BoJack Horseman: a caval drogato non si chiede di correre, ma di recitare

Siete le persone più felici del mondo. Non avete paranoie o problemi che vi fanno svegliare la notte col cuore in gola. Gioite di ogni cosa e il mondo vi sorride a sua volta. Siete sempre raggianti e solari. Bene, allora vi sfido a guardare BoJack Horseman e a non sentire la depressione che vi assale pian piano, in un’escalation di colpi bassi che porta anche la persona più felice sulla Terra a farsi scendere una lacrimuccia. O pensare al suicidio.

Non fraintendetemi, questa serie è un dannato capolavoro. Per quelli che già la seguono sapranno assolutamente quanto faccia male all’anima e che voglia proprio essere quello l’intento. L’unico cartone che ti fa ridere (come di solito tentano di fare i medesimi) e allo stesso tempo ti fa riflettere su argomenti che possono sembrare banali, ma visti da certe prospettive ti fanno capire che non sono da prendere così alla leggera.

Per chi non conosce la serie, una breve sintesi: Bojack è un cavallo di Holliwoo (la D manca di proposito, non ho sbagliato a scrivere) che ha fatto successo grazie ad un programma televisivo per famiglie durante gli anni ‘90, quelli tipo “Otto sotto un tetto” o “La Tata”. Solo che ora non siamo più negli anni ’90, il mondo è cambiato e rimanere legati al passato certo non contribuisce alla salute mentale di una persona. O di un cavallo, che dir si voglia. Le vicende che ne seguono possono causare malessere, vertigini, sensazioni di vuoto cosmico nello stomaco, risate incontrollate miste a pianti di sfogo, depressione. Consultare un medico che ha visto la serie prima di iniziare a guardarla.

Cosa ci aspetta in questa stagione? BoJack torna a recitare per la televisione in una sitcom horror-poliziesco-fantascientifico-amoroso scritta da Flip McVicker. Prodotta da Princess Carolyn (che è anche alla ricerca di un figlio adottivo) e sponsorizzata da una società che ti dice che ore sono, la serie denominata Philbert vedrà come omonimo protagonista il nostro cavallo di battaglia.

Il ruolo da protagonista ovviamente non gli andrà alla testa e tutto filerà liscio come l’olio, non combinerà casini come al solito e non si avranno problemi di alcun tipo. Tutti saranno felici e contenti e la storia sarà una vera rottura di coglioni da vedere perché pare presa da una puntata di Dora l’Esploratrice. E io sono immortale, ricco e bello. Immagino avrete capito che ho appena sparato un sacco di stronzate, soprattutto per il fatto che mi sia definito bello, ma non voglio anticiparvi nulla, non si può proprio. Nemmeno che BoJack muore.

Dai che scherzo! Se morisse è la volta che davvero penserei al suicidio. Anche perché mi piace coltivare questa depressione da Horseman che solo questo cartone mi sa dare. E se volessero chiuderla io sarei il primo ad andare dai produttori e darmi fuoco sotto i loro studi per protesta.

Altri risvolti importanti da segnalare? Ah sì, Diane e Mr. Peanutbutter hanno divorziato. Non è uno spoiler, tranquilli (o almeno non lo è per chi era arrivato a seguirlo finora). Lo si vede da subito e in teoria lo si capiva anche dal finale della scorsa stagione. Solo che io non avevo capito. Perché oltre a essere bello sono anche intelligentissimo.

Che altro dire? Guardatela che tanto la trovate su Netflix e so che voi tutti avete un account condiviso con 14 altri vostri amici o che state usando quello del vicino perché si è dimenticato di cambiare password. Dedicate un po’ di tempo, lacrime e benzodiazepine al capolavoro tragi-comico della storia dell’animazione.

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