Cannes 2017: uno strano desiderio di serie b

Pedro Almòdovar è disteso su un tavolo, si gratta le palle con entrambe le mani.
“Por favor, no. Dobbiamo arrivarne ad una! Non ce la faccio più”. Sfila le mani dai pantaloni ed estrae dal naso un gomitolo di catarro. Lo appiccica sotto il tavolo.
“Ho trovato”, urla estasiata Jessica Chastain, sventolando un bastoncino gigante di zucchero a manico d’ombrello, stretta nel suo abito a pois da pastorella, “e se lo dessimo a Dolan?”
“Non è in concorso, donna!”, una voce vibra tenebrosa e lontana.
“Come no? Dolan è sempre in concorso!”
Will Smith è in piedi, appoggiato contro un portone magniloquente in ferro battuto. La salsa barbecue filtra dalla carta plasticata che ricopre il suo hot dog, gli insozza le mani, è acido muriatico sui pantaloni fumè a sigaretta di Dolce e Gabbana.
“Beh quest’anno no”, la lingua pulisce le dita, “e neanche Lars von Trier, per il piacere della Dunst… un anno curioso, non trovi?”. Esplode in una risata diaframmatica.
“Mi fai paura Will, l’hai sempre fatto, almeno dai tempi di Hitch…”. La Chastain si inginocchia dietro Park Chan-wook, facendo scudo del suo corpo grinzoso.
“Datti una calmata Carroll, la ragazza quanto meno sta cercando una soluzione. Tu? Tu che cazzo fai oltre a mangiare?”
Smith si allontana di scatto dalla porta, lascia cadere il panino.
“Non ti azzardare, negro” urla a Chan-wook, “cos’è, sei anche tu per la quota omosessuali?”
Almodovar, in un moto di indignazione, perde l’equilibrio e cade dal tavolo, salvato dalla spazzatura che lastrica il pavimento.
“Sono per le quote di meritocrazia. Il che vorrebbe dire che tu non dovresti essere qui”
“Stai attento con quella linguaccia, o ti faccio fare la fine di Dae-su”
I due si guardano a lungo, intensamente. Gabriel Yared assiste alla scena da lontano, fischietta un motivetto western. Rutta.
Park Chan-wook si volta, sfiora la guancia di Jessica Chastain e la invita ad alzarsi. Si avvicina al suo orecchio, scosta il rivolo di capelli che le copre il lobo dell’orecchio: “Dammi un po’ di zucchero, piccola. Se ci sarà occasione, voterò per Dolan, te lo giuro”. La Chastain si avvicina a Chan-wook, con grazia sfiora il suo collo. Questi contrae i muscoli, protende la bocca verso la sua, una sottile sfoglia di bava bianca maschera la carnagione delle labbra. I due si baciano intensamente per alcuni minuti. La Chastain usa la lingua.
“Thank you sugar daddy, tu sai come si fa con le donne”
“Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto “g” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo. Così diceva Isabelle Allende”.
“Paolo! Paolo!”, Almodovar si alza dal pavimento con un colpo di reni, addosso le sole mutande fucsia. “Dove eri finito? Ti ho cercato per ore”
Sorrentino si bea nella sua toga romana. Il petto peloso non nasconde la vista del capezzolo sinistro. “Ho chiamato e non avete risposto; ho parlato e non avete udito…”
“Qualche idea per il film? Vogliono un vincitore, io che cazzo ci posso fare? Due mesi mi sembra già una buon lasso di tempo per rimuginarci”
“Un film. Che cos’è un film?”
“Beh un film è l’unione del visiv…”
“Ciò che sia un film io non lo so. Ma nulla ha toccato l’anima mia”
Agnès Jaoui alza gli occhi al cielo: “e allora diamolo a un francese! Et voilat, tutti contenti! Come per Dheepan, ve lo ricordate, no?”
Tutti in coro: “no! E comunque, tu chi cazzo sei?”
Agnès Jaoui svanisce nel nulla.
Prende la parola Fan Bingbing: “nulla! nulla mi convincerà mai quest’anno! Dove sono i messaggi, dove il cinema sociale? Dove la morale?”
“Ha parlato l’attrice impegnata, ha parlato” applaude Will Smith. “E dov’è il tuo cinema sociale? Iron Man? X Men?”
“Basta litigare, per dio! Manco al conclave”
“Che dite, la Coppola?”
Tutti in coro: “nahhhh, davvero? A una donna?”
“Poi non so, mi sembrava non ci fosse abbastanza sfocato. Poco teleobiettivo. E poi… no, mio dio, non riesco a dirlo”
“Cosa?”, in coro.
“Non ce la faccio, non ce la faccio”
“DILLO! DILLO!”
“Gli attori… SI MUOVEVANO E PARLAVANO”
I membri della giuria iniziano a correre e devastare la stanza. Il tavolo centrale viene divelto. I dipinti alle pareti ritraenti Thierry Fremaux vengono brutalizzati, coperti di graffiti. La statuetta d’ottone ritraente David Lynch impegnato a intonacare la cameretta del figlio si frantuma in tre parti.
Maren Ade, in tuta di latex, urla: “ FERMI”!… potremmo fare un atto rivoluzionario! Premiamo un film prodotto da Netflix”
Chan-wook ha un mancamento. Sorrentino, per manifestare il suo dissenso, si strappa le vesti e si porta due dita alla gola. Nudo e rachitico, si sdraia per terra. Vomita.
Tutti urlano “Film non passati per le sale! Crollo al botteghino! Applausi a Winding Refn! Il crollo del mercato! L’arcangelo Gabriele con la tromba in mano!”
Smith prende la rincorsa e si getta contro Almodovar. La Chaistain si getta sul corpo di Chan-wook e cerca di rianimarlo con un bocca a bocca.
Si sbottona la camicetta e mostra il seno snello e sodo. “PAPI! PLEASE, COME BACK TO ME” gli urla all’orecchio.
Nel mentre, Smith sta per soffocare Almodovar, ansante tra le sue braccia.
Maren Ade si fa largo tra i profilattici e i sacchetti di patatine.
“Fermi tutti, tranquilli, tranquilli. I film di Netflix non sono in concorso! Non sussiste alcun problema”
“Ahhhhh”, tutti tirano un grosso respiro di sollievo.
I conati biliosi di Sorrentino si interrompono. Smith libera Almodovar. Chan-wook si risveglia e tira un pacca sul culo alla Chastain. I due hanno un rapporto sessuale intimo e non privo di difficoltà di tipo logistico-gastroenterico.
In religioso silenzio, la giuria si raduna attorno ai loro corpi viscosi.
Insieme, con le mani giunte, aspettano che l’atto si compia.
Il tempo si sospende, diventa altro da sé.
“Cannes è un rituale religioso” dice Sorrentino, sfilandosi i ray-ban a goccia e infilando una mano nella tasca interna dell’impermeabile nero petrolio.
“E’ l’estrema conseguenza della paura della morte. Uno strumento per il mantenimento dello status quo” conclude la Chaistain,
La Ade prende in mano la situazione:
“Alla Coppola miglior regia” dice con sorprendente accento tedesco.
E Smith: “rappresentiamo la minoranza”
E Almodovar: “Il giusto riconoscimento per una grande autrice”
E tutti: “Un onore, anche per Francis”
E di nuovo la Ade: “E il miglior film a Lanhtimos.
E tutti: “perché?”
“Perché mi sono rotta i coglioni”

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