In fondo era una brava ragazza: Eva Braun, la moglie del Führer

Ormai lo sapete, ho i miei periodi di solitudine quando sono in procinto di partorire un nuovo lavoro e il rischio che diventino cronici viene scongiurato dalla presenza delle donne, che con la loro sensibilità, riescono a mantenere un filo vivo tra me e il resto del mondo. Certo ora ho qualche grattacapo con Lara, e Jess nuda sul letto aiuta l'ansia a riemergere dal mio egoismo. Tra un caffè e una sigaretta, sul trono del bagno, apprendo su Facebook la dipartita di quel nanetto razzista in tenuta verde, quello con la pistola in tv, che, giusto per citarne una, quando un carcerato si impiccò nella sua cella ebbe parole limpide: "Uno in meno". E francamente è quello che penso io in questo momento, unendomi alle tante persone che nel frattempo si sono prodigate tra insulti, ironia e satira. Scandalo! Perché secondo voci illustri del loro ridicolo partito di razzisti verdi, ci vuole rispetto per la persona, padre di famiglia e onesta, e tutte le boiate del caso. Devo dire che molta umanità si è riscontrata anche da parte di qualche antagonista, ma credo più che altro per esorcizzare la paura della morte in sé e perché ormai siamo tutti talmente politically correct che l'ipocrisia è sempre in agguato. Questi falsi dibattiti mi danno da pensare, stimolando l'espletamento delle mie funzioni fisiologiche, e mi chiedo se sia sufficiente essere un padre di famiglia per essere una persona rispettabile "Credi che basti avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio?" Ecco, il coniglio che diventa leoncino, grazie al potere donatogli dalla sua ignoranza, sorretto dai media e da tanti suoi simili sostenitori. L'onesto padre di famiglia. Ma basta questo per essere una persona giusta? L'onestà si misura con il rispetto delle leggi? È un discorso complesso, e a tal proposito mi viene in mente il Partito Nazionalsocialista della Germania degli anni 30, e adottando questo metro di giudizio, allora possiamo dire che i gerarchi e le persone vicine al regime siano state delle brave persone e in effetti è tutta colpa di Hitler, che durante la sua vita non si è mai sposato e non ha mai avuto una prole. Mi rendo conto che è una banalità, ma ragiono su una base di concetto, e mi viene in mente che in realtà il Fhurer un'amica l'ha avuta: Eva Braun.

La cara Eva nasce a Monaco il 6 febbraio del 1912, secondogenita di una normale famiglia tedesca, che cercano di impartirle un educazione completa sia dal punto di vista scolastico che sportivo; la cura del proprio aspetto in effetti prende il sopravvento nella giovane, che viene iscritta in un istituto cattolico femminile per completare il percorso cattolico. Ovviamente scappa da quella prigione, lei che tanto ama la vita, intenta a viversi la gioventù in maniera libertaria. Per ottenere la dipendenza economica, trova lavoro presso lo studio fotografico di Heinrich Hoffmann, iscritto al partito Nazionalsocialista sin dal 1920, persona molto vicina ad Adolf Hitler, in quanto lo sostiene economicamente durante la campagna politica per l'ascesa del partito, sempre più in voga dopo la grande depressione del 1929. Hoffmann presenta la sua giovane assistente a Hitler, il quale rimane colpito dalla ragazza e i due cominciano a frequentarsi. Eva è una bella donna, semplice, di formazione cattolica e tipicamente borghese, ideale per il futuro dittatore; forse è anche un po' superficiale e poco interessata alla politica, pertanto non le interessano le posizioni estreme del suo nuovo amante ed inizia una relazione che durerà per il resto delle loro vite, salvo una breve parentesi iniziale, quando Adolf si innamora di una sua nipote che però si suicida poco tempo dopo. Dal dicembre del 1931 i due escono insieme anche pubblicamente, a teatro e nelle occasioni mondane, e di fatto si presentano come una coppia. Inizialmente il padre di Eva è contrariato e non appoggia questa relazione, in virtù delle posizioni politiche di Hitler. Per la nostra amica inizia però anche un periodo buio, relegata ai margini del suo amato, intento a portare avanti una massiccia campagna politica, lontano da Monaco e poco incline ai piaceri di una donna, che deve comunque farsi trovare quando l'amato ritorna senza preavviso. Eva si sente abbandonata, poco amata, così la sera dei morti del 1932, sotto le elezioni, si spara con la pistola del padre; la trova la sorella che chiama il dottore presso il quale lavora che le salva la vita. Saputa la notizia da Hoffmann, Hitler sbotta:" Le donne fanno così! Fanno queste sciocchezze! Credono di vivere all'Opera, mentre noi facciamo la storia! Ma è morta?" È evidente che per Hitler è più importante la politica e, dopo varie peripezie, il 30 gennaio successivo diventa cancelliere: è nato un dittatore. Sorvolando sulle questioni politiche, la giovane Eva è sempre più trascurata e incline al suicidio; sogna un matrimonio, dei figli, ma Hitler è categorico e intransigente, però trova una soluzione per stare insieme. Infatti il dittatore, che ricordiamoci è austriaco, non si sente a proprio agio né a Monaco né tantomeno a Berlino, pertanto sposta il proprio centro del potere personale nella sua residenza in montagna, il Berghof, dove lo segue anche la bella Eva. Nel giro di poco tempo tutti i gerarchi nazisti acquistano le ville nei dintorni, soggiornando spesso dal Führer, in cui Eva è la regina, con la propria servitù, autista e un lauto vitalizio. È questo un periodo felice per la coppia, ed Eva riprende tutto con la sua videocamera a colori, rendendosi testimone inconsapevole di accordi segreti, politica internazionale e lo studio a tavolino di tutti gli orrori che ormai conosciamo. Vengono però riprese anche attimi di vita quotidiana in cui vediamo il Führer giocare con i bambini dei suoi gerarchi, i gerarchi stessi scherzare tra loro, insomma, vengono smontate tutte le leggende di strani riti intorno alla figura del dittatore; sono persone "normali".

La vita di Eva trascorre lontana dalle nefandezze del nazismo, tra feste, vacanze in Italia e soggiorni in montagna; ama Hitler e starà accanto a lui fino all'ultimo istante. Infatti nel 1945, quando ormai Hitler è lasciato solo anche dai suoi più fidati gerarchi, nel bunker sotterraneo della cancelleria a Berlino, i due si sposano il 29 aprile per poi suicidarsi qualche ora dopo; Eva si avvelena con il cianuro, mentre Hitler si spara. Nel testamento le ultime parole del dittatore sono rivolte ad Eva ed alla sua fedeltà di amica, premiata con il matrimonio.

In questi giorni un inutile giornale regala il "Mein Kampf" e francamente mi sembra un pericoloso gioco sociale.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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