I dazi di Trump

I dazi di Trump: un problema per il mondo intero

Diciamo la verità: Donald Trump non ci sta simpatico. E’ un populista, sposa l’equazione musulmano = terrorista e potrebbe essere addirittura il 1° Presidente USA eletto col benestare della madre Russia di Putin. Come se questi motivi non bastassero per farlo odiare più di Bush Jr (tremo all’idea degli album che i Green Day gli dedicheranno), la nuova amministrazione Trump sta preparando una vera e propria guerra commerciale contro il mondo intero.

Le economie della Cina, Europa e pure del nostro bel paese avranno infatti da soffrire della strada che gli Stati Uniti hanno intrapreso lo scorso 31 Marzo, quando Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi mirati a trovare ed eliminare le cause che hanno causato agli USA un deficit commerciale (la differenza tra esportazioni ed importazioni) di 500 miliardi di dollari annui.

Siamo ancora ad un livello esplorativo ma le intenzioni di Trump sembrano essere perfettamente in linea con il claim della sua campagna elettorale: “America First”. Già nella campagna elettorale per le presidenziali Donald Trump aveva affermato che avrebbe preso provvedimenti contro la valanga di prodotti stranieri (leggasi cinesi) venduti negli USA a prezzi sfavorevoli per le aziende americane. Combattere questi prodotti significa imporre dazi, alzandone il prezzo sostenuto dal consumatore finale, sperando così di riportare i prodotti americani ad essere competitivi, incentivandone quindi i consumi e le assunzioni sul suolo americano.

I dazi però non dovrebbero colpire solo la Cina ma anche le economie europee, andando ben oltre la questione della carne bovina di cui si è parlato nei giorni scorsi. Infatti durante l’incontro avvenuto due settimane fa tra Donald Trump ed Angela Merkel, si è notato come il Presidente USA vedesse la cancelliera tedesca, quindi la Germania come un ostacolo nello scacchiere geopolitico internazionale. Indebolire economicamente l’Europa significa indebolire un player internazionale e lasciare un campo più libero a Stati Uniti e Russia.

Abbiamo già parlato di come Trump  ed i populisti in generale utilizzino lo scontro, più o meno violento e diretto, per raccogliere consensi e sviare l’opinione pubblica da argomenti scomodi. Anche se quello che è appena iniziato tra Trump ed il resto del mondo è uno scontro sul piano economico, un rinnegare la globalizzazione ed il libero mercato da parte di quella nazione che ne era il campione fino a qualche anno fa, sembra proprio che ne vedremo ancora delle belle in quella che sembra una contrazione dolorosa del processo di globalizzazione. Cosa possa nascere da questa contrazione sarà solo il tempo a dircelo.

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