsdatter Storset, nasce a Trondheim, Norvegia, l'11novembre del 1859 da una modesta famiglia, ultima di otto fratelli e sorelle. La situazione precaria della famiglia, spinge la sorella maggiore Anna ad andare negli Stati Uniti. La nostra amica pare che nel frattempo sia rimasta incinta di un suo coetaneo, che però la riempie di botte e calci per farla abortire; probabilmente questo scatena in lei un cambiamento interiore, uno shock dal quale non riesce ad uscire. Nel 1881 raggiunge la sorella negli Stati Uniti e cambia il suo nome in Belle Gunness; conosce un suo coetaneo norvegese, Mads Sorenson, che sposa a Chicago. I due aprono un negozio e hanno una figlia, ma il morbo di Belle è maturo e comincia la sua macabra carriera; avvelena prima la figlia, poi incendia il negozio per intascare i soldi dell'assicurazione, avvelena il secondo figlio nato nel frattempo e conclude poi l'opera facendo fuori anche il marito. Nel giro di pochi anni diventa ricca grazie ai soldi intascati dalle polizze, e nessun sospetto cade su di lei dato che i bambini vengono dati come morti di forte colite, mentre il marito era malato già da tempo. Dopo questa ondata di violenza, si trasferisce nello stato dell'Indiana a La Porte, insieme alle tre figlie sopravvissute, di cui una adottata. Poveraccia.

Da qui in poi comincia una serie di omicidi che le saranno attribuiti solo in seguito. Il primo della lista è il suo secondo marito che uccide nel 1902 con una sprangata in testa; se la cava facilmente facendo ricadere l'accaduto ad un grosso arnese riposto in uno scaffale e caduto accidentalmente in testa al malcapitato. Nel frattempo però era rimasta incinta di un altro figlio, quindi chissà perché, decide di uccidire la bimba adottata e buttare i pezzi nel pozzo; ai vicini racconta di averla mandata in collegio. Comincia così la saga degli annunci sui giornali in cerca di un uomo che la aiuti a portare avanti la fattoria. Nonostante chiedesse una ricca dote per accettare il proponente, in tanti rispondono ai suoi annunci, morendo uno dietro l'altro nel corso degli anni. Segue principalmente due metodi per uccidere, il veleno o l'ascia mentre dormono; poi li fa a pezzi e qualcosa lo dà ai maiali, qualcosa seppellisce o nasconde nel pozzo. Grazie al duro lavoro in fattoria, che porta avanti con impegno e dedizione apparente verso i figli, riesce a farla franca sviando qualsiasi sospetto, fingendosi disperata circa gli uomini che la abbandonano dopo poco tempo. Sembra incredibile, ma è tutto drammaticamente vero. Non oso immaginare la vita di quei poveri figli che assistono, non so quanto direttamente, a tutti questi omicidi. Ad un certo punto si mette in casa il trentenne Ray Lamphere, che chissà come, entra nelle grazie dell'assassina e lavora con lei per quasi un anno, finché viene cacciato all'arrivo di un altro pretendente; il giovane non vive bene questo rifiuto e viene denunciato da Belle per quello che oggi verrebbe definito stalking. La vita della donna prosegue con altri due omicidi, finché un incendio non distrugge completamente la fattoria, riportando alla luce tutti gli orrori finora brevemente narrati; si parla di circa quaranta cadaveri, qualcuno ipotizza addirittura sessanta. Ufficialmente viene data per morta in quell'incendio, per il quale viene condannato Lamphere che continuava a ribadire che in realtà la donna sarebbe sopravvissuta; per vari motivi la teoria è plausibile, e pare che sia addirittura stata avvistata e scoperta qualche anno dopo, ma come spesso accade, nessuno è stato condannato per quei delitti.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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