E se passassimo un San Valentino diverso?

A meno che non viviate in una caverna, vi sarete sicuramente accorti che ieri era San Valentino. Oltre ai soliti cuoricini e cupido sparsi su ogni superficie del globo terrestre, molti di voi avranno probabilmente notato il pucciosissimo cuoricino che quelli di Facebook hanno avuto la buona idea di farci trovare in cima alla nostra homepage, non curandosi tra l’altro di controllare la situazione sentimentale del singolo utente. Oltre questo epic fail che avrà sicuramente infastidito milioni di single, è da criticare la scarsità di idee con cui le grandi aziende come Facebook sfruttano la nostra ormai dipendenza da social, forti del fatto che una sempre maggior fetta del nostro tempo viene vissuto online.

Questo utilizzo fastidioso della comunicazione è ancora più grave se pensiamo che il nostro vivere online ha permesso al settore pubblicitario di evolversi, creando contenuti sempre più distanti dal classico spot televisivo. Viviamo infatti in un periodo in cui la comunicazione commerciale diventa sempre più divertente e interessante. La pubblicità ormai funziona solo se intrattiene come il film o la serie tv che stiamo guardando.

Un “piacevolissimo” esempio di ciò è PornHub che, per i pochi che non lo conoscono, è un sito web nato nel 2000 su cui è possibile pubblicare video pornografici. PornHub, invece di limitare la sua strategia di comunicazione ai soli single che usufruiscono di materiale pornografico ha deciso di allargare il proprio pubblico andando oltre alla classica visione dell’amore e dell’autoerotismo.

Mi riferisco alla campagna Save the Wales, lanciata l’8 Febbario. A partire da questa data, ogni 2000 video porno visualizzati sul sito, PornHub donerà 1 centesimo di dollaro alla Moclips Cetologial Society, organizzazione no-profit americana che si occupa di preservazione di balene come capodogli e megattere. Se andate sulla pagina web dedicata alla iniziativa verrete infatti invitati a masturbarvi per salvare questi cetacei. Visti i dati 2015 del traffico sul sito, con una media di 240 milioni di video visti ogni giorno, la donazione dovrebbe attestarsi intorno ai 26mila dollari, ma nulla toglie che possiamo sacrificare un po’ del nostro tempo e delle nostre cartilagini per aiutare le balene a non estinguersi.

Altro esempio di questo modo di fare comunicazione lo ha realizzato Durex nel Novembre scorso con Salva la Quaglia, campagna virale di video online in cui vediamo il Trio Medusa che ironizza sul tema del coito interrotto. In questo modo Durex è riuscita a comunicare il proprio prodotto e a sensibilizzare il pubblico riguardo la lotta all’AIDS, il tutto facendoci ridere.

Questi sono ottimi esempi di come un’azienda possa fare comunicazione online in modo ironico e non convenzionale, magari legando la propria immagine a cause benefiche.

Non perdiamo tempo quindi, armiamoci di mouse, attiviamo la navigazione in incognito e con una mano sola faremo ben due buone azioni: salvare le balene ed incentivare campagne pubblicitarie migliori.

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