Bud Spencer: la locanda del cinema snobbato

ATTENZIONE: L’articolo che segue, col relativo linguaggio, è liberamente ispirato allo stile del regista, attore o personaggio di fantasia ricalcandone espressioni gergali e modi di fare. Mi è quindi d’obbligo precisare che nè i contenuti, nè lo stile vogliono essere offensivi nei confronti di nessuno.

Bud Spencer è seduto nella Locanda del cinema snobbato e sta comodamente mangiando dei fagioli da una ciotola di legno, quando gli si avvicina una critico cinematografico (C.C.)
C.C: Signor Spencer, Signor Spencer questo è il mio pass (mostra il cartellino identificativo) mi lascia due dichiarazioni per un articolo? La sua morte ha fatto scalpore.
B.S: No.
C.C: Ma Signor Spencer farebbe la mia fortuna
B.S: Ho detto NO.
C.C: Ma Signor Spencer, perché mai questa presa di posizione?
B.S: Tu, i colleghi tuoi, di cosa volete parlare? Mi trovate più interessante adesso? Ma non era “roba per bambini” quella che facevamo io e Terence?
C.C: Suvvia, non sia così rancoroso
B.S: Io rancoroso? Li vedi quelli lì? (indica un centinaio di ombre alle sue spalle) Se ne stanno qui con me nella Locanda del cinema snobbato. Guardati in giro e ne vedrai molti come me e molti che ancora ne verranno, usa un po’ di immaginazione. Loro forse sono rancorosi. Io semplicemente non voglio essere disturbato. Lasciami mangiare.
Comincia a fischiettare.
C.C: non ha mai pensato di voler veramente dire qualcosa con i suoi film?
Lui continua a fischiettare
C.C: non ha mai pensato di voler prendere parte a dei film veri?
Lui continua a fischiettare
C.C: Dovrà pur ammettere che lei non fosse certo un grande attore…
Smette di fischiettare
B.S: Stai attento. Non c’è più cattivo di un buono quando diventa cattivo. Grande attore, non ero un grande attore. Eppure ero tra i più famosi, tra i più amati internazionalmente. E questo perché? Forse perché bisogna essere capaci di adottare metri diversi per valutare, per giudicare, non credi? E voi eravate lì, a bollare tutto come “bambinate”. Siete sempre stati così. Incapaci di contestualizzare, di esaltare quello che all’estero veniva apprezzato. Cosa volevate? Mi volevate in un monologo? Soliloqui? Non è roba per me. Io picchio la gente, e guarda un po’? Si divertivano tutti, non solo i bambini. E mentre all’estero ci esaltavano voi ci dimenticavate…io e Terence…fino al David di Donatello. Un bel modo per riparare ai torti passati…
C.C: Va beh visto che sul cinema è suscettibile allora parliamo di politica. Parliamo di Forza Italia.
B.S: PERCHE’ DOBBIAMO PARLARE DI POLITICA?
C.C: E su cosa potrei fare l’articolo? Almeno parliamo delle sue idee.
B.S: io non parlo, muovo le mani
C.C:  nemmeno due parole sulla sua candidatura?
B.S: Da qua il braccio, ti sfido.
C.C: Sulla sua carriera da nuotatore?
B.S: QUA IL BRACCIO!
Il critico cinematografico si mette in posizione per una sfida a Braccio di ferro.
B.S: adesso ti dico una cosa. Io non ho mai avuto pretese. Penso di aver lasciato dei ricordi nella mente delle persone. Delle famiglie, non so. Io non parlo, te l’ho detto. Io prendo a schiaffoni. E non parlo di grande cinema, parlo di un cinema di cui c’è bisogno. Penso, indipendentemente dalle tue richieste cinematografiche, politiche, scandalistiche di aver lasciato un bel ricordo, un ricordo felice. E questa non è una cosa da tutti. Ho sentito questo grande affetto da parte di tutti e lo so, lo so, quando muori tutti ti vogliono bene ecc.ecc., eppure credo che questo affetto sia reale, che le persone si siano legate ai miei personaggi. Si siano legate a Piedone, a Banana Joe. E ci si sono affezionati perché nonostante la stazza sono entrato in punta di piedi nei loro televisori, facendo a botte con i cattivi. Una violenza che non esiste più. C’era qualcosa di semplice nella nostra allegria, nell’allegria dei miei film. C’era del tenero e del malinconico in un gigante buono che picchia ma non uccide, capace di prendersi sulle spalle gli stereotipi e vivere con leggerezza. Non credi? Non ho mai avuto grandi pretese. Ma penso che se in molti amino il cinema, sia anche grazie a me. Grazie alla leggerezza. Una leggerezza che non aveva bisogno di giudizio o di critica. Perché la leggerezza vive da sola e vive senza parole. Ho fatto sempre quello che volevo e così i film a cui ho preso parte. Come tutti mi sono creato un soprannome straniero. Lo facevano tutti all’epoca. Chiedete a Franco Nero. O a Sergio Leone. Però non ho fatto cinema impegnato. Una piccola parte in Quattro Mosche di velluto grigio, ma poi anche Argento in un certo qual modo faceva film di serie B, no? FUTTETENNE! Di tutto e di tutti, io penso questo. Fai quello che vuoi fare, e fallo alla tua maniera. Ho girato praticamente tutto il mondo in questi anni. Ho creato un genere, il Western Comico all’italiana, che ora amano tutti e a cui pensano con malinconia, voi compresi. Sono stato un grande nuotatore, un viaggiatore, ho composto canzoni e se non sono stato un grande attore, quantomeno sarò stato un grande personaggio. Più personaggi a dire la verità. E quasi tutti memorabili e ricordati dalle persone. Posso semplicemente essere felice di questo? Di essere stato una presenza gentile. Senza dover rispondere a nessuna domanda. Dover parlare di me o dover giustificare qualcosa? E adesso basta, ho parlato troppo. Mai parlato così tanto”
Il critico cinematografico suda, Bud Spencer abbatte il suo braccio.
C.C: Ma quali erano le reali basi della sua idea di cinema?
Bud Spencer gli tira uno schiaffone.
C.C: cosa c’è dietro questa violenza?
Bud Spencer gli tira uno schiaffone, il critico comincia a barcollare.
C.C: cosa potrebbe dirmi della sua vita privata?
Bud Spencer gli tira uno schiaffone, il critico è quasi totalmente al tappeto.
C.C (da terra): dei progetti futuri?
Bud Spencer gli tira uno schiaffone e lo stende definitivamente.
La massa informe presente all’interno della Locanda del cinema snobbato gli si avvicina in un fragoroso applauso. Mario Bava e Ruggero Deodato vengono a stringergli la mano animatamente.
Lui comincia a fischiettare.

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