Follia e rivoluzione di Erasmo da Rotterdam

Piove. I giorni si alternano con incredibile sbalzo termico, passando da tre a quindici gradi come fosse la cosa più logica del mondo. Sarà che sono meteoropatico, sarà l'insonnia, sarà l'emicrania aurea, ma sto seduto nel mio studio a leggere, scrivere e ascoltare musica ormai da un paio di giorni. Ovviamente non sono in Persia, e cerco di non pensare a Lara. Nei miei vaneggiamenti tipici di quando scrivo, afflitto dall'universo che mi esplode nel cervello, dallo scoppio del sapere e dell'impotenza cranica, crollo sul pavimento; echeggiano voci, figure familiari che non esistono nella realtà sensoriale, un viaggio nel tempo e nello spazio che diventa opprimente. Il sapere del nulla, la nostra effimera vita sprecata in quisquiglie ormai impenetrabili. Stravolto sul pavimento, non riesco a riconoscere nulla intorno a me, eppure so di essere a casa mia; conosco bene questa sensazione, succede sempre e in effetti ancora mi chiedo perché non provi a fare questa esperienza in cima ad una montagna. Afflitto dal peso della coscienza superiore, Lara diventa un puntino insignificante nella scalata agli dei. Mentre grufolo in terra tentando di riprendermi, mi imbatto in un titolo di giornale che sta sotto la scrivania: "I gay non possono inventarsi diritti che non esistono". Sono le parole di un casaccato ecclesiastico. Ecco, non è tanto per i gay, ma la frase in sé è paradossale se pensiamo a ciò che la stessa Chiesa accettava o meno nei secoli scorsi, e il punto è proprio questo: voglio ancora vivere in questa miseria? Non so da quale angolo remoto del cervello, compare il viso di Erasmo da Rotterdam.

 

Nasce tra il 1466 e il 1469 a Rotterdam, o nei pressi di Rotterdam, da una relazione tra un prete e una giovane donna. Siamo in pieno Medioevo, in un fermento storico culturale che attende di esplodere per la rinascita dell'uomo e del suo spirito; la spinta dei barbari, l'esplosione dell'Islam, le divisioni ecclesiastiche, il potere del papato, le indulgenze, le guerre dei grandi imperi, l'ignoranza del popolo al servizio della Chiesa. In estremissima sintesi, questo è il quadro storico, dove in Europa l'uomo è sottomesso a Dio che è al centro della vita, e nonostante gli sforzi che andremo a vedere, lo sarà per ancora tanti anni, come dimostra la vicenda di Galileo Galilei (giusto per citarne uno) agli inizi del 1600.

Il nostro Erasmo rimane orfano, pertanto i tutori, per favorirne l'istruzione e la sopravvivenza, lo iniziano agli studi ecclesiastici e lo mandano in convento. Ben presto si disinnamora della vita monastica, che comunque gli permette di studiare gli antichi latini, affascinato dalla nuova corrente dell'Umanesimo, anticamera del futuro Rinascimento. L'Umanesimo si contrappone alla visione dominante della Chiesa, alla sua "disciplina scolastica" (che fonda le radici nell'antica Grecia) che ormai pare invischiata in una secolare censura, con la riscoperta dei classici latini, con tutta la filosofia e filologia che ne consegue, dove l'uomo è al centro di sé stesso, armato di quel libero arbitrio soffocato anche dal riformatore Lutero. Ovviamente stiamo facendo una disamina alquanto spiccia, e le diattribe filosofiche sono assai complesse e sottili, come spesso avviene con i grandi cambiamenti epocali; anche perché dobbiamo tenere presente della massa che è assai ignorante, mossa a piacimento dai poteri politici-religiosi, che accrescono il loro successo e le loro ricchezze, grazie ad una dottrina studiata a tavolino e perfezionata nel corso dei secoli, dove sacro e profano si incontrano in un abbraccio fraterno. In particolare, il nostro amico, rimane affascinato da Lorenzo Valla, che ne influenza il pensiero e l'opera letteraria futura. Come detto, la vita monastica non è proprio nelle sue corde, bensì lo studio pare essere la sua unica forma di elevazione spirituale; ciò detto, Erasmo è comunque un religioso che pratica preghiera e vita ecclesiastica, ma lo studio rende libera anche la sua fede, in una continua scoperta dell'uomo al servizio di Dio e viceversa. Chiaramente, la fame di sapere, lo spinge a viaggiare, alla scoperta dei grandi misteri dell'uomo, della fede, dei legami con le radici del cristianesimo, che non possono prescindere dallo studio dei latini; così inizia il suo pellegrinare, con prima tappa Parigi, centro nevralgico dell'insegnamento scolastico. I suoi studi lo portano negli anni a gironzolare per l'Europa, alla costante ricerca di magnati e protettori, per proseguire il suo personale corso di teologia; durante i suoi viaggi, Erasmo ha modo di conoscere le più alte personalità politiche e religiose, si confronta con altri studiosi e teologi, provocandosi diverse antipatie e inimicizie, ma anche proseliti e amici sinceri.

La sua visione personale della Chiesa, intende avvicinarsi alle questioni più strettamente spirituali e personali, a discapito delle ricchezze e faziosità di cui la Chiesa si anima dall'interno, anche attraverso la figura più alta, quella del Papa; d'altro canto però, la sua è una richiesta d'amore, da vero cristiano, che sogna di poter rifondare l'etica e la fede, in totale congiunzione con l'uomo, lo studio e l'istituzione della Chiesa stessa, per riconciliarsi agli antichi padri. Questo percorso dura anni, tutta una vita, e vede la luce attraverso le sue opere più note, tra cui spicca "l'Elogio della Follia", degno riassunto di tutto il suo pensiero, in cui confluiscono gli studi classici greci, latini, teologici, etici con riflessioni Umaniste, personali e tante critiche verso praticamente ogni strato sociale e di potere, dove non risparmia proprio nessuno, in un susseguirsi di attualità e scherno sincero; insomma, un capolavoro assoluto. Le sue posizioni di non violenza, di perdono, della ragione al centro delle azioni e dell'importanza della fede interiore, senza la quale risultano vane tutte le funzioni religiose, inizialmente lo avvicinano a Lutero, o meglio, lui non condanna il riformatore; è costretto comunque a prenderne le distanze, per via anche di alcune differenze sostanziali filosofiche. Così, nel breve tempo di qualche anno, si trova tra due fuochi nemici: i riformatori e i tradizionalisti.

Il suo apporto culturale di studioso e teologo, vissuto peraltro con grande umiltà, fanno di Erasmo uno dei grandi patriarchi del Rinascimento e del pensiero moderno, recluso, come spesso accade, tra le pagine meno conosciute dei libri di storia.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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