BoJack Horseman: in dirittura d’arrivo con il numero 6, il nostro cavallo preferito sta per concludere la sua corsa

Siamo arrivati alle ultime battute per BoJack Horseman, il cartone animato più malinconico degli ultimi… di sempre. So che questa serie spacca in due il mondo, c’è chi la ama e chi proprio non vuole proprio averne a che fare. È un peccato, perché ho sempre trovato che la tristezza e la malinconia nell’arte, in ogni sua raffigurazione, siano due armi vincenti per suscitare forti emozioni. Che è poi il punto dell’arte. Questa serie sa bene come fare a farci star male. Ma in senso positivo. Nel senso che affronta problemi reali e quotidiani che possono capitare a chiunque. È praticamente un cartone a denuncia sociale, fatto in maniera davvero sentimentale e malinconica. Ok, parliamo del cartone adesso che la tristezza non è il migliore dei temi. Per quella potrei consigliarvi l’omonima canzone degli Elio e Le Storie Tese, “Tristezza”, che ne descrive pienamente il significato.

Bojack Horseman è arrivata alla sua ultima stagione, la sesta. Uscita la prima parte su Netflix il 25 ottobre dell’anno scorso (a proposito, buon 2020 a tutti) e il 31 gennaio si concluderà con la seconda parte che ne decreterà la fine. Quanto mi fa piacere la cosa. Perché tutto deve avere una fine prima o poi, non si può mica fare come Beautiful, che suppongo siano ancora dietro a fare episodi quei vecchi Highlander. Comunque questa prima parte che affronta la riabilitazione di Bojack è stata acclamata universalmente dalla critica, con recensioni più che positive. Ed è una delle rare volte in cui mi capita di concordare con la critica, perché sono uno snob.

La bottiglia di plastica con dentro l’universo. Nella serie se ne fregano del riciclaggio. Ma non è questo il punto. Il punto non è la plastica, quanto l’universo. Contenuto in una sola bottiglia. Che puoi tenere in mano, sorseggiarne il contenuto e finire ebbro del suo infinito splendore. E al tempo stesso caderci dentro, perdendosi in questo mare silenzioso che è l'universo. Che è il nulla. Questo cartone fa salire in me il poeta maledetto. Sarà il caso che finisca la recensione in fretta o rischio col finire a mettermi dell’eye-liner nero sotto gli occhi e cantare "Boys don't cry" tutto il giorno.

Non vi dico nulla riguardo Princess Carolyn che fatica a trovare una badante per sua figlia. O non vi dirò di Mr Peanutbutter che si sta per sposare nuovamente ma ha i sensi di colpa per il tradimento. E non aggiungo altro sul fatto che Diane è il mio personaggio preferito in queste ultime stagioni. Men che meno vi racconterò del fatto curioso che nell’ottavo ed ultimo episodio di questa prima parte i personaggi principali della serie compaiono per pochissimi spezzoni, mentre Bojack viene solamente citato indirettamente un paio di volte.

Che altro posso aggiungere se non che il mio più sentito suggerimento di guardare Bojack possa venire a tutti. Nessuno escluso. Perché anche tu puoi salvare una vita.
(Questo è un messaggio per il sociale, promosso dal Comune di Braga)

Leave a reply

*