“Independence day - Rigenerazione”

Nel 1996 il film “Independence day” ha rappresentato una miniera d’oro per la Fox ed un grandioso divertissement per il cinema popolare e leggero. Sebbene le critiche non siano state positivamente concordi, gli effetti speciali hanno impressionato il pubblico per la grandiosità e per la verosimiglianza. La pellicola ha guadagnato oltre 800 milioni di dollari, dopo averne richiesti circa 80 come investimento; negli anni successivi, infatti, sì è parlato speso di uno o più sequel e molti film del genere catastrofico (“Armageddon” 1998, “Godzilla” 1998, “The day after tomorrow” 2012, “2012” 2009) lo hanno tenuto come punto di riferimento.

Independence day - Rigenerazione” inizia proprio con le celebrazioni negli U.S.A. per il ventennale dall'attacco alieno che ha causato la morte un numero infinito di persone. Quando gli extraterrestri compaiono nuovamente all’orizzonte, la civiltà umana può contare su un livello di preparazione militare avanzato che, però, risulta in breve non sufficiente contro la loro spietatezza e crudeltà.

A venti anni esatti di distanza ci saremmo aspettati almeno qualcosa in più; mantenere lo stesso regista, gli stessi sceneggiatori e parte dello stesso cast originale, non ha purtroppo salvato l’operazione dalla noia, dalla banalità e dai conseguenti sbadigli. La storia, infatti, non presenta alcun elemento di novità che ne giustifichi il racconto: in confronto il primo episodio - una contaminazione tra fantascienza, azione e disaster movie - sembra un capolavoro! Gli effetti speciali trasmettono un senso di deja vu, apparendo persino infantili: la loro escalation non emoziona, così come la completa mancanza di originalità dei caratteri.

Tra i veterani della precedente guerra - invecchiati nel fisico e segnati nella psiche - ritroviamo Jeff Goldblum, Brent Spiner e Bill Pullman, quest'ultimo sempre nel ruolo dell’ormai ex Presidente Thomas Whitmore; tra i nuovi eroi, invece, due giovani ed agguerriti piloti (Liam Hemsworth e Jessie Usher). Il personaggio di Will Smith è stato eliminato, probabilmente perché il divo non ha considerato la sceneggiatura all’altezza delle aspettative. Il ritorno dei volti già conosciuti non compensa la mancanza di carisma delle new entry; anzi, se Jessie Usher è bravo e promette bene per il suo futuro hollywoodiano, Liam Hemsworth è talmente imbarazzante ed inverosimile da lasciare basiti. Per mancanza di spazio mi limito ad accennare alla totale inconsistenza dei personaggi comprimari, buttati lì senza senza un approfondimento, senza una giustificazione, senza quasi una logica (dalla Presidente degli U.S.A. al signore della guerra africano, dalla scienziata francese alla pilota cinese). La retorica ed i buoni sentimenti di cui sono infarciti i discorsi sono talmente facili e sdolcinati da provocare crisi iperglicemiche.

Consigliato: a bambini under 12 anni, non accompagnati da adulti. Voto: 4.

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