Bojack Horseman: la quarta stagione del cavallo più famoso di Netflix

Che fine ha fatto Bojack? Con questo slogan hanno aperto le danze i creatori su tutti i vari social network. Non faccio in tempo a leggere il primo meme che la serie è già finita. E dietro a recuperare uno dei miei cartoni preferiti degli ultimi anni. E non tanto perché faccia ridere la sfacciataggine del protagonista e fanno sorridere i centinaia di giochi di parole. Ma perché fa piangere dalla depressione (ah, benone!). E chi lo ha visto sa di cosa parlo. La serie più che drammatica è profondamente toccante. C’è una sottile differenza tra le due cose. Ok, un passo per volta.

Per chi non conosce: una serie di Netflix che narra le vicende di Bojack, una ex star di una sitcom televisiva per famiglie che vive il presente pensando solamente al passato. O se volete potete trovare un mio vecchio articolo a riguardo.

Per chi già sa: bentornati a Holliwoo! In termini generali vedremo Mr. Peanutbutter correre per la poltrona di presidente della California contro la marmotta Woodchuck (che vuol dire per l'appunto marmotta). L’agguerrito labrador combatterà a suon di accuse e supposizioni politiche tanto simili alla nostra realtà da sembrare vere. Come ad esempio quando decidono chi diventerà presidente tramite una sfida di sci. Supportato (e non) dalla mogliettina Diane e dall’amico Todd, la storia inizia con loro e per tutto il primo episodio non vedremo comparire il nostro “eroe”. Solo verso la fine si vedrà Bojack, intento in chissà quali pensieri mentre vede quel gruppo di cavalli in corsa che riprende le scene finali della terza stagione. Dopodiché Bojack sparisce, per fare un ennesimo tuffo nel passato e nella malinconia.

In questa stagione Bojack verrà accompagnato dalla famiglia, quella vera. Cioè madre e ipotetica figlia 17enne che salta fuori dal nulla. La storia si centrerà molto sul rapporto tra Bojack e la madre, ricoverata inizialmente in una casa di cura. Beatrice, ormai anziana e con l’Alzheimer galoppante (forse avrei dovuto usare un’altra parola) finirà col vivere direttamente a casa del figlio, in compagnia della nipotina e l'infermiera orso. Bojack, per quanto nutri un odio morboso per la madre, si troverà a combattere i suoi demoni senza affrontarli di petto ma alla stessa maniera di sempre: alcol e solitudine. Una delle medicine più inefficaci del mondo, ma la più (ab)usata. Tornando al discorso Alzheimer vi consiglio vivamente di vedere l’episodio 11. E ora che ci faccio caso, di ogni stagione. Il penultimo episodio di tutte le stagioni possiede una calamita per le emozioni. Non so se gli autori si focalizzino specialmente su quell’episodio o gli venga naturale, ad ogni modo è stato l’unico in cui non sono riuscito a trattenere le lacrime e la pelle d’oca. L’intera puntata sarà focalizzato nella testa di Beatrice e gli effetti confusionali della malattia sui suoi ricordi e sul suo presente. Qualcosa di indescrivibile, dovete vederlo.

Degli altri personaggi ci tengo a citare Todd che, ormai non più accoppiato con Bojack risulterà leggermente più cresciuto come personaggio. Tanto cresciuto da riuscire a condizionare mode con la sola forza delle cazzate. Ed è stupendo come tutti inizino a vestirsi da sempliciotti come lui, pagando gli indumenti come una Jacuzzi.

In conclusione la quarta stagione non è ai livelli della precedente ma mantiene quel lustro che solo questa serie può avere. Consigliata a tutti gli amanti del genere e anche a chi si sente troppo macho per piangere.

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