Campioni del mondo! Campioni del mondo!

Che la mia visione sia amara credo sia evidente, soprattutto quando bevo. Io poi scrivo quando sono lievemente alticcio, d'altronde sono l'Ubriaco. Ebbene, la nazionale non va ai mondiali e mi girano i coglioni. Direte, la mafia della Fifa, i diritti Tv, il traffico degli extracomunitari e tutto il marcio del calcio; i vizi dei super pagati, ventenni in Porsche e serate in discoteca, quindi, che ti importa? Mi importa eccome! Intanto vorrei precisare che lo specchio riflette sempre l'immagine che impriamo su quel pezzo che abbiamo di fronte, quindi quello che ci circonda è esattamente quello che siamo; oppure possiamo anche pensare che è il mondo ad essere cattivo, e noi semplicemente ci trasformiamo di conseguenza, come forma di sopravvivenza. Non saprei dove sia la verità, sicuramente qualcosa sta andando storto e chi se ne fotte dell'Italia che non va ai mondiali non è affatto migliore di quello che invece ci sta male. Nel mezzo di queste due figue vi è un mondo di contraddizioni, background ed esperienze agli antipodi, ma è solo apparenza; sono due facce ignoranti della stessa medaglia. Ma in fondo sti cazzi di queste congetture, fanculo la Fifa, la Uefa i tifosi e gli anti tifosi; alla fine non è altro che politica, ma io della politica me ne sbatto.

Sono un sognatore, abbraccio l'utopia e il mio modo di esprimere i concetti, la mia prosa, la mia dialettica, la mia retorica, sono semplici atti rivoluzionari stampati su un foglio word, fini a se stessi, con la speranza di scardinare qualche nervo scoperto. Siate sinceri, chi non ricorda con enfasi il mondiale del 2006? Chi anche per inerzia non ha sentito quel pizzico di soddisfazione dentro lo stomaco, che salito fino in gola, non ha provocato quel magone di commozione e brivido? Anche il più scettico e menefreghista di calcio, che si lamentava degli amici chiusi a guardare la partita, ha provato quella sana gioia di fratellanza quando un popolo intero si abbracciava senza bandiere e senza divisioni per un risultato sportivo, uniti sotto un tricolore che assume un senso solo se abbinato ad una partita di calcio. Potrà sembrare squallido, forse lo è, ma niente unisce e divide quanto il calcio, almeno in Italia. Certo il sole sorge ugualmente il giorno dopo e tu continuerai la tua vita di merda, ma schifare il calcio non farà di te una persona migliore, altezzoso/a che "allora guardati anche la pallavolo o il badminton". Bellezza, nessuno vuole sminuire gli altri sport, ma se il calcio è lo sport più praticato nel mondo c'è un perché, che però non voglio spiegarti qui. Va bene, siamo ignoranti, beceri e trascinati dal sistema, ora vai a chiuderti nel cesso a leggere un dramma polacco di uno scrittore morto suicida, copie vendute due (grazie Giovanni). L'Italia fuori dai Mondiali, fine di un sogno e di una realtà ben più ampia, perché il calcio è profitti, contratti, interessi e politica, e se fallisce non è un bene per nessuno, neanche per te essere superiore.

Il sintomo di un male grave della società italiana è evidente da tempo, si palesa giornalmente negli scandali e nella finta lotta di quelli che saltano come l'insetto impazzito e non per niente si dice "ma che c'hai i grilli per la testa?" o come quelli che sono sempre incazzati neri "te tiro na capocciata!" o verdi di rabbia "stop invasione!" o talmente confusi che non sapendo più che cazzo dire, chiamano il partito come una bestemmia "Che facciamo? Cosa ci inventiamo? Oh PD!" Piano piano, un pezzetto per volta, ci stanno togliendo tutto: il lavoro, la dignità, la politica, il presente, l'utopia, i sogni. Ma badate bene, siete tutti colpevoli! Per restare in ambito calcistico, sono anni che rompete il cazzo sulla Juve che ruba, i favori arbitrali, calciopoli e cazzate varie. Risultato, dopo un periodo di normale rifondazione, la Juve ha avviato un progetto sportivo con stadio, settore giovanile, merchandisng e un modello virtuoso che l'ha portata a vincere sei scudetti di fila, giocare due finali di Champions in tre anni e moltiplicare il fatturato di anno in anno; that's it. Tolto l'anno del triplete dell'Inter (prescritti, non innocenti) mai nessuna coppa europea è arrivata in Italia; stadi di Italia 90, centri sportivi obsoleti, cultura della colpa dell'arbitro e delle sconfitte venute per volontà superiori. Quest'anno c'è il Var, la cagata che tutti volevate, poi, a giugno, vi attaccherete al cazzo come al solito. Ma non perché vincerà la Juve, ma perché manca la cultura sportiva, di saper costruire e saper perdere.

Con la complicità di tutti noi, hanno creato una bolla di abbonamenti, pubblicità e voti per interessi, tralasciando il lavoro, l'organizzazione, la pianificazione, togliendoci di fatto l'ultimo sogno che poteva ancora unirci: campioni del mondo! Campioni del mondo!

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