Donne, uomini e violenza: quando la vittima è dalla parte sbagliata

Ormai da qualche anno si parla sempre più di violenza sulle donne, di femminicidio, con svariati articoli sull’argomento, giornate dedicate ed iniziative di vario genere. Nuovi stupratori emergono tra le frange più nascoste della società, in famiglia, in discoteca, per le strade. Quello che risulta ai più è che per violenza sessuale si intende un rapporto forzato, consumato con violenza fisica da parte dell’uomo, in cui la vittima femminile risulta completamente inerme ed in mano al proprio aguzzino. In tal caso pare evidente la posizione di qualsiasi persona dotata di un minimo di umanità. Però, sappiamo benissimo, che la violenza psicologica è spesso più spietata, così come le connotazioni culturali dove si consuma, in una società in cui vige ancora il mito dell’uomo, del maschio forte che non deve chiedere mai. In tal senso, passi enormi sono stati fatti per salvaguardare la femminilità e l’essere donna, per cui si parla di violenza in senso più allargato; non vorrei tediarvi, ma essenzialmente se la donna, in qualsiasi momento, decide che non dà il consenso ad un qualsiasi rapporto fisico, l’uomo in questione deve procedere a indietreggiare e tornarsene a “casa con le pive nel sacco". Sacrosanto. Se poi la vittima è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol, automaticamente non è nel pieno delle sue facoltà, pertanto non può essere considerata conseziente. Sacrosanto anche questo; immagino una ragazza completamente ubriaca, approcciata da un ragazzo non così fatto, che approfitta della situazione, comettendo a tutti gli effetti una violenza. Però in questo caso si apre una parentesi enorme, che mi porta delle riflessioni fino alla polemica finale, prima di introdurre un altro argomento: la violenza delle donne sugli uomini. Ma facciamo un passo per volta. Siamo sinceri, il fine settimana noi persone comprese tra i venti e quarant’anni, ci scassiamo dal venerdì alla domenica; che siamo uomini o donne, spesso usciamo con la volontà di fare di tutto e di più, con la conseguenza logica che la maggior parte dei rapporti sessuali che si consumano in queste serate, avviene tra persone sballate di alcol o droghe in genere. That’s it. Tecnicamente, migliaia di stupri vengono commessi in soli due giorni in tutta Italia. Chi può stabilire il confine tra stupro o rapporto conseziente in situazioni simili? Quante volte è capitato (e in internet è pieno di meme al riguardo, ma in realtà se ne è sempre scherzato) di ritrovarsi il pomeriggio successivo a letto con un/a perfetto/a sconosciuto/a? O quante volte ho sentito amiche pentirsi di aver scopato con questo o quello perché completamente ubriaca? Quante volte è capitato a me e ad ognuno di noi! E se avessi preso una denuncia? Sarei stato un mostro?

Un altro aspetto è appunto quello sociale e culturale. Perché per quanto la donna sia emancipata, ancora non ha la completa parità di diritti lavorativi su molti settori, a partire dalle retribuzioni; in compenso, però, una forte spinta mediatica la colloca come intraprendente, forte e invincibile, in contrapposizione all’uomo che viene sempre più tacciato come debole o, più semplicemente, come un coglione. Non ci sono più gli uomini di una volta! I social sono pieni di ragazze che mostrano culi e scollature, ma guai a commentare perché altrimenti sei un morto di figa. Giusto, per carità, però se uno ti scrive che hai un bel culo e, vedendo la tua galleria forografica, vede praticamente solo quello in tutte le salse, non puoi lamentarti del fatto che voglia uscire con te solo perché vede il tuo aspetto esteriore! Voglio dire, cosa ti aspetti, una cena tema Nietzsche? Lo stesso vale per gli uomini, tutti scolpiti e dai fisici scultorei; in questo caso, però, l’apprezzamento femminile è molto cool: “Ho creato un lago sotto la sedia” è il commento che va per la maggiore. In un contesto simile spesso noi uomini siamo confusi, anche perché, a differenza delle donne, non riusciamo a mascherare le nostre emozioni anche per un semplice motivo fisico, in quanto il sangue viene pompato immediatamente nel nostro piripicchio, escludendo, per così dire, la nostra parte razionale; per voi donne è squallido, ma purtroppo funziona così e non è colpa nostra. Anzi, in un impeto poetico, potrei dire che l’erezione è una momentanea dichiarazione d’amore. Nella vita di tutti i giorni, però, si consumano piccoli drammi dai quali non sappiamo come uscirne con dignità. E credetemi, è un problema di molti uomini e tutti lo sappiamo bene, anche voi donne, ma non se ne parla, anzi, ci si gioca e scherza fino al limite della perversione puramente cerebrale. Ma a volte, risulta difficile capire dove finisce la provocazione e comincia la dichiarazione. La tattica ormai più usata è quella di aspettare di essere travolti dalla donna, o di capire se c’è margine in situazioni isolate, cercando la battuta o di oltrepassare il confine vitale dell’altra; i rifiuti si sprecano con cenni o comportamenti talvolta inequivocabili, talvolta subdoli, lasciandoci nell’atroce dubbio se dover osare o abbozzarla. Ed è qui che non esistono gli uomini di una volta. La verità è che abbiamo paura, e a dirla tutta, ne abbiamo ben donde! Ed è anche per questo motivo che il fine settimana si beve e si consuma sesso senza ritegno, perché finalmente si abbattono queste barriere in cui, francamente, non si capisce una sega. Immaginiamo di stare in ufficio, sono a fare una fotocopia e la collega, passando, mi palpa il culo; cosa dovrei pensare? Di base nulla, ma a parti invertite sarebbe molestia. Ho fatto questo esempio perché mi è capitato più di una volta. Probabilmente ho un bel culo. Immaginiamo che sono in ufficio e, ogni qualvolta parlo con questa collega, lei, si avvicini molto, accarezzandomi il petto, maneggiando la cravatta, con quello sguardo languido e la voce impostata; oppure venga a parlarmi mentre sono seduto sulla scrivania, con la camicetta scollata, piegata verso di me con le tette in pieno viso; considerando il fascino ancestrale che subiamo nei confronti del seno femminile, capite che è imbarazzante? A volte non significa nulla, se non un gioco da parte sua, altre sono segni che per noi dovrebbero essere inequivocabili. E non dite: “ma che ambienti frequenti?” Succede ovunque, dappertutto, e spesso chi lo fa è una donna sposata o quasi. Queste non sono violenze? Quante volte capita di sentire: ”Non so più cosa fare, gliela devo sbattere in faccia?” Di sti tempi, è la soluzione migliore, perché ormai avete creato il terrore intorno a voi.

Spesso la violenza sugli uomini, così come per quella femminile, si consuma tra le mura domestiche. Quante volte capita di raccogliere affetti personali rotti in un impeto di violenza della nostra fidanzata o moglie? Quante volte siamo costretti a sopportare ripicche, talvolta anche dolorose, pur di non litigare e cercare di stare in pace? Notti insonni a sentire lamentele completamente prive di logica, collegate magari ai pantaloni sulla sedia, che incredibilmente sono in stretta relazione a quella volta di mesi fa in cui, senza saperlo l’hai fatta incazzare dicendo quella cosa, che lei invece ha interpretato in altro modo, ma ha sofferto in silenzio perché è superiore, ormai non stupendosi più del fatto che non la capisci. Per una donna può essere normale sfogare la propria rabbia repressa sul partner, rendere la convivenza un inferno: “se non mi sopporti vuol dire che non mi ami abbastanza; cerca di capirmi, posso sfogarmi solo con te” E non dite che non è vero. Spesso ci costringete ad un inferno dal quale non sappiamo come uscirne o come comportarci; per non parlare della violenza fisica. Calci e schiaffi si sprecano. “Mica ti ho fatto male! Minchia, che uomo sei?!” In quei momeni la delusione, la rabbia, la frustrazione, vengono sopite con sforzo enorme da parte nostra, uscendo di casa per sfogarci in modo sano; con il consueto commento che "scappare non è la soluzione". Non scappiamo, evitiamo semplicemente di commettere un errore. Ma voi questo non lo capite e manco vi sforzate di farlo. Un pomeriggio, passeggiando con la mia ragazza, le ho detto di stare attenta a tutte le coppie che vedeva passare; bene, circa in un terzo dei casi, c'era l'uomo curvo e con la testa china, in silenzio, mentre la donna gli sbraitava lamentele all'orecchio, tutta agitata e incazzata. Fateci caso anche voi, è incredibile.

Insomma, è sacrosanto parlare della violenza subita dalle donne, ma ormai è un argomento solido. Parliamo della violenza subita dagli uomini? Volete un po’ di numeri? Ebbene, non esistono statistiche, non esistono praticamente denunce in tal senso, come se non fosse un problema esistente.

Allora io vi chiedo: è giusta questa discrepanza uomo/donna? La comprensione deve essere solo e soltanto unilaterale?

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