Gravity Falls: i cartoni animati sono per chiunque

L’evoluzione dell’animazione in questi ultimi anni ha fatto dei passi da gigante, tanto da superare quella cosa del: “Guardi ancora i cartoni animati alla tua età? Ma non ti vergogni?”.
Innanzitutto non mi vergogno, ecco.
E non sto piangendo, smettetela.
E in secondo luogo Gravity Falls.
Un capolavoro.

La storia di due gemelli dodicenni, Dipper e Mabel Pines, spediti per le vacanze estive dallo zio Stanford a Gravity Falls, una cittadina di fantasia in mezzo ai boschi dell’Oregon.
Dove c’è la crema. Mentre sui confini dell’Oregon c’è il biscotto.

Poco importa dove si trovi, l’importante è sapere che in questo cartone c’è humour e mistero, ma soprattutto mistero. C’è talmente tanto mistero nella storia che se mi si chiedeste se c’è del mistero risponderei che non lo so.

Dipper scopre un diario scritto da un anonimo del luogo, su cui sono appuntati misteriosi fatti paranormali e la scritta “Trust no one”, presa direttamente da X-Files come citazione, ma che ha comunque un suo senso…
Tutto ha un senso. Nulla è lasciato al caso. Questa è la chiave principale che rende questo cartone un vero e proprio trip mentale. Non è necessario essere geek o consumatori abituali di LSD per capire tutti i vari retroscena e gli indizi di cui ne è pregna questa serie.

Ma procediamo con calma.
La cosa che mi ha spinto 3 anni fa a vedere il primo episodio fu questa immagine:

Fino ad allora nessun personaggio immaginario aveva ancora vomitato arcobaleni e per me fu la svolta. Decisi di vederlo e fui subito catturato dalla sua ironia. Un cartone per bambini ma che contiene riferimenti e citazioni dagli anni ’90 fino ad ora.

La Disney che come tutti sappiamo riesce spesso a farti venire l’urticaria per certe sue trovate (vedesi recenti film Marvel), ben poco può manomettere e tentare di rendere più infantile in questa serie siccome il creatore, Alex Hirsch si è studiato la parte per bene. La storia di fondo ha detto che c’è già. Dovrebbero essere tre stagioni totali.
A patto che coi creatori non venga in mente di fare qualche altro episodio extra, al di fuori dal contesto.
Perché Topolino ha bisogno di più soldi. E non è stupido. Sa come fare.
Per esempio ti fa aspettare 4 mesi per un episodio.

Spaziando da Street Fighter ai programmi trash attuali, dalle boy band stile Backstreet Boys ai karaoke stonati, dalle pischellonate da teenager fino alle merendine vietate per legge verremo catapultati in un universo di triangoli con occhi e viaggiatori del tempo.
A proposito di viaggi nel tempo, nel nono episodio della prima stagione, “The Time Traveler’s Pig”, troviamo un viaggiatore del futuro che è costretto a tornare indietro nel tempo per sistemare dei disastri. In questo scorcio a fine episodio si possono vedere i vari scenari già affrontati negli episodi precedenti. E se si vanno a rivedere attentamente quegli episodi lui c’è.

Ci sono codici sparsi per gli episodi. Persino nella sigla. L’autore si è basato su 4 cifrari diversi , più uno inventato, spesso pure combinati tra loro. Questi codici  rivelano spesso indizi che riguardo la misteriosa trama di Gravity Falls (per riferimenti e soluzioni dei codici: http://gravityfalls.wikia.com/wiki/List_of_cryptograms).

Purtroppo anche questo cartone è stato doppiato in italiano.
Dico purtroppo perché le voci originali della serie sono oltremodo strepitose e perfette. Nulla a che vedere con quelle infantili usate nella versione italiana. Quindi vi consiglio di vederlo in originale.
[Attenzione: questa regola vale per qualunque cosa. Siamo nel 2015. Impariamo un po’ di inglese, perdio.]

Vi lascio con la sigla che sento almeno 4 volte al giorno perché è la mia sveglia, il suono dei miei promemoria, la suoneria mia e di un amico, il rumore che fa il frullatore acceso e il suono delle piume quando toccano terra.
Ok, forse sono un po’ saturo di questa melodia. Ma fa niente. Amo la sigla, amo la fantasia, amo il sarcasmo, amo tutto il mondo di Gravity Falls:
https://www.youtube.com/watch?v=SJoIwGeKs3A

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