“GGG - Il Grande Gigante Gentile”

Mi dispiace aver appreso che l’ultima pellicola diretta da Steven Spielberg sia stata un insuccesso commerciale. Il responso degli spettatori appare strano, soprattutto perché è un film facile, realizzato proprio per incassare e per lo più indirizzato ad un pubblico di famiglie con bambini, di adolescenti e di giovani coppie innamorate. Gli incassi negativi negli U.S.A. (55 milioni) hanno avuto un esito più favorevole nel resto del mondo (120 milioni), ma insufficienti a pareggiare il budget investito. Eppure, Spielberg è sempre Spielberg ed il suo tocco si riconosce di nuovo: difatti, dietro alle sue favole, siamo stati abituati a trovare i toni della tenerezza, della lealtà, dell’amicizia, dell’amore, della purezza e della nobiltà d’animo. Come non ripensare a “E.T. L’extraterrestre” (1982), a “Always - Per sempre” (1989), a “Hook - Capitan Uncino” (1991), a “A.I. Intelligenza Artificiale” (2001), solo per citarne alcuni? Il film, presentato fuori concorso all’ultima edizione del Festival del Cinema di Cannes, segna l’incontro tra uno dei più grandi registi del nostro tempo e Roald Dhal, uno dei maggiori autori britannici del XX Secolo di libri per ragazzi.

A Londra durante una notte Sophie, non riuscendo a dormire, vede dalla finestra dell'orfanotrofio un gigante, il quale la prende dal letto e la conduce nella sua grotta nel paese dei giganti. Inizialmente Sophie ha paura di essere mangiata, ma ben presto si rende conto che lui è in realtà dolce, amichevole, buono ed in grado di insegnarle tante cose meravigliose; non a caso, il suo nome è GGG, Grande Gigante Gentile. Egli parla in modo strambo, mangia solo strani vegetali neri, ama portare sogni ai bambini e l’ha rapita per paura che rivelasse la sua esistenza. Gli altri giganti, al contrario, ogni notte si cibano di persone; GGG vorrebbe fermarli, ma non sa in quale modo poter agire. L'affetto e la complicità tra i due cresce rapidamente: quando gli altri giganti si preparano ad una nuova strage, Sophie decide di aiutarlo, avvisando direttamente la Regina d'Inghilterra dell’imminente minaccia. Così, tutti insieme concepiranno un piano per liberarsi del pericolo in maniera definitiva. Ovviamente, i due riusciranno nell’intento dopo alcune peripezie, ottenendo un bel premio finale dalla Regina stessa.

Da applaudire, sia il bravissimo Mark Rylance, perfettamente capace di recitare in performance capture, sia la piccola Ruby Barnhill che promette molto bene, sia Penelope Wilton nei panni della Regina.

Sebbene un po’ prolisso, la pellicola scalda il cuore e la mente degli spettatori.

Consigliato: a chi ama sognare, per almeno due ore, che la realtà sia un po’ più dolce ed a chi desidera tornare bambino almeno durante le Feste di fine/inizio d’Anno. Voto: 7.

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