Goblins 3 un adventure dimenticato

Alla fine degli anni 80 e all'inizio degli anni 90, i giochi adventure, punta e clicca, ebbero il massimo successo e molte case produttrici si cimentarono in innumerevoli titoli; alcuni sono diventati delle perle del panorama videoludico (basti pensare alla saga di Monkey Island) altri finirono nel dimenticatoio, probabilmente per le sfide di basso livello o altri motivi. Ma in questo caso vorrei soffermarmi su un titolo del 1993 della Cocktel Visionfiliale francese della Sierra On-Line, Goblins 3 (o Goblins quest 3).

Voglio puntualizzare che partiamo dal capitolo 3 per varie ragioni: la prima è che come gioco è molto più fluido dei suoi precedenti capitoli. Lal seconda è che a differenza degli altri due capitoli, Goblins 3 vanta una maturazione che non delude i capitoli precedenti ma ne prende la parte migliore e la rielabora creando un gioco fresco senza distanziarsi dal gameplay dei suoi capitoli passati. La terza è che, a mio parere personale, è il capitolo con la trama più accattivante.

game

In questo gioco vestiamo i panni del goblin reporter Blount, giornalista d'assalto partito con una nave volante per riuscire ad ottenere un'intervista esclusiva con i due sovrani rivali: il re Bod e la regina Xina. La nave, improvvisamente, si ritrova nel mezzo di una tempesta di pietre; tutto l'equipaggio abbandona il trasporto tranne lo sventurato goblin che non riesce a svegliarsi dal suo sonno profondo, ed è qui che inizia la nostra avventura. Il gioco è un classico punta clicca, l'unica differenza dalla gran parte dei puzzle game  è che non possiamo combinare gli oggetti tra di loro direttamente dall'inventario, ma dobbiamo trovare un "appoggio" ogni volta. Non tutte le azioni potranno essere fatte da Blount, ma bisogna trovare il giusto equilibrio tra il protagonista e i suoi vari aiutanti, ognuno dei quali ha capacità diverse. Il gioco si dilunga in un trama molto fiabesca, tra castelli, draghi e labirinti. Interessante è il ripetuto tema del doppio, come "yin e yang": dobbiamo usare due personaggi, i due sovrani sono estremamente diversi, la divinità di questo mondo fantastico si è diviso anche lui in due personalità e lo stesso nostro reporter dovrà fare i conti con il suo "doppio mannaro".

Goblins 3 vanta l'inconfondibile tratto grafico di Pierre Gilhodes, già presente come artista nei capitoli precedenti, che riesce a rendere l'atmosfera cupa ma divertente, semplice ma senza sembrare infantile. I rumori e i suoni sono particolarmente divertenti, ottimi per rendere l'esperienza di gioco più gradevole di molti altri articoli simili. Particolarità del sound è il fatto che ogni personaggio parla e si esprime in una lingua "tutta sua", e che solo Blount riesce a comprenderla e traduce per noi ogni cosa, rompendo la quarta parete.

Normalmente in questa rubrica trattiamo giochi "molto particolari", Goblins 3 non ha quell'attrattiva oscura che hanno gli altri nostri articoli, ma cercando "qua e là" in internet ho notato che non esistono recensioni di questa piccola perla, né valide immagini in Google e sarebbe un vero peccato che Goblins 3 finisse nel dimenticatoio assieme a molti altri titoli che NON vantano lo stesso fascino, bellezza e creatività di questo adventure game. Consiglio vivamente a chiunque non conoscesse questo titolo di giocare ai 2 capitoli precedenti: Gobliiins, Gobliins 2 (le "i" nei titoli non sono errori, ma ogni gioco riporta tante i quante sono i protagonisti) per poi finire con Goblins 3. Ci tengo a darvi un ultimo consiglio per chiunque voglia cimentarsi in questa avventura: cercate la versione italiana e parlata in italiano, la traduzione è davvero fatta bene e le voci ben personalizzate. Insomma, per tutti quelli che amano puzzle, adventure, punta e clicca e chi più ne ha più ne metta e non conosce questa saga: "non dovete farvelo scappare!"

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