"Sei donne che hanno cambiato il mondo" di Gabriella Greison

L’Italia ha un grande patrimonio umanistico, su questo non si discute. Dopotutto, siamo un paese di poeti e di artisti; io stessa ho spesso scritto di molti autori italiani, sia contemporanei che passati, a riprova di come gli italiani si siano sempre distinti nella letteratura e nella scrittura. Tuttavia, la scienza ha un ruolo secondario nel nostro paese, per quanto sia anch’essa un ambito molto importante del sapere. Di tutte le sue branche, di sicuro la più sottovalutata e, perchè no, disprezzata, è la fisica. Se penso alla mia personale esperienza di studio della materia, molto scarsa ammetto, è difficile trovare bravi insegnanti che ti aiutino a comprenderla e ad appassionarti al suo studio, per quanto la sua importanza sia fondamentale. Quale altra scienza è in grado di spiegare le leggi dell’universo? In un mio tardivo avvicinamento alla materia, ho trovato un’ottima alleata: Gabriella Greison.

Definire questa autrice è molto difficile, anche solo per la varietà dei campi in cui ha spaziato la sua brillante carriera: originaria di Milano, si laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano, per poi proseguire i suoi studi all’Ecole Polytechnique di Parigi. Alla scienza, accompagna la sua passione per il giornalismo, lavorando per testate come La Gazzetta dello Sport, Vanity Fair, Sportweek e Il Fatto Quotidiano. Il suo amore per la fisica la porta a diventare una delle principali divulgatrici scientifiche del panorama italiano, sia in televisione, che a teatro, ma anche con i libri. Ed è proprio di uno delle sue ultime opere, “Sei donne che hanno cambiato il mondo” che mi sono innamorata.

Lo scopo dell’opera è molto chiaro: raccontare la storia delle più importanti scienziate del Novecento. I sei brevi romanzi in cui perdersi in questo libro sono quelli di Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948). Per molti saranno nomi sconosciuti, eppure queste sei donne sono state delle pioniere. Sono nate tutte nell’arco di cinquant’anni e hanno operato negli anni cruciali e ruggenti del Novecento, che sono stati anni di guerre terribili, ma anche di avanzamenti scientifici epocali. Se della celebre chimica polacca naturalizzata francese, vincitrice di ben due premi Nobel, tutti conoscono molto, delle altre difficilmente si è sentito parlare: una fisica ebrea perseguitata dai nazisti, una matematica tedesca con difficoltà a capire le persone, la cristallografa inglese che fu derubata della sua scoperta fondamentale, il DNA, la diva hollywoodiana che abbandonò lo sfarzo per la scienza e la teorica serba che visse nell’ombra del marito, Albert Einstein. Tutte queste donne hanno fatto scoperte sconvolgenti, eppure non vengono ricordate come i loro colleghi uomini. Per questo Gabriella Greison ha scelto di raccontarle, in quel suo modo così particolare, che rende la scienza e la sua storia una trama avvincente, come un buon romanzo giallo, di cui dipanare la matassa. Sono sei storie magnifiche ma vere, e quindi a volte tristi, piene di fallimenti e di insicurezze, ma anche di coraggio e di audacia.

Ho avuto il piacere di poter incontrare l'autrice e assistere alla presentazione del libro che ha tenuto in occasione dell’evento Bookcity a Milano; ho così potuto vedere tutta la sua passione nel raccontare l' opera, come i suoi occhi brillavano mentre parla della scelta coraggiosa di Marie Curie di ritirare il secondo premio Nobel di persona, nonostante sia già molto malata e considerata una poco di buono, per una relazione intrapresa con un collega, o di come si sia inorgoglita nell’interpretare Hedy Lamarr in una sua celebre intervista, in cui confidò di come gli piacesse pensare a formule matematiche mentre parlava con gli uomini. Non posso non consigliare questo libro a tutti coloro che hanno fame di conoscenza come me, che vogliono poter ricordare queste donne e diventare testimoni delle loro scoperte, perchè loro sono «Sei stelle luminose nel buio del secolo breve. La loro luce si è spenta, com’è destino tra gli esseri umani. Ma la loro traccia è indelebile, lungo il cammino del progresso, non solo scientifico, dell’umanità».

Gabriella Greison, Sei donne che hanno cambiato il mondo”, Bollati Boringhieri, 2017