Falce - Se diventassimo immortali: recensione (SPOILER FREE)

Falce è il primo volume della Trilogia della falce scritta dall'autore statunitense Neal Shusterman. Mentre negli USA la trilogia è già stata pubblicata interamente, in Italia esce proprio oggi il primo volume che, grazie a Oscar Mondadori Vault, ho potuto leggere e recensire in anteprima per voi. Falce si configura come un romanzo distopico, scritto per giovani adulti, ambientato nel futuro. E quindi partiamo dal worldbuilding!

WORLDBUILDING

La storia è ambientata nel mondo che conosciamo, ma nel futuro. Il mondo è governato dal Thunderhead, un computer praticamente onnisciente che organizza la vita degli esseri umani in modo che sia perfetta. Proprio grazie a questo tipo di amministrazione vengono eliminate corruzione, intrighi politici e macchinazioni per il potere. La criminalità non esiste più e le nuove generazioni non conoscono le guerre, l'inquinamento, la povertà e le malattie. Ma la cosa più importante tuttavia è un'altra: in questo futuro la morte è stata sconfitta. Grazie alla tecnologia è praticamente impossibile perdere la vita. La vecchiaia non fa più paura perché si è in grado di ringiovanire le cellule a piacimento. Inoltre grazie ai naniti, nanotecnologie innestate nel corpo di ognuno, le persone non provano più dolore, guariscono a velocità incredibile da danni accidentali e, anche nel caso succedesse qualcosa che porterebbe alla morte, i centri di rianimazione provvedono immediatamente a riportare in vita chiunque.

In questo contesto ci viene presentata un'umanità che, nonostante il progresso scientifico, non sempre è felice. Si è smesso di misurare il tempo poiché è superfluo. Non si contano più gli anni e le persone non danno più valore ai momenti: gli anni trascorrono come settimane, mentre l'umore delle persone è mantenuto stabile dalle nanotecnologie. Tuttavia un solo grande problema persiste, causato proprio dal fatto che non si muore più: la sovrappopolazione.

Il Thunderhead infatti fa in modo che la vita di chiunque venga preservata: risulta addirittura impossibile suicidarsi poiché le tecnologie agiscono in maniera tale da mantenere in vita anche chi di vivere non ha più voglia. Inoltre continuano a nascere nuovi bambini e la popolazione mondiale cresce a dismisura. Proprio per questo viene istituita la Compagnia delle falci: un numeroso gruppo di persone che, autorizzate legalmente, hanno il compito di mantenere stabile il numero di persone al mondo, uccidendo (nel loro gergo spigolando) quelle in eccesso. Gli adepti, chiamati appunto falci, hanno regole ben precise e molto stringenti e, nonostante il loro ingrato compito, sono estremamente rispettate e raramente osteggiate poiché considerate garanti dell'ordine mondiale. Inoltre la Compagnia delle falci è l'unico organo su cui il Thunderhead non ha giurisdizione. Le persone spigolate da una falce sono le uniche a non essere riportate in vita e ogni adepto ha una sua determinata metodologia per scegliere le proprie vittime.

TRAMA E PERSONAGGI

La trama ruota intorno a due personaggi principali: Citra e Rowan. Citra è una ragazza fondamentalmente buona anche se a volte emerge il suo lato scorbutico e sfacciato. È molto legata alla sua famiglia e, in particolar modo, al suo fratellino. Rowan invece è lo stereotipo del ragazzo invisibile. Ha un solo buon amico, ma per il resto è quello che sta in disparte, che nessuno nota e che non gode neppure delle attenzioni della sua famiglia con la quale il rapporto è pressoché inesistente. A sedici anni entrambi vengono scelti da Maestro Faraday per entrare a far parte del gruppo delle falci. Faraday è un personaggio fondamentale per la vicenda e anche egli è una falce. È un uomo colto, spesso burbero, ma che nasconde un lato estremamente dolce e paterno. È molto compassionevole e di grande moralità. Sceglie Citra e Rowan per diventare suoi apprendisti proprio perché nessuno dei due avrebbe voluto diventarlo: questa è una caratteristica fondamentale nel designare i nuovi adepti. In questo modo si evitano persone assetate di sangue, di vendetta che potrebbero sovvertire l'ordine creato e abusare dei propri poteri.

Coloro che vogliono ottenere l’incarico non devono averlo... e quelli che si rifiutano di uccidere sono gli unici adatti a esercitare il mestiere.

Alla filosofia di Maestro Faraday si oppone quella di Maestro Goddard. Questi, insieme al suo gruppo di discepoli composto da Chomsky, Madame Rand e Volta, incarna tutto ciò che Faraday disdegna. Goddard infatti ama l'opulenza, la violenza, promuove il culto del massacro indiscriminato e senza alcuna compassione. Il risultato delle loro azioni è lo stesso poiché ogni falce è obbligata a spigolare un certo numero di persone ogni anno; quello che cambia sono le modalità e il gusto o il disgusto nel farlo. Goddard sostiene che "agli occhi della preda, il predatore è sempre un mostro".

Tra questi il personaggio più interessante è sicuramente Volta, uomo dalla personalità molto complessa che si svelerà poco a poco durante il romanzo.

Un altro personaggio che si rivelerà fondamentale è Madame Curie. Curie è una delle falci più antiche e temute del globo. Fin dalle prima pagine abbiamo la possibilità di leggere dei frammenti del suo diario personale, dal quale capiamo che è una persona molto riflessiva e compassionevole, in qualche modo simile a Faraday. Anche in questo caso proseguendo la lettura la conosceremo sempre meglio.

Citra e Rowan intraprenderanno un periodo di apprendistato per diventare falci, durante il quale dovranno studiare diverse discipline, dall'uso di armi bianche all'uso di armi da fuoco, dalle arti marziali alla creazione di veleni. Facendo parte del Comitato delle Falci in qualità di apprendisti, si renderanno ben presto conto di quanto, proprio nell'unico interstizio della società esente dal giudizio del Thunderhead, sia germogliata nuovamente la corruzione tipica dell'essere umano fatta di intrighi, lotte intestine, abusi di potere e ricatti.

STILE E RITMO

Lo stile adottato da Shusterman è semplice ed estremamente scorrevole. L'autore predilige frasi non molto complesse, ma brevi, chiare e dirette. Non si dilunga in descrizioni, ma preferisce l'azione. La trama è narrata in terza persona e spesso ci vengono riportati i pensieri dei personaggi, sempre in modo molto immediato, ordinato e disteso. A mio avviso questo stile, che tenderei a definire quasi asettico, ha un lato positivo, ma anche un grosso lato negativo. Quello positivo è che il libro è estremamente scorrevole. Quello negativo è che purtroppo rende molto difficile l'immersione in quel mondo: il lettore difficilmente se ne sentirà parte e farà fatica a calarsi nella vicenda. Inoltre a causa della scarna caratterizzazione dei personaggi è altrettanto difficile empatizzare con loro: si ha insomma l'impressione di essere distanti da loro e da quello che gli sta capitando.

Il ritmo, grazie allo stile descritto poco fa, è incalzante. Non ci sono momenti morti, è un susseguirsi di avvenimenti che tengono incollato il lettore dall'inizio alla fine. Ci sono due o tre ottimi colpi di scena che ho apprezzato moltissimo, tuttavia ci sono anche un paio di occasioni mancate: almeno in due punti se Shusterman avesse evitato di darci così tante informazioni avrebbe creato molta più suspence e i colpi di scena sarebbero stati molto più numerosi.

TEMATICHE

Le tematiche presenti sono moltissime. Nella maggior parte dei casi non sono il focus della narrazione, ma ne fanno da contorno. La prima è ovviamente l'immortalità e i problemi ad essa annessi. Il problema della sovrappopolazione viene ovviato dalla Compagnia delle falci, ma ci fa comunque riflettere. Se come sostengono alcuni storici e scienziati del calibro di Yuval Noah Harari siamo destinati a diventare amortali, la sovrappopolazione sarà un problema che dovremo affrontare anche noi (si veda Harari 2015, Homo Deus, Bompiani, Milano).

Così come Harari afferma che l'uomo diverrà dio di se stesso, anche in Falce il paragone è costante. La religione è stata superata e le ultime sette sono considerate alla stregua di branchi di creduloni o di invasati. Le falci invece sono l'interpretazione di Dio, sono coloro che hanno il potere insindacabile di togliere la vita agli immortali. Soprattutto da parte di Goddard questo accostamento è continuamente sottolineato nella sua furia omicida: si proclama angelo dell'apocalisse, l'omega degli uomini (riprendendo le parole del Cristo) se non una divinità in persona. (Sul tema del sostituirsi a dio si veda anche il celeberrimo manga Death Note).

A questo si lega un altro tema fondamentale: quello della moralità. Il ruolo delle falci è superiore al diritto e dunque va regolato. Per questo hanno dei comandamenti da rispettare pedissequamente. Togliere la vita ad un immortale è un atto di coscienza e consapevolezza solo se avviene secondo determinati dettami. Così come i comandamenti biblici, anche quelli delle falci sono interpretabili, lasciano spazio a fraintendimenti, prevedono cavilli e non riescono a stare al passo coi tempi che evolvono. Questo fa sì che la moralità è il discrimine tra le falci e quelli che noi chiamiamo assassini. Chi spigola per il gusto di farlo, chi abusa del proprio potere per vendicarsi o per punire, chi ha preferenze e attraverso le uccisioni favorisce un determinato gruppo sociale, ceto o etnia, non è degno di essere chiamato falce.

Al tema della moralità si lega a doppio filo quello del decadimento emotivo o del deterioramento etico. Il potere che possiedono le falci, a seconda di come viene utilizzato, può compromettere le persone, portandole alla deriva e trasformandole in mostri. Questo è un tema che si ritrova in moltissimi romanzi: da Il signore delle mosche di William Golding a 1984 di George Orwell. Quest'ultimo afferma:

non è tanto restare vivi, quanto restare umani.

In questo contesto, in cui restare vivi non è più una preoccupazione, il compito più difficile per le falci è restare umani nonostante il potere di cui dispongono. Le tentazioni sono forti ed è facile finire alla deriva come i bambini rappresentati da Golding: ciò che tipicamente ci rende umani, nel mondo di Citra e Rowan, è già stato soppiantato. Le emozioni sono regolate artificialmente (a tal proposito si veda il film del 2002 Equilibrium di Kurt Wimmer in cui, pur di debellare le guerre e la sofferenza, la popolazione è disposta a non provare più emozioni). Il dolore non esiste più e l'affetto di Thunderhead nei confronti dell'umanità è un algoritmo. L'unica àncora a cui aggrapparsi è rimasta proprio la compassione e la moralità, che sfuggono ai calcoli matematici.

Solo la sofferenza causata dall’empatia potrà permetterci di restare umani. [...] Provare dolore ci permette di godere appieno della gioia di essere umani.

Oltre al fatto che siano le emozioni e la morale a mantenerci umani, si accenna anche ad un altro topos: quello per cui solo dopo aver conosciuto il dolore possiamo provare la vera gioia. Infatti in un mondo senza dolore come quello di Falce nessuno sta male, ma nessuno trabocca di gioia: lo standard è un grigio stare.

Un ultimo tema affrontato che si lega al precedente è la perdita di importanza dello scorrere del tempo. Gli esseri umani mortali erano molto più incentivati a raggiungere i loro obiettivi perché il tempo a disposizione era poco. Gli immortali invece non valorizzano il loro tempo poiché è infinito. Da qui deriva una visione che valorizza l'effimero e la finitezza: qualcosa ha valore proprio per il fatto di essere limitato e caduco, un inno alla fragilità. Gli immortali invece vengono paragonati a morti viventi annoiati e afflitti, che spesso rimpiangono la vita dei loro antenati mortali.

CONCLUSIONE

Il mio giudizio su Falce è molto positivo, nonostante i problemi che vi ho riscontrato. Il mio gusto personale mi fa propendere verso prose più complesse e barocche, mentre qui lo stile è molto lineare. Inoltre, la caratterizzazione superficiale dei personaggi impedisce di immedesimarsi e sentirsi veramente parte della storia. A parte questi due punti Falce gode di un'ottima trama e di numerosissimi spunti di riflessione. La tensione è sempre mantenuta alta dal ritmo incalzante ma anche grazie ai colpi di scena disseminati nel libro. Questo volume potrebbe considerarsi autoconclusivo dato che al termine non c'è nessun tipo di cliffhanger e la vicenda potrebbe ritenersi terminata così, se non fosse per alcuni dettagli che stuzzicano la curiosità e che probabilmente verranno approfonditi nei prossimi volumi.

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