Giorgieness - un pugno nello stomaco (intervista)

Difficile parlarvi dei Giorgieness, una band davvero giovane con all'attivo un solo disco, La Giusta Distanza (Woodworm, 2016), ma forse siamo davanti a uno dei pochissimi fenomeni, nel campo musicale, che merita la visibilità in così poco tempo.
Per chi ha bisogno di un ritorno del rock italiano, che ormai sembrava abbandonato dopo l'avvento dell'indie e l'alternative, dovrebbe soffermarsi ad ascoltare questo gruppo. Non solo per un sound semplice ma molto ricercato e aggressivo, ma anche per i testi e l'estensione vocale della cantante, capace di darti un metaforico pugno nello stomaco.
Noi abbiamo avuto la fortuna di vederli ai Magazzini Generali durante i 10 anni bellissimi tour dei Ministri, in apertura al gruppo simbolo di Milano.
Nei 30/40 minuti (pochi per godersi a pieno un loro concerto) i Giorgieness sono riusciti a imporsi dimostrando grandi capacità, tanto bravi da oscurare (a mio parere) gli headliner.

Ma, tralasciando questa data, bisogna fare i conti con l'ascesa di questa band, che è riuscita a crearsi un vero seguito grazie anche alle loro canzoni, che sono terribilmente oneste quasi fossero delle vere valvole di sfogo, trasformando il rapporto tra band e pubblico in una confessione tra amici. I Giorgieness sono riusciti a estrapolare il mondo interiore di ognuno di noi, tramite il vissuto della cantante, trasformando esperienze personali in esperienze collettive, non più nascoste nel profondo ma urlate e gridate, mutando così dei sussurri in veri inni sentimentali ed emozionali.
Se avete ancora dubbi su questa band, vi possiamo dire che pur essendo "nuovi" nel panorama musicale sono riusciti a condividere il palco con i Garbage nella loro unica data italiana.

Non siamo intenzionati a raccontarvi altro, anche se ci sarebbero mille cose da dire, ma siamo convinti che  i Giorgieness non hanno bisogno di ulteriori descrizioni, ma che sarebbe giusto scoprirli ascoltando il loro disco.

Vi lasciamo con la piacevolissima chiacchierata con Giorgie D'Eraclea e Davide Lasala.

[illustrazione di PierLaduck]

Ghiro

Quand’ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte. Ma io sono sempre riuscito a trovarli!

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