I fratelli Lumière: riprendiamo l'uomo?

ATTENZIONE: L’articolo che segue, col relativo linguaggio, è liberamente ispirato allo stile del regista, ricalcandone espressioni gergali e modi di fare. Mi è quindi d’obbligo precisare che nè i contenuti, nè lo stile vogliono essere offensivi nei confronti di nessuno.

«Auguste, Auguste»
«Che c’è Louis?»
«Ti prego, spegni la macchina da presa.»
«Come, cosa… ma che stai dicendo?»
«Per favore, ci ho ripensato, non la voglio più fare questa cosa.»
«Ma devi essere impazzito Louis, ma che problema hai? Lo sai che se non perfezioniamo questa macchina il concessionario si riprende tutta la pellicola Eastman, non ci pagano, e poi lo senti papà… e poi dai, tutti questi mesi a lavorare sul kinetoscopio buttati al vento.»
«Dai Auguste, per favore, come se avessimo davvero bisogno di soldi. Abbiamo la più grande azienda di prodotti fotografici, non solo di Lione, non solo dell’intera Francia, ma di tutta Europa e tu mi stai ancora a parlare di soldi? Ti prego dai, spegni.»
«Ma Louis, per dio, è tutto calcolato, la pellicola, il meccanismo ad intermittenza… mi dici che ti prende?»
«Non voglio riprendere Auguste, non voglio farlo. Questa cosa mi fa paura.»
«Ma mi dici che è successo o no?»
«Ma niente, niente di che, ho visto una donna dare uno schiaffo al figlio prima, appena fuori dalla fabbrica e…»
«E?»
«E non so Auguste. Avrà fatto i capricci, non lo so, nulla di che, ma non pensi che ci siano azioni che non andrebbero riprese? Eventi che non andrebbero mostrati?»
«Ascolta Louis, te lo ripeto, è tutto pronto, abbiamo già fatto troppi film per fermarci. Dai abbiamo anche già filmato quella cosa lì dell'innaffiatore… ah e gli operai che escono dalla fabbrica, poi glielo spieghi tu che del girato non se ne è più fatto niente eh!»
«No no Auguste, ti prego, ascolta. E se la cosa ci sfuggisse di mano? Non ci hai pensato? Magari non a noi, non lo so… ma cosa ne sai tu? Io ho paura, una dannata paura. Ho visto quella donna che picchiava il figlio, e c’ero solo io, e mi sono sentito solo, eppure penso sia stato meglio così, meglio che non ci fosse nessuno. Nessuno dovrebbe vedere il male che le persone si fanno tra di loro. Ma se questo strumento crescesse, si espandesse, migliorasse? E se le persone filmassero cose che non dovrebbero filmare, e se divulgassero tutta questa violenza? E se facessero del male proprio per poterlo mostrare? Siamo sicuri che questo sia uno strumento adatto? Ho paura Auguste, ho paura che questa macchina mostri l’essenza degli uomini, ho paura che rappresenti la parte più scura dell’umanità. Se non fosse bello quello che abbiamo da mostrare? Se facesse del male?»
«Ti preoccupi troppo Louis, ascolta, questa è una moda passeggera, fidati, finirà molto presto, dai, diciamocelo, il nostro è un po’ uno specchietto per allodole. Bello, divertente, per carità… ma tu pensi troppo al futuro, cosa ne sai di quello che sarà. Probabilmente il cinematografo morirà insieme a noi…ed è anche il caso che ci facciamo più soldi possibili prima che il vento cessi.»
«No, non lo so Auguste, sento un gran timore. E se le persone fossero attratte dalla violenza? Se si riunissero a vedere immagini di angoscia, di dolore? Che effetto avrebbe sul mondo, che immagine daremmo dell’uomo?»
«Louis, se così fosse, e poi ti prego di smetterla, faremmo un semplice lavoro di documentazione. Mostreremmo la realtà. Mostreremmo l’uomo. Se poi l’uomo sarà vile, mostreremo la sua viltà. Se poi l’uomo sarà meschino, mostreremo la sua meschinità. E le persone ne trarranno esempio.»
«E se ne seguissero le gesta? E se il video arrivasse a diffondere ideologie sbagliate? E se i video fossero manipolati, e soprattutto parziali? E Auguste, io e te lo sappiamo bene, meglio di chiunque altro, che le inquadrature sono solo porzioni di spazio… non c’è tutto… non c’è tutto.»
«Hai mai pensato che, magari, la madre stava tirando uno schiaffo al figlio perché lui le ha risposto irrispettosamente?»
«Ma Auguste, ciò non giustificherebbe uno schiaffo.»
«E se lui stesso avesse precedentemente alzato le mani verso la madre? Magari con ira, con l’incoscienza tipica dei bambini.»
«Un motivo maggiore per dirti che avessimo ripreso la scena, avremmo mostrato solo una porzione della verità.»
«E ciò sarà, perché parziale è la visione dell’uomo. Il nostro cinematografo sarà un aiuto, un occhio prostetico, una possibilità di progresso, di analisi. Vedere e rivedere le azioni. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma potrebbe portare gli uomini alla riflessione, al pensiero analitico. E sì, ce ne saranno di usi impropri, ma non sarà certo colpa del mezzo. É vero, il cinematografo potrebbe spingere le persone a farne usi inopportuni, chi lo sa, ma siamo davvero disposti a perdere così tanta bellezza da mostrare per la paura degli usi che si potrebbero fare di questo gioiellino? Guardati intorno Louis, guarda dove siamo venuti per presentare questa esposizione. Guarda questa città, guarda l’eternità. Hai visto la Tour Eiffel, hai visto il Pantheon, "Les Italiens" e quanto altro. Quanta bellezza. Siamo nel 1895 Louis, non possiamo frenare il progresso per le tue paure… poi stai parlando di una cosa che secondo me neanche succederà…è una moda passeggera, te l’ho detto… e comunque, pensi di poter privare il mondo delle immagini di questa bellezza solo per paura della macchina?»
«Ma Auguste, io non ho paura della macchina. Io vedo del bene in questa macchina, non ci avrei mai lavorato altrimenti. É la nostra creatura. E porterà della luce, ne sono sicuro, ma io ho paura di altro, ho paura degli uomini. Di quello che questa macchina potrebbe riprendere. Pensa proprio a questa città. E se fosse messa a ferro e fuoco, vorremmo veramente mostrarlo? E se la gente urlasse e noi ne registrassimo le urla?»
«Beh… innanzitutto non possiamo registrare proprio niente Louis, di che audio stai parlando? Solo immagine, lo sai.»
«Ma se si potesse? Se un giorno si potesse? Se questa città venisse distrutta e noi mostrassimo i palazzi che crollano, la gente che muore, le esplosioni? Se mostrassimo il fuoco, chi l’ha appiccato ma non chi ha dato i fiammiferi? E se non potessimo mostrare oltre? Se non potessimo mostrare quello che c’è sotto? Se in effetti nessuno sapesse davvero mostrare la realtà perché nessuno può sapere cos’è la realtà? Staremmo davvero facendo un servizio al mondo? Non staremmo semplicemente mostrando il dolore, un’idea, una versione dei fatti, il degrado dell’uomo, la madre che picchia il figlio?”
«Louis, ascoltami fratellino. Se questo mezzo prendesse piede mostrerebbe la bellezza, la grande poesia, le grandi opere. Il sole d’Egitto e i canali di Venezia. Mostrerebbe i medici, i pompieri, il lavoro che ci nobilita. Darà un motivo di speranza. E poi sì, mostrerà gli incubi più reconditi dell’animo umano, le grandi sconfitte, le teste piegate e quelle mozzate. Divulgherà idee false e mistificatorie, ma insinuerà nell’uomo il dubbio, la positività dello scetticismo, darà una versione dei fatti a cui le persone potranno credere o meno, che potranno contestare o esaltare, nella speranza che siano educate a farlo, nella speranza che siano in grado di cogliere la bellezza dietro il dolore, la magnificenza dietro le rovine, che siano in grado di distinguere l’idea dal pensiero costruito. Questo è un grande mezzo che, come tutto, ha bisogno di un’attenzione sociale, di uno studio analitico e culturale. Questo strumento mostrerà una delle tante realtà disponibili e la potenzierà, urlando a gran voce, esprimendosi, mostrandosi al mondo. E se le persone saranno educate alla realtà, accetteranno che venga mostrato anche il dolore, e si uniranno insieme sotto lo stesso inno. Ok? Sei più calmo ora?»
«Un po’ sì, ho solo paura che le persone possano non essere mai pronte a quello che questa macchina potrebbe mostrare. C’è così tanto dolore.»
«Vieni qui fratellino. Abbracciami dai. Il dolore non c’è adesso. Ti voglio bene. Andrà tutto per il meglio, vedrai.»
«Ti voglio bene Auguste. Ma per oggi, solo per oggi, te lo prometto, possiamo spegnere la macchina da presa? Sento un gran bisogno di silenzio, di chiudere gli occhi.»
«Certo Louis, certo. Ma prima guarda qui, guarda cosa sto riprendendo. Guarda qua. Questa è Notre-Dame. E oggi è bellissima.»
«E lo sarà per sempre?»
«Nella nostra macchina sì, lo sarà per sempre Louis.»
«Per sempre.”
Click.

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