Il calcio che avanza, la Juve che resta

Lo so, sono un italiano medio qualunque, è domenica e mi manca la Serie A di calcio, quindi non posso esimermi di parlare dei fatti della settimana: Bonucci al Milan (!!!) e Pistocchi a casa (era ora). Finalmente Bonny ha lasciato la Juventus e con un anno di ritardo va in cerca della sua personale felicità sportiva; infatti già l’anno scorso è stato sul punto di partire, ma dopo notti insonni causa la mega offerta del City, disse che sostanzialmente l’amore per la maglia non si può comprare. Infatti è andato al Milan. Il punto chiave è proprio questo, che è andato al Milan, ed ecco che i più cavalcano il parallelismo con Higuain: ”Adesso sapete cosa significa perdere una bandiera!” Ma il paragone non regge proprio per la differenza tra i due protagonisti e le squadre: l'argentino è stato il trascinatore del Napoli a suon di gol, idolatrato e reso Dio dalla città intera che sperava di trovare in lui il Messia anti Juve, ma in realtà non era questa la sua missione di professionista; Bonucci, dopo un avvio tremendo e una stagione e mezzo imbarazzante, è diventato piano piano l’emblema della juventinità, scatenando l’ira dei tifosi avversari con i suoi atteggiamenti e soprattutto dichiarazioni che non hanno mai lasciato spazio a interpretazioni, così come la sua famosa esultanza dopo un gol, scontando in un paio di occasioni la propria squalifica in Curva Sud, nel cuore del tifo bianconero. C’è poi da considerare il fattore trasferimento: Higuain è passato da una realtà provinciale ad una internazionale, con un salto di qualità nella propria carriera; Bonucci è approdato sicuramente in una grande società (che negli anni passati ha raccolto più successi della Juve), ma che in questo momento dopo sei stagioni dominate dai bianconeri, non è al top e comunque è una diretta avversaria per lo scudetto. Sembra impossibile da capire questo trasferimento, ma di motivi sembrano essercene tanti e tutti li abbiamo letti (ormai non si parla d’altro sui quotidiani sportivi), ma in realtà sono tutti argomenti di contorno al solo e unico motivo: la sua mania di onnipotenza. Esatto. Bonucci è passato da essere un bidone inguardabile a leader assoluto, pensando addirittura di scavalcare spogliatoio e allenatore, con le sue scenate in mondo visione; ha preferito la gloria personale, pretendendo (pare) la fascia di capitano del Milan. Ed allora lasciatemi dire che meglio così, una persona del genere è meglio tenerla lontano da un gruppo, da un gioco di squadra, da una stagione da condividere nei momenti sportivi più difficili. Chi dimentica le carezze ricevute da tutto il mondo bianconero, società in primis, chi rimangia la propria parola, chi rinnega il passato per un presente più ricco economicamente e per il proprio ego, allora è bene che se ne vada. Dall'altro lato capisco anche la voglia di una sfida nuova in un ambiente nuovo, un grande ambiente, dimostrare di essere un leader anche fuori dalla premiata BBC (Bonucci-Barzagli-Chiellini) e non ci sarebbe niente di male, se non fosse per il personaggio che si è costruito addosso con le sue stesse mani. Voi l'avreste mai visto Totti alla Juve? Impossibile! Cosa diversa è stato ad esempio per Pjanic, che ha deciso di fare un ulteriore salto di qualità senza che nessuno dei suoi ex compagni rivangassero nulla. Ripeto, non c'è nulla di male a cambiare maglia, ma dipende chi lo fa e come lo fa. Come dice un vecchio proverbio: gli uomini passano, la Juve resta. Conta solo la maglia. Abbiamo anche esempi di altra caratura, come ad esempio il capitano Gigi Buffon:

"Quando siamo retrocessi fui contattato da molte squadre, ma sono rimasto in Serie B per riconoscenza. Il calcio non è solo business"

Ormai il calcio è stravolto dagli sponsor, quindi vediamo calciatori in piena carriera agonistica andare in Cina a far finta di giocare a calcio per prendere circa venti milioni di euro a stagione. Distruggere il calcio per i soldi, e scusate, sul calcio sono razzista. Come se l’Europa pretendesse di primeggiare sulle arti marziali e volesse, che so, superare la Cina nell’arte del Kung-Fu, comprando tutti i migliori maestri, facendo scuole, follie ecc. Ognuno ha le proprie tradizioni, che è giusto condividere e cercare anche di superare i propri limiti per comprenderle appieno, senza escludere a priori che un giorno ci possa essere un osmosi e addirittura un evoluzione diversa; ma forzarla con i soldi, con mezzi artificiosi, mafiosi e comprando chiunque sia comprabile, questo francamente è difficile da accettare.

Il mondo si sta estremizzando, lo sport non fa eccezione, in particolare il calcio; la ricerca del limite, alzare sempre l’asticella, migliorare sempre di quel pizzico per poter fare la differenza, con il risultato di aver trasformato uno sport tanto ricco di emozioni come il calcio, in una noia mortale. Coprire gli spazi, squadre cortissime, tutti a correre a mille, dribbling quasi azzerati, pressing, falli tattici; insomma, calciatori al servizio della tattica. Si sono estinte figure mitiche come i fantasisti, i tornanti tutta corsa ed estro, i registi, gli attaccanti in stile “genio e sregolatezza”, per far largo al fanatismo della lavagnetta tattica, delle competizioni ogni tre giorni, del giro del mondo dietro ad un pallone che rotola raccogliendo soldi e consenso popolare; che nervoso quando la giornata di campionato inizia al venerdì per finire il lunedì! Per non parlare dello sfruttamento dei cartellini di giovani promesse, degli scandali Fifa e di tutto il letamaio fuori campo. Stanno distruggendo uno sport. C’è da dire che nel calcio pare esserci molta censura ed infatti questi argomenti sembrano essere tabù, se ne parla in maniera spiccia e banale, mentre si discute ancora del fallo di Iuliano su Ronaldo e del gol di Muntari; nessuno però ricorda l’acquazzone di Perugia costato lo scudetto alla Juve o, sempre per rimanere sul gol di Muntari, in quella stessa partita è stato annullato un gol anche alla Juve e, chissà perché, non ricordo chi lo segnò. Pistocchi Pistocchi! Il giornalista più amato dagli anti juventini, quello che non si piega, l’uomo libero e censurato dalla Juve mafia. Insomma, lui:

Pistocchi è uno che non le manda a dire, che interpreta a caso o a suo piacimento qualsiasi situazione, però tutto a senso unico, cioè contro la Juve e se questo è un giornalista serio e libero, beh allora lo sono anch'io. Sono quelli come lui che alimentano le chiacchiere da bar, Farsopoli, che fomentano i provinciali, che forniscono alibi ai perdenti, che danno fiato e credibilità a qualsiasi sospetto, quindi è normale credere che Agnelli, il Presidente della Juve e proprietario di un impero, vendeva di persona biglietti falsi agli ultrà. Se sia stato cacciato per merito di Agnelli potrebbe anche darsi, sarebbe forse ingiusto come modus operandi, ma d'altronde mi sembra eccessivo parlare di poteri forti o censura dato che per trentanni questo ha creduto di poter blaterare qualsiasi amenità gli passasse nell'anticamera del cervello, senza porsi mai un minimo di critica giusto per rimanere nella decenza o quantomeno far finta di essere un giornalista sportivo e non un ubriacone al bar.

 

Insomma, ci sono tutti i presupposti per un'altra guerra sportiva tra la Juve e il resto d'Italia, ma ora godiamoci le vacanze.

Gionni
Quando a Gionni va che strane cose fa, lui può spostare tutto col pensiero. E' timido e sincero, di tutti tutto sa poichè legge nel pensiero.

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