Final Space: viaggi nello spazio tra buchi neri e (space) cookie

Pensavo fosse una cagata per bambini, pensavo fosse brutto vedere troppa animazione computerizzata, pensavo che non fosse divertente. È proprio vero quel modo di dire che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina, soprattutto se in pelle umana e tira urla di strazio. Final Space è una nuova serie d’animazione americana trasmessa sul canale TBS (dopo aver catturato l’attenzione di Conan O’Brien), successivamente distribuita anche su Netflix e nata dalla penna di un indipendente produttore internettiano, nome Olan Rogers.

Trattasi di una commedia drammatica che narra le vicende di un prigioniero, Gary, obbligato ai lavori spaziali sulla Galaxy One, una navicella controllata da un sistema di pilotaggio computerizzato chiamato HUE. Essendo confinato da solo nell’infinito e freddo universo, Gary viene affidato alla compagnia di un robot programmato per distrarlo dalla solitudine e non fargli vacillare la sanità mentale durante lo sconto della sua pena. Il terribile robot di nome KVN (si legge Kevin) oltre a non essere all’altezza del suo compito sarà in grado di dare sui nervi al nostro protagonista che non vede l’ora di vederlo morto… distrutto… riprogrammato. Non so come si dica in questi casi. Altri personaggi abitanti la Galaxy One saranno i robot al servizio e alla difesa della stessa, tutti uguali ma con nomi diversi (dati dal buon Gary ad ognuno e scritti in penna sulle loro fronti).

Dopo 5 anni di prigionia, il nostro eroe incontrerà casualmente un nuovo compagno di avventure, il tenero Mooncake, un non meglio identificato coso verde e tondo che fa versi buffi tipo il Furby, ha degli occhioni dolci tipo il Furby ed è in grado di disintegrare pianeti esattamente come un Furby, ma con fattezze diverse. Dall’incontro con questo piccolo ma mortale amico, Gary si vedrà proiettato in una serie di vicissitudini e disavventure con un altro personaggio chiave della storia, Avocato, un cacciatore di taglie dall’aspetto felino al soldo del malefico Lord Commander, l’antagonista di questa serie che cercherà in tutti i modi di mettere le sue manine (perché è davvero piccolo di statura) su Furb… su Mooncake.

In ultimo, ma non per importanza, l’affascinante Quinn, membro di alto rango della classica federazione interstellare che è al servizio del cittadino e che combatte i cattivi, eccetera, eccetera. Quinn sarà il primo vero incontro che porterà Gary all’arresto e al suo confinamento.

Il cartone sa guadagnarsi l’attenzione del pubblico soprattutto grazie alla sua comicità, specialmente nel secondo episodio dove sono riusciti a strapparmi una sonora risata e a guadagnarsi tutta la mia stima per uno degli sketch più crudi e cattivi nella storia dell’animazione. Non voglio spoilerarvi nulla, sicché vi invito caldamente a scoprirlo da soli. E ad affascinarvi alla sua storia di fondo, la quale porterà anche qualche lacrimuccia.

Caratteristica che ho trovato inizialmente banale, ma che col sennò di poi mi è sembrata piuttosto azzeccata per il gioco di parole che ho usato nel titolo, è il fatto che Gary abbia a disposizione sulla Galaxy One una scorta di cookie di cui lui va ghiotto (a chi non piacciono?) ma che HUE non gli consente di ottenere finché non dimostra aspetti del suo carattere che vadano a beneficiare sulla sua pena. Ovviamente KVN è invece in grado di potersi assicurare quanti cookie desideri, sbriciolandoseli addosso perché non ha una bocca, un apparato digerente ma soprattutto un palato per degustarli, facendo incazzare sempre di più Gary. Questa cosa dei cookie, dello spazio, di certe battute davvero di stile e del fatto che ho abitato ad Amsterdam per 3 anni mi hanno portato a pensare che gli space-cookie possano essere stati consumati dal creatore per stimolare la sua fantasia. O la sua fame chimica. In ogni caso, ottimo lavoro Olan, il risultato è più che soddisfacente.

Attenzione: nomi di cose, persone, alieni e navicelle sono stati riportati come da originali. Qualunque modifica (che per sbaglio mi è capitato di leggere) sia stata fatta nella traduzione può compromettere questo articolo, la mia calma nel sostenere pacatamente il fatto che le cose vadano guardate nella lingua in cui sono state pensate e l’incolumità dei vostri genitori.

Ecco, lo sapevo che la mia calma era la prima a saltare. Guardatevelo in inglese e poi non dite che non vi avevo avvisato (se ci tenete ai parenti).

Ultima nota di merito riguardante sempre il doppiaggio originale ed i nomi che hanno interpretato alcuni dei personaggi della storia: John DiMaggio, Conan O'Brien, Ron Perlman, Keith David e lo stesso creatore. Non aggiungo altro se non il classico: "buona visione".

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