Tra saponi e biscotti: il focolare della Cianciulli

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica, e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

È un tardo pomeriggio uggioso e mi sto recando da Lloyd, sotto il cappuccio del mio vecchio cappotto militare che mi ripara da questa pioggerella umida. Ho ripreso con l'erba, e mentre fumo ricordo ancora le parole di Pino "Putesse essere allero cu nu spinello 'mmocca, cu e mane dint'a sacca". La Gradisca pare essersi dissolta nel nulla, e quindi anche Lloyd è un po' abbattuto. Ovviamente non sa nulla del nostro ultimo incontro, quindi se lui è solamente un po' abbattuto, io comincio a preoccuparmi. Che ci abbia abbandonato definitivamente? Al bar stanno mangiando i biscotti che ci ha lasciato prima di sparire. Comincio a bere pesante, trascinato dal malessere interiore. Piove, mangio i biscotti, scruto Dick che intrattiene due americane. Comincia il delirio mentale, l'erba offusca il whisky e mi domando che fine abbiano fatto le ragazze del Tiaso. "Ci ha fatto i biscotti la Gradisca" risponde Dick col suo sorriso alcolico. Ossigeno dove sei? Esco a prendere una boccata d'aria e vedo una vecchietta di spalle che, armata di secchio e sapone, è intenta a ripulire una scritta sul muro. Ho la mente confusa dalla sparizione multipla, dal mistero, dalla morte, e nel mezzo del delirio, si gira la vecchia. Il sangue si ferma e le gambe si gonfiano fino a esplodermi nello stomaco: è uguale alla Cianciulli! Un conato di vomito mi accascia sul marciapiede. Con la testa dentro la pozzanghera rivivo un vecchio incubo.

Leonarda Cianciulli nasce a Montella, Avellino, nel 1892, e le notizie della sua infanzia sono di dubbia autenticità; è certamente di umili origini, con tutti i pregi e i difetti della campagna italiana di inizi 900. È una ragazzina inusuale, con un profilo un po' deviato, e certamente non gode di una buona reputazione, ma riesce comunque a sposarsi. Per evadere dalle malelingue e da un presente ormai segnato, si trasferisce col marito prima a Lauria, poi a Lariano, in Irpinia. Qui viene addirittura incarcerata per truffa nel 1927, ma il terremoto del 1930 crea il pretesto per trasferirsi a Correggio per rifarsi nuovamente una vita. Su di lei pende, a quanto pare, una predizione di una zingara: "Ti mariterai, avrai figliolanza, ma tutti moriranno i figli tuoi". Forse per suggestione, forse per scaramanzia, si avvicina alla cosiddetta magia, attraverso le vecchie donne di paese, e negli anni si costruisce una personalità forte, ingannevole e truffaldina; quella tra credenza popolare e follia è una linea molto sottile, e probabilmente Leonarda piano piano rimane succube di sé stessa. Ma ormai lo sappiamo, anche la realtà è bastarda, e infatti Leonarda perde una decina di bambini, tra aborti spontanei e morti bianche; con l'aiuto di una curatrice, o strega, riesce a portare avanti in tutto quattro gravidanze, che le danno figli sani e forti. E forse un complice. La sua casa è molto frequentata in quanto oltre ad essere una commerciante di abiti usati, è anche conosciuta come brava maga; la sua fermezza, il caldo del focolare domestico e i suoi pasticcini, intrattengono le signore che vengono manipolate a piacimento, permettendo con le loro offerte lo studio dei suoi figli, la cosa più cara e sacra per Leonarda. Purtroppo la tragedia è dietro l'angolo, quando nel 1939 suo figlio maggiore, studente universitario a Milano, viene chiamato alle armi, con il conflitto mondiale all'orizzonte. La paura di perdere i figli scatenano definitivamente il tarlo deviato, che probabilmente le suggerisce un sacrificio umano per ogni figlio da salvare; l'impresa è per lei semplice.
La prima amica sacrificata è Faustina Setti, una zitella in cerca di marito. Durante una visita in casa, Leonarda le dice di averglielo  trovato a Pola, e di partire in gran segreto per evitare le invidie, il "malocchio"; una volta a Pola avrebbe mandato cartoline ai propri cari per rassicurarli. Faustina viene uccisa in casa di Leonarda a colpi di scure, sezionata e il sangue viene fatto colare in un catino, come si fa con le bestie; poi prepara il pentolone con la soda caustica e il sapone è servito. Il sangue viene invece utilizzato per biscotti e pasticcini, per la gioia della famiglia e del vicinato. Il figlio Giuseppe spedisce le cartoline da Pola e il delitto è servito.
La seconda vittima è Clementina Soavi, un'insegnante che vuole andare via da Correggio. Il modus operandi è identico: dice di averle trovato lavoro a Piacenza ma di non dirlo a nessuno, solo quando sarà certa dell'impiego potrà spedire le cartoline; ma appena la povera Clementina finisce di scrivere, la scure della Cianciulli si abbatte su di lei. Altro sapone, altri biscotti, altri averi confiscati, un altro viaggio per Giuseppe.
La terza vittima è una nota cantante lirica a fine carriera caduta in disgrazia, Virginia Cacioppo. Le promette un lavoro presso un teatro di Firenze, dove avrebbe potuto rimettersi in gioco. Inutile dire come va a finire, però a quanto pare dalle memorie di Leonarda, i biscotti vennero ancora più buoni. Ma questa vittima però non è una paesanotta qualsiasi, e le indagini sono più accurate; non solo, ma la cognata la vede entrare da Leonarda prima di sparire definitivamente. Seguendo la pista a ritroso di un Buono del Tesoro di Virginia, arrivano dalla Saponificatrice di Correggio, che confessa subito. Durante il processo scagiona il figlio dall'accusa di complicità sezionando un cadavere in soli dodici minuti. Viene condannata a trent'anni di carcere e tre di manicomio giudiziario. Muore il 15 ottobre del 1970 nel manicomio giudiziario femminile di Pozzuoli. Agghiacciante.

Leave a reply

*