Darth Vader: chiedo perdono

ATTENZIONE: L’articolo che segue, col relativo linguaggio, è liberamente ispirato allo stile del regista, ricalcandone espressioni gergali e modi di fare. Mi è quindi d’obbligo precisare che nè i contenuti, nè lo stile vogliono essere offensivi nei confronti di nessuno.

Figlio mio.
C’è molto che ho ancora da dirti, ancora tanto di cui parlare.
Scusami ti prego. Scusami per tutto il male che ho fatto, per il peso che hai dovuto portare tutti questi anni. Chiedi a tua sorella di perdonarmi, te ne prego.
Non sei mai stato tu. Sono sempre stato io. Ero io il prescelto, il prescelto della profezia. Colui che avrebbe riportato l’ordine nella forza.
Non oso immaginare il fardello che hai dovuto portare a causa mia Luke.
Il mondo sa essere così cattivo, e noi siamo tanto deboli d’animo, e io sono stato tanto impetuoso. Il dolore e l’odio prendono il sopravvento. E io di dolore per mia madre ne ho provato tanto. Per come l’hanno torturata. Per come l’hanno seviziata. La donna che mi ha cresciuto Luke. Che mi ha dato la vita. Brutalizzata come una bestia. Rapita dai predoni Tusken. Un’altra cultura, mai integratasi. Indigeni. Rozzi. Vili. Primitivi. Ho fatto vendetta Luke, e ora me ne pento.
C’è così tanta oscurità ovunque figlio. C’è oscurità in ogni angolo. C’è un ombra causata da ogni sole. Come i due soli di Tatooine, la nostra terra. La terra che amiamo. Dove la schiavitù e l’ingiustizia hanno regnato per anni. Dove i soldi potevano comprare non solo le corse e i “podracer”, ma anche gli uomini.
Volevo di più Luke. Volevo di più. Per me e per la mia gente.
Esigevo di più da tutti, da me stesso soprattutto. Esigevo di più da Padme. Da Obi-Wan. Dall’ordine dei Jedi e dalla sporcizia che regnava anche dentro di loro, come dentro tutti noi. Chiedevo altro rispetto alla cavillosità delle leggi, con tutte quelle coercizioni che rallentavano la venuta della giustizia.
Sono sempre stato io Luke. Sono sempre stato io l’eletto. Io avrei ucciso l’imperatore. Io avrei portato la pace nella galassia, ma solo dopo averla affossata. Dopo aver riempito l’universo del mio dolore e il dolore del mio stesso universo.
Tutti hanno visto la mia ascesa e la mia subitanea discesa, Il mio sprofondare negli abissi.
Era chiaro al maestro Yoda, ma doveva correre il rischio, doveva mettere in pericolo la galassia e permettere il mio addestramento, perché si compiessero le profezie.
Ho molta paura Luke.
Non so cosa mi aspetta dove sto andando. Ho fatto tanto di quel male. E se non dovessi essere perdonato?
Un’antica leggenda. Un’antica leggenda di tanto tempo fa, di una galassia lontana, narra di un uomo che tradì il suo maestro. Lo tradì per qualche soldo, impiccandosi poi ad un albero. Così che un grande piano potesse compiersi. Un piano che poco ha a che vedere con gli uomini eppure rivolto a loro. Un piano divino, che portasse alla redenzione dell’umanità intera.
Secondo te è stato perdonato, il traditore, Luke? Avrà meritato il perdono?
Io, come lui, ho commesso atti orribili. E nonostante io sappia di essere peggio di una bestia, non merito forse il perdono? Non ero forse parte di un piano divino?
Pensi che io abbia mai avuto davvero scelta Luke? Lo pensi?
Una profezia parlava, e decretava il mio futuro. E io ho cercato, ho fatto del mio meglio per perseguire ciò che secondo me era giusto. Il male e il bene sono due concetti così relativi figliolo. E ora mi sento preso nel mezzo. Un burattino senza braccia, senza scelta, a cui non è stato concesso il libero arbitrio.
La profezia parlava di un ragazzo. Un ragazzo in grado di portare equilibrio. E non è esattamente quello che ho fatto? E se per giungere a questa fine avessi dovuto necessariamente compiere questi passi? Se tutta questa sofferenza fosse stata necessaria? Se solo il terrore e la paura mi avrebbero veramente permesso di arrivare qui e uccidere l’imperatore?
E possibile che tutto ciò che ho fatto fosse scritto da qualche parte? E’ possibile che io fossi un mero attore di una sceneggiatura scritta da qualcun altro?
Ho tanta paura Luke. Ho paura di non meritare il perdono.
Una sola azione può redimere le nefandezze di un’intera vita? Un grande atto giusto può porre rimedio a migliaia di ingiustizie? Non trovo risposta. Mi sento così debole.
Ma tu sei qui. Sei qui di fianco a me, e mi hai tolto la maschera. Ora, io, posso vederti con i miei veri occhi. Ora, io, posso respirare la tua stessa aria. Toccare con la mia vera mano, la tua. Con quella spada laser hai distrutto il filo che ancora mi teneva legato a ricordi di sofferenza e rifiuto. E ora, attraverso te, posso sentire la verità nell’uomo. Sentire la tua bontà.
Ed io in te. In questo abbraccio. Nel tuo amore. Nei tuoi occhi. Negli occhi di tua sorella. Io sento che questa non è la fine.
Sento nella forza che l’unico perdono di cui ho veramente bisogno è quello di mio figlio.
Che è il perdono di Dio.

Leave a reply

*