Domenica alcolica al Lucca Comics

Da oltre due anni scrivo su Nastorix, dove ho trovato finalmente il mio habitat naturale ed essendo già artista di successo non lo faccio certo per il guadagno, che comunque non avrei dato che i miei amici fondatori non hanno il becco di un quattrino. La premessa è doverosa, per dirvi che, per il secondo anno consecutivo, mi hanno armato di armi e bagagli e spedito al Lucca Comics. Quando il caro Direttore (riverisco Santità) mi ha comunicato la notizia, il mio stato d'animo si è spaccato in due: figata! Che palle! Credo non debba spiegarvi la metà felice, e quindi mi soffermo su quella pallosa. Primo ostacolo da dover superare è l'accredito stampa, che già l'anno scorso mi è stato negato perché su Facebook la testata ha pochi like, come se il Lucca Comics avesse bisogno di pubblicità; imbarazzante e ridicolo anche quest'anno. Seguo il loro percorso online per l'accredito, noi siamo in una situazione un po' borderline e infatti il rifiuto arriva inesorabile; in fondo alla risposta automatica c'è però anche la mail per scrivere e notificare eventuali errori di valutazione o altro. Mando la mail, passano i giorni e niente risposta; provo a telefonare ma ovviamente trovo sempre occupato per giorni. Parto con Dick e Jess e tutto il necessario per passare la domenica di lavoro a Lucca; due camere con relativi cavalletti, microfoni, cuffie, bottiglia di grappa, cassa di birra, panini, acqua e clementine.

Biglietteria non segnalata fuori dalle mura, fila, e finalmente biglietto e bracciale (dettaglio che si rivelerà fondamentale) a 18 euro per godersi il simpatico carnaio. Giornata tersa, una luce meravigliosa e sole da mal di testa alcolico accompagnano la sbronza produttiva; allegria, cosplay favolosi, bambini e adulti divertiti nella giostra di una città colorata a festa. Bellissimo.

Il lavoro procede spedito, le gambe rispondono alla gradazione alcolica e alle undici portiamo a casa la prima, epica e feudale intervista. Epica perché inizialmente lasciamo l'attrezzatura in macchina, dato che pesa ed è ingombrante e torniamo a prenderla una volta concordato il lavoro. Al rientro alla porta delle mura le bestemmie si sprecano: c'è la fila per entrare, migliaia di persone sono convogliate in un budello senza senso. Per fortuna troviamo una guardia magnanima, che dopo un estenuante trattativa, ci lascia passare dalla parte libera. Sono passate tre ore, siamo ubriachi e desiderosi di caffè e bagno. Uno sclero che ci accompagnerà per tutta la giornata dato che non esistono punti di ristoro oltre ai bar, che subiscono l'urto di ottantamila persone organizzandosi come possono; alcuni meglio, altri peggio altri ancora sono addirittura cafoni. Siamo sulle mura e tentiamo di dirigerci al padiglione Games, che riusciamo a vedere dall'alto ma non capiamo come raggiungerlo, dato che non è segnalato il percorso e la folla non aiuta; incontriamo dei ragazzi che fumano in pausa come noi e che momentaneamente hanno rinunciato ad andarci dopo due tentativi andati falliti. Incredibile ma ancora umanamente concepibile, in attesa dell'assurdo che ci attende qualche metro dopo all'ingresso: Dick ha il bracciale ma non trova il biglietto. Apriti cielo! Vorrei sapere a che cazzo serve avere il biglietto se ho il bracciale? Fosse nominativo ancora ancora, ma così ha poco senso. Fate in modo di averlo sulla mail per dio! Siamo in una fiera dove non solo la creatività, ma anche l'innovazione è protagonista, e invece si devono ancora attaccare al biglietto! Allucinante.

Ora non farò tutto il report della giornata perché ho fame e sete, però devo dire che se da un lato l'evento è veramente il centro nevralgico dell'arte ludica in ogni forma e gadget, non capisco perché non debbano esserci delle sorte di promozioni o sconti speciali per chi si sbatte e viene da ogni angolo d'Italia; voglio dire, ho pagato un gioco di carte 40 euro! Non male per un autografo sulla confezione. Onestamente devo dire che, nonostante la qualità del servizio non sia assolutamente all'altezza del biglietto, va comunque dato sempre il merito agli organizzatori di farci vivere un sogno ad occhi aperti anche ora che siamo adulti. La domenica è trascorsa divertente, abbiamo lavorato tutto il giorno, camminato tanto, bevuto tantissimo e stravolti ci siamo consolati con la spaghettata di mezzanotte a casa di Jess. Curiosi di vedere chi abbiamo incontrato? Seguite Nastorix e sarete avvolti dalla magia alcolica delle fiatate di Dick autore delle interviste.

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