Figli del nostro tempo

In questi giorni stiamo vivendo una sorta di silenzio stampa rumoroso: elezioni negli Stati Uniti, Referendum Costituzionale, terremoti, alluvioni, Leopolda di Firenze, Turchia blindata, sparate direttamente da Radio Maria e si potrebbe continuare. Grandi titoli su grandi testate certo, ma contenuti ripetitivi, ridondanti, obiettivamente impossibili da affrontare.

Una notizia tuttavia,  ben nascosta dalle prime pagine, è quella dell'apertura degli asili nido anche in orario serale. Come riporta il Corriere della Sera, prima testata nazionale a portare alla luce questa iniziativa, finalmente voi genitori avrete più tempo per voi: da oggi "Mamma e papà in libera uscita: l'asilo nido apre anche di sera"! Come precursori troviamo gli attivissimi comuni della "mia" Brianza, che hanno già programmato un venerdì al mese di servizio per tutte le coppie che vogliono trascorrere del tempo insieme senza doversi appoggiare ai parenti o alle baby-sitter. Milano segue l'esempio e con Anita Pirovano, consigliera comunale di Sinistra x Milano e coordinatrice di Sel, lancia subito la proposta per favorire il recupero della vita sociale dei genitori, anche se a piccole dosi.
In realtà già da tempo molti asili nido privati sparsi per l'Italia offrono un servizio extra, restando aperti più a lungo o nei week-end per permettere ai "più grandi" di svolgere le mansioni anche ludiche che, tra lavoro ed impegni, non sono riusciti a portare a termine nell'arco della settimana.

Visto che la notizia è fresca fresca, è difficile trovare commenti diretti dei genitori, ma basta prendere come esempio la decina di risposte all'articolo del Corriere della Sera per farci un'idea iniziale su come è vista questa iniziativa da parte della popolazione. Se abbiamo un paio di entusiasti, che si associano ai giornalisti delle testate minori che promuovono l'apertura straordinaria come una grande opportunità soprattutto per chi non ha parenti a cui poter lasciare i bambini, dall'altro lato si leggono i "dissidenti" e, senza che vi scomodiate a leggere tutto, vi spoilero che l'espressione più utilizzata, ovviamente in accezione negativa, è una trovata per parcheggiare i nostri figli.
Su questo aspetto c'è per altro una analisi molto dettagliata di Vanessa Niri, coordinatrice pedagogica, scritta per Wired.it. Vanessa analizza molto bene la proposta fatta dalla Pirovano, sottolineando il primo aspetto fondamentale della proposta: tempi e ruoli per i bambini così piccoli sono un diritto da rispettare che, con la scelta della struttura collettiva, vengono completamente a mancare. Perché non scegliere una baby-sitter, si chiede la Niri? Il bambino si trova così in un ambiente a lui familiare, rispettando ritmi di sonno, pappa e gioco con una figura fissa che ricopre a sua volta il ruolo del genitore che in quel momento è assente. In più, permette non soltanto una sera libera al mese ma più occasioni per i genitori di seguire i loro hobbies.

Immagino già Beatrice Lorenzin che si sfrega le mani post Fertility Day: possiamo infatti immaginare che, da qui a qualche anno, i giorni di apertura extra triplicheranno (ovviamente gli asili nido ci guadagnano, e parecchio) senza prevedere un futuro ipotetico con strutture aperte 24 ore su 24, come hanno iniziato a fare i supermercati per venire incontro alle esigenze dei cittadini.

Fino ad ora in realtà non ho scritto granché, perché il vero punto della questione è un altro e parte da una vera casualità. Nel 2016 (con qualche taglio) è stato presentato anche in Italia il documentario di Erik Gandini sullo sviluppo relazionale in un Paese molto particolare: la Svezia. "The Swedish Theory of Love" non è altro che una analisi sul paradosso della "società degli individui". Senza correre il rischio di spoilerare ma anzi invitandovi a cercarlo in rete1, Erik ci riporta al 1972 ed al manifesto del primo ministro Olof Palme in cui si sostiene che il modello perfetto di società è quello in cui ognuno dipende solo e soltanto da se stesso: poco importa se siano adolescenti o anziani, questo individualismo promosso poi con varie azioni governative, era la chiave per svoltare il Paese sia a livello di costumi sia in ambito economico. Il documentario prosegue poi con vari approfondimenti, analisi e interventi sia di cittadini che di nomi altisonanti come quello di Zygmunt Bauman. Il tutto montato ovviamente per far riflettere lo spettatore non solo sull'importanza dell'individuo e della collettività, ma toccando ovviamente anche il tasto del welfare state.

E di questo certamente ne avete sentito parlare: non a caso è iniziato oggi il vero e proprio lavoro sulla fantomatica Legge di Bilancio per il 2017. Dopo aver visto e rivisto il testo, finalmente il Governo è riuscito a sistemare il tiro e presentarla al Parlamento: come riporta nel dossier dettagliato il portale pmi.it, che si occupa di informazione per le piccole e medie imprese, la Legge di Bilancio 2017 è finalmente consultabile online ed il testo è approdato alla Camera dei Deputati.
Siccome c'è stato un discreto polverone anche sulla Legge di Stabilità, che da quest'anno si unisce alla Legge di Bilancio diventando un'unica cosa conosciuta dai più come "manovra economica" (forse anche a causa dell'impegno del nostro presidente del Consiglio tra terremoti e referendum n.d.a.), essa non è altro che un'insieme di innovazioni normative in materia di entrate e di spese che l'Italia dovrà seguire.

Il testo presentato è di oltre 400 pagine quindi, per velocizzare il tutto, riporterò soltanto i punti utili all'analisi che vi propongo:

  • Rivoluzione delle pensioni:  verrà introdotta la possibilità per tutti i lavoratori che hanno almeno 30 anni di contributi di poter accedere alla pensione anticipata a 63 anni che però  accettare un taglio della pensione dal 5% al 25% (la media italiana del 2016 è di 825€ al mese, la più bassa d'Europa).
  • Addio Equitalia: dal 2017 i cittadini "morosi" non pagheranno più la società di riscossione crediti ma potranno tranquillamente versare i loro soldi direttamente a una branca dell’Agenzia delle Entrate. La speranza? Che invece di inventarsi escamotage il cittadino, grazie a rateizzazione e altri benefit sia obbligato a pagare.
  • Con i 4 miliardi di euro previsti dallo spostamento da Equitalia all'Agenzia delle Entrate, il Premier promette di investire il tutto e per tutto su sanità e famiglie. Obiettivi?
    • Far crescere a 113 miliardi il Fondo del Servizio Sanitario Nazionale, ma con una riforma dei ticket tale per cui almeno 24 prestazioni ora mutuabili diventeranno a pagamento.
    • Investire circa 600 milioni di euro per il sostegno dei nuclei familiari con reddito Isee basso: un bonus di 800€ per ogni bambino nato o adottato, congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, buoni per asili nido; insomma un invito a fare figli come da linea di governo anche se non si hanno i mezzi economici.

Ritorniamo momentaneamente al welfare state: personalmente, questa Legge di Stabilità per l'anno nuovo, considerando il nostro debito pubblico (ad oggi di 2.224 miliardi di euro), gli eventi sismici che sono diventati una priorità, gli eventuali costi della politica sia che il 4 dicembre vinca il sì oppure il no, lo stato di precariato ed evasione fiscale, mi sembra più una operazione da "ormai il guaio è fatto e bisogna metterci una pezza, taglio qui, metto lì" ma assolutamente che nessuno tocchi la famiglia per Giove!

Ed è qui che troviamo una conclusione a quanto presentato all'inizio. Non servirebbe nemmeno citare nuovamente Bauman, che ci ricorda che "la comprensione nasce dalla capacità di gestire. Ciò che non siamo in grado di gestire ci è «ignoto»; e l'«ignoto» fa paura. La paura è un altro nome che diamo al nostro essere senza difese", per capire come mai tanto fervore in alcune persone del poter godersi una serata liberi dai propri figli.

Se da un lato sono la nostra cultura, il nostro credo religioso, la nostra politica ma soprattutto il nostro biologico a spingerci a costruire una famiglia e mettere al mondo dei figli, dall'altro sono le stesse identiche cose che ci portano poi ad avere necessità opposte e incongruenti: la tendenza italiana al "modello svedese" dove come base culturale vince, vi ricordo, l'individuo sulla popolazione; il desiderio di essere esonerati dal giudizio divino, che ci rende a posto con la nostra coscienza; una politica che seguiamo in modo passivo e sulla quale non abbiamo libero diritto di espressione e scelta, si vedano gli esempi delle campagne relative al Referendum;  ed infine il nostro ostinato bisogno fisico di portare avanti la specie2, su cui tanto ha puntato la Lorenzin.
In poche parole siamo individui in preda al caos dentro noi stessi, e l'apertura dei supermercati ventiquattr'ore filate ne è l'esempio: abbiamo completamente perso il contatto con il tempo e lo spazio necessari per formulare dei programmi o ancor più semplicemente dei pensieri.

A questo punto, prima di discutere l'apertura straordinaria degli asili nido, prima ancora di mettere al mondo un figlio fermiamoci: ogni cosa a suo tempo.
E, anche se di nonni per tenere i bambini ce ne sono sempre meno, fate in modo che queste loro parole non vengano mai dimenticate.


Qui potete vedere il documentario "La teoria svedese dell'amore" di Erik Gandini trasmesso da Rai3. Non sono purtroppo riuscita a trovare la versione originale senza tagli proiettata a settembre in qualche sala cinematografica.
2 Un ringraziamento necessario, in merito al dualismo tra la necessità di procreare ed il bisogno di farlo anche con persone che non siano il proprio partner, va allo scrittore Demetrio Paolin che, durante una chiacchierata al telefono sul documentario, mi ha suggerito che "il «poliamore» esiste da sempre, si chiama rimanere single... solo che agli esseri umani piace inventare nomi per giustificare le proprie incoerenze".

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