“Halloween - La notte delle streghe”

A poche ore dalla fine della Festa dalle forme macabri e dalla simbologia legata alla morte ed all'occulto, torno con la mente ad una pellicola che ha influenzato la mia fantasia di adolescente. Fino agli ultimissimi anni del 900 se qualcuno avesse domandato ad un giovane italiano cosa significasse per lui Halloween, questi avrebbe di certo fatto riferimento al film di John Carpenter; fino a poco meno di vent’anni fa, infatti, era ancora lontana la nostra contaminazione con la tradizionali streghe e zucche americane.

Il film, uscito sul grande schermo nel 1978, è stato talmente innovativo da influenzare il cinema di genere per il successivo ventennio: basti considerare che, girato a basso costo con un budget pari a 325.000 dollari, abbia incassato oltre 47 milioni solo nel territorio americano.

La trama racconta le notte del 31 ottobre nella cittadina di Haddonield (Illinois), dove ritorna lo psicopatico Michael Myers, fuggito dal manicomio in cui era rinchiuso da quindici anni, in seguito al brutale omicidio della sorella adolescente: una notte di festa, trasformata in un bagno di sangue e di terrore, al quale si contrappongono la giovane babysitter Laurie (una ancora sconosciuta Jamie Lee Curtis) e lo psichiatra Sam Loomis (Donald Pleasance).

Tra gli elementi che hanno contribuito al successo della pellicola, oltre al cast, meritano di essere riconosciuti: l’esperta regia di Carpenter (la cui abilità non sarà mai eguagliata dai registi successivi), la musica assolutamente semplice ed angosciante, il misterioso viso dell’omicida celato da una maschera (sembra ispirata alle fattezze del Capitano Kirk di “Star Trek”). Non è un caso, infatti, che in breve tempo siano nate altre saghe horror di notevole successo, i cui protagonisti avevano i volti nascosti al pubblico o rovinati, come “Venerdì 13” (1980), primo di undici capitoli e di un fallimentare reboot (2009), “Nightmare - Dal profonodo della notte” (1984), primo di otto capitoli e di un reboot (2010) altrettanto fallimentare.

Da parte sua, “Halloween - La notte delle streghe” ha avuto altre sette seguiti e due reboot (2007 e 2009). Le vicende e le storie dei personaggi, di volta in volta narrate, non hanno sempre avuto la logica come punto di riferimento e, pur di dare un’impressione di giustificata continuità, hanno subìto evoluzioni un po' bizzarre; capita, ad esempio, che lo stesso Michael Myers muoia e ritorni nei film successivi. Oltre al primo, Jamie Lee Curtis è stata protagonista di “Halloween II - Il Signore della Morte” (1981), di “Halloween - 20 anni dopo” (1998) e di “Halloween - La resurrezione” (2002). Una curiosità: lo psichiatra interpretato da Donald Pleasance si chiama Sam Loomis, un evidente omaggio al Maestro Alfred Hitchcock, vista l’omonimia con il personaggio del fidanzato di Marion Crane, celebre vittima sotto la doccia della follia omicida di Norman Bates in “Psycho” (1960).

Consigliato a: chi ha curiosità nei confronti del bel cinema horror precedente la computer grafica, quando la suspense era determinata dalla mano del regista, dal calibro degli attori e dalla sceneggiatura. Voto: 7.

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