Trump_Putin

Guerra fredda 2.0

La guerra fredda sembrava finita. La caduta del comunismo e il crollo del muro di Berlino sembravano aver segnato la fine delle tensioni tra USA e Russia. Le rivelazioni fatte dalla CIA la settimana scorsa ci hanno riportato indietro di 30 anni, a tempi in cui le superpotenze mondiali si guardavano in cagnesco.

In un meeting riservato con un gruppo di senatori americani, la CIA ha riportato i risultati delle indagini scaturite dagli attacchi informatici avvenuti durante la campagna elettorale presidenziale. Secondo la CIA,  il governo russo è intervenuto a gamba tesa nelle ultime elezioni presidenziali statunitensi per favorire la vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton.

Un articolo pubblicato dal Washington Post ha rivelato che la CIA ha identificato in alcuni individui collegati al governo russo gli hacker che hanno fornito a Wikileaks le migliaia di email hackerate dai sistemi informatici del Partito Democratico e dello staff di Hillary Clinton.

L’indagine dell'Intelligence americana mostrerebbe che anche i sistemi informatici del Partito Repubblicano abbiano subito attacchi. Visto che nessuna mail o documento compromettente è stato pubblicato, per gli analisti dei Servizi Segreti questo proverebbe l’endorsement pro-Trump degli hacker russi.

Emerge inoltre che sono state due gruppi ben noti di hacker russi, Cozy Bear e Fancy Bear, a compiere le azioni di hackeraggio e che queste siano collegate a doppio filo con i servizi e l’intelligence russa.

Mancherebbero però prove certe che il governo russo abbia ordinato la consegna delle informazioni a Wikileaks. Vuoi per riempire questo vuoto di informazioni o semplicemente per fare completa chiarezza, venerdì scorso il Presidente Obama ha chiesto un rapporto completo alla CIA sulla vicenda.

E qual è la posizione del neo eletto Trump? Il suo staff non crede alle rivelazioni emerse, ed ha infatti commentato: «[La CIA] Sono le stesse persone che dicevano che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa».

Sicuro è che la vicenda non finirà a Gennaio con l’insediamento di Trump alla Casa Bianca. A prescindere dall’ulteriore rapporto ordinato da Obama, numerosi membri del congresso americano si stanno muovendo per fare chiarezza, preparando anche iniziative bipartisan.

Nel rapporto presentato dalla CIA viene sottolineato come la motivazione dietro l’invadenza russa fosse la volontà di far eleggere Trump, e non semplicemente quella di minare la legittimità delle elezioni come si pensava invece nei mesi scorsi. Di certo c'è che se le indagini risultassero fondate, il sistema politico-elettorale americano non ne uscirebbe privo di conseguenze.

Nelle dichiarazioni fatte finora, non c'è traccia di altre motivazioni. Perché Putin preferisce avere Trump alla Casa Bianca? Forse per l’antipatia dimostrata da Trump nei confronti della NATO, grazie alla quale la Russia potrebbe ottenere mano libera per future prove di forza con gli stati europei.

Un motivo potrebbe essere l’intenzione di Trump di togliere le sanzioni economiche imposte alla Russia per l’occupazione della Crimea. O ancora, un eventuale asse Trump-Putin potrebbe semplificare la politica estera russa in medio oriente e soprattutto in Siria, concedendo a Putin la possibilità di interpretare il ruolo di uomo forte sulla scena internazionale e rafforzarsi ancora di più sul piano politico interno.

La situazione è paradossale, a metà strada tra un episodio di House of Cards ed un romanzo di fantascienza distopico. E’ anche difficile scegliere di cosa preoccuparsi di più: se del fatto che una superpotenza mondiale abbia influenzato le elezioni di un’altra superpotenza o di quello che potrebbe fare un presidente USA eletto con l’aiuto di Putin.

Nel caso non lo sappiate, ad aprile 2017 si voterà in Francia ed in autunno in Germania.

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