Deadman Wonderland: come trasformare il proprio carcere di massima sicurezza in un parco giochi aperto al pubblico

Quando il gioco si fa duro, i carcerati cominciano a morire. Questa è in generale la regola base della prigione giapponese chiamata Deadman Wonderland, da cui il titolo della serie anime. Un paradiso per i bambini, un inferno per i detenuti. Un misto tra Battle Royale e SuperJail, questo cartone giapponese del 2011 che conta solo 12 episodi trae origine dall’omonimo manga. La trasposizione animata è composta da un’unica stagione e, seppur la storia rimanga in sospeso, vale la pena vederselo. Io difatti, dopo essermi visto il cartone sono poi passato a leggermi il fumetto. Tanto la tentazione di sapere come va a finire viene a tutti e devo dire che la storia risulta scorrevole e piacevole da leggere, oltre a al fatto di non essere estremamente lunga.

Veniamo al cartone: le prime immagini mostrano una scuola e gli studenti intenti a portarsi al proprio banco. Tre amici chiacchierano della loro prossima gita scolastica al carcere/parco giochi. Tutti prendono posto a sedere dopo il suono della campanella. Insomma, sembra il classico cartone giapponese per ragazzine.

Ed ecco che dalla finestra della classe appare una figura rossa con il mantello. La classe si trova al terzo piano e, poco prima che tutti si rendano conto dello strano individuo volante, questo riduce la classe in polvere all’istante.

Un solo sopravvissuto, nome Ganta. Questo viene subito indagato come unico sospetto della strage dei suoi compagni siccome il tizio rosso sparì subito dopo senza lasciare traccia. Fortuna vuole che a Ganta viene affiancato un avvocato di tutto rispetto, che ci tiene alla salute di Ganta. E difatti lo farà finire dritto nel Deadman Wonderland dopo che gli avranno dato la pena di morte (e si scoprirà non essere nemmeno un avvocato).

Questa prigione, adatta ad un ragazzino delle medie come Ganta, offre il massimo dei servizi: guardie poppute che usano spade per addomesticare i detenuti, giochi di squadra con in palio la propria vita, una sezione segreta con combattimenti illegali, carcerati con superpoteri e guardie poppute.

Tutti coloro che hanno la pena di morte sono facilmente riconoscibili perché portano dei grossi collari. Questi hanno un timer che impone al detenuto di mangiare una caramella in modo da far ripartire il conteggio. Se non si mangia la caramella prima del tempo, il detenuto muore. Non mi chiedete come funziona da un punto di vista chimico-fisico, non m’interessa e non lo so. Ma sapete come sono questi giapponesi. Gli piacciono le caramelle. E le guardie poppute.

Ganta riuscirà a sopravvivere oltre la giornata, grazie all’incontro con l’altro personaggio principale della storia, Shiro. Una ragazza che veste una tutta bianca, ha i capelli bianchi ed è bianchissima di carnagione. Avrebbero dovuto chiamarla Bianca. Ad ogni modo lei parrebbe essere un altro carcerato, ma con un animo da bambina. Non sembra essere il luogo adatto ad una ragazzina, ma risulterà essere piuttosto forte e robusta. E in qualche modo collegata a Ganta.

Mettetevi comodi e gustatevi il primo episodio. Verrà mostrato cosa cela davvero il Deadman Wonderland, il vero scopo che il direttore dell’istituto ha in mente e il vero ruolo di Ganta in tutto questo. Riguardo all’uomo volante che ha incenerito una classe, beh, per quello c’è da aspettare fino all’ultimo episodio. Poi son sicuro passerete al fumetto.

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