Campagna elettorale per persone normali, oneste e trasparenti

Siamo in piena campagna elettorale, lo so, non trattiamo di politica su Nastorix, però non posso non notare due tre cosine che si sposano con il pensiero comune. Inutile dire che non sono un fan di nessun schieramento politico, ma bada bene, non è una scorciatoia del "chi se ne frega, sono tutti uguali", no, sono tutti diversi a loro modo, ma altrettanto inetti (volutamente o meno non saprei), a leggere le questioni che ci riguardano. Mi sento di vivere nel Vaticano, in uno Stato in costante ritardo con la storia, la tecnologia che avanza e le forme nuove di lavoro che spingono e si muovono a prescindere dalla volontà comune che continua ad ignorare. Fino a dieci anni fa, il popolo veniva conteso dal Cavaliere e un candidato del centrosinistra, che cambiava a seconda dei venti di lotta interna, che ha portato a varie scissioni, partiti unificati con l'Ulivo prima e il Pd poi; ora la Lega, amica/nemica del  Cavaliere, a seconda dei momenti (cito giusto per proporzioni il Ribaltone di Bossi), che sembra mascherarsi dietro il viaggio solitario, quando pare esser scontato (oh magari mi sbaglio eh!) che governerebbe insieme a Berlusconi, il quale a oggi non potrebbe essere Premier per via delle sue vicende giudiziarie (le vecchie toghe rosse che ormai non vanno di moda). Poi ci ci sono i pentastellati guidati da Di Maio, quelli che non si alleano con nessuno perché duri e puri, onesti nel loro cammino. Fatto questo estremo riassunto, ognuno la pensi come vuole, tanto non sarò certo io a voler comprendere le vostre ragioni, ma onestamente mi sento alquanto attonito e perso nell'oblio più oscuro. Siamo un Paese dove vengono spesi soldi pubblici per referendum inutili, dove non conta la volontà popolare, tanto comunque vada vince sempre e comunque l'interesse privato (come quello dell'acqua), dove i sindacati valgono quanto un foglio di carta igienica mentre lo strappo per pulirmi il culo, ma che pago a peso d'oro perché è comunque griffato, e poco importa se chi l'ha prodotto è un volontario. Ma ormai è caciara, reddito di qua, pensioni di là, taglio da una parte e alzo dall'altra, arresti di massa e taglio delle tasse, clandestini a casa e vaccini facoltativi, asili per tutti e Ius Soli, Europa sì, Europa no, dietrofront a testa alta, squadrismo di periferia. Nel frattempo il mondo avanza, la tecnologia avanza, mutano completamente gli scenari di giorno in giorno, di mese in mese, e noi stiamo ancora a discutere di sciocchezze prive di senso. I ragazzi di oggi studiano per lavori che non faranno, semplicemente perché non esisteranno più, l'economia galoppa a braccetto con nuovi standard che non hanno nulla a che vedere con le nostre ideologie del '900; ed è proprio qui che mi sento di vivere nel Vaticano, dove cioè si cerca di comprendere la realtà oggettiva dell'essere umano moderno, con l'ideologia passata, abbozzare comportamenti e finte soluzioni senza comprendere nulla.

Ad oggi, non mi sembra che nessuna formazione politica voglia investire nello sviluppo tecnologico, nell'impiego di risorse sulla formazione scolastica, sulla ricerca, sulla cultura, sull'artigianato di un certo livello; questo è il futuro che non comprendiamo. Il posto fisso non esiste, ma non può essere sostituito dall'assenza di lavoro! Voglio dire, non tutti sono fatti per produrre nuove idee ed essere, come va tanto di moda adesso, imprenditore di sé stesso; la massa lavora, punto, e non c'è niente di male in questo, però vanno messi dei giusti paletti, delle giuste retribuzioni e sì, bisogna anche che la massa si svegli per poter cambiare passo. Ed è proprio qui che la politica è assente. Ormai i rischi e i costi del lavoro sono completamente a carico del singolo, oppure si è dipendenti di grossi marchi che ti spingono ad essere un burattino a immagine e somiglianza del logo che sponsorizzi, per quattro soldi sette giorni su sette, festivi inclusi. Ma che è sto scempio?!

Un grosso ostacolo poi è il modo di comunicare della politica, un'accozzaglia di strumenti attuali privi di contenuti, con modalità talvolta televisive, talvolta pungenti, in palese finzione con se stessi prima e con noi dopo. E allora non lamentatevi che i giovani ne stiano lontani. Io ad esempio non faccio più parte dei giovincelli sgargianti, i trentaquattro sono affacciati a metà febbraio e mi fanno l'occhiolino, faccio parte della generazione di mezzo, quella dei fottuti; cresciuto coi miti anni '80 e '90, studia che poi lavori, la macchina e tutte le menate di contorno. Vorrei sapere che fine hanno fatto le vostre certezze da quattro soldi che volevate inculcarmi sin da piccolo. Per mia fortuna sono sempre stato un ribelle di natura, e per quanto sia mediamente fottuto come tutti, cerco di trovare sempre nuovi appigli, progetti e idee per crearmi un angolo di dignità. Ma in quanti viviamo la stessa situazione? Quanto è dura per noi! Perché se da un lato il lavoro di vecchia concezione non esiste più, bisogna mutare, l'economia e tutto il resto, dall'altro però vorrei avere almeno non dico gli strumenti, però neanche il vento contrario della burocrazia, del peso economico, del rischio di Equitalia e tutte le tasse che comunque vada bisogna sempre pagare, a prescindere dal fatturato. Insomma, senza mezzi economici non si va da nessuna parte, quindi i soldi li fai se hai i soldi, piove sempre sul bagnato e il governo è ladro pure quando c'è il sole o se ci saranno i pentastellati. Vorrei creare, innovare, vivere degnamente con il mio lavoro, vorrei che lo Stato, se proprio non vuole sostenermi, non mi ammazzi sul nascere. Vorrei investimenti no promesse di sussidi, vorrei poter sbrigare le faccende con la pubblica amministrazione in modo veloce, vorrei che quando sono in credito, verso privati o Stato, quei soldi mi arrivino entro sessanta giorni, proprio come capita a me quando devo pagare.

Il nodo di tutto a mio avviso ruota intorno all'innovazione e al mondo del lavoro, a noi trentenni che non siamo così vecchi da non capire la direzione che rivoluzionerà il mondo nei prossimi tre/cinque anni, ma non siamo neanche così sbarbati senza esperienza; all'educazione tecnologica dei ragazzi, fatta in modo serio. E basta razzismo! Uniti possiamo farcela, divisi continueremo a rubarci le briciole l'un l'altro, ma d'altronde non è proprio questo, in fin dei conti, l'obiettivo del futuro Premier? Divide et impera. E tu? Suca!

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