Internet si è spento: lunga vita ad Internet

Il venerdì pomeriggio è difficile per tutti. Non sembrano mai finire quelle ultime ore di lavoro prima del meritato fine settimana. Il caro vecchio Web, che lo scorso 23 Agosto ha compiuto 25 anni, sembra aver “lasciato presto l’ufficio” proprio venerdì scorso quando Twitter, Spotify, PayPal ed altri big online hanno smesso di essere accessibili.

Cosa è successo

Molti siti internet sono stati irraggiungibili per diverse ore sia negli Stati Uniti che in Europa. Causa di ciò sono stati 3 attacchi informatici avvenuti durante la giornata di venerdì. Questi attacchi hanno colpito i computer di Dyn, una società americana che fornisce i DNS, il sistema che traduce i nomi dei siti internet in indirizzi numerici, in modo da permettere ai nostri pc di trovarli più facilmente.

Si è trattato di un attacco DDoS (Distributed denial of services). Durante questo tipo di attacchi, il server o sito vittima riceve una moltitudine di richieste di traffico, causandone il sovraccarico e quindi l’inaccessibilità. Questo tipo di attacchi non è nuovo, ad esserlo sono invece gli “strumenti” utilizzati per realizzarlo. Sembra infatti che per lanciare la moltitudine di accessi siano stati utilizzati migliaia di dispositivi IoT (Internet of Things) come le macchine fotografiche, i forni ed i frigoriferi di ultima generazione collegati alla connessione di casa vostra tramite la wi-fi.

Dai vestiti alle automobili, sempre più oggetti che ci circondano saranno connessi al web per renderci la vita più facile. Allo stesso tempo però, se non protetti con password o sistemi affidabili, questi oggetti permetteranno nuovi e ancora più frequenti attacchi informatici.

Tutto qui?

Pensando a questo attacco è impossibile non fare un collegamento con ciò che sta succedendo negli ultimi mesi tra Stati Uniti e Russia. Nel giugno scorso infatti il Partito Democratico americano ha denunciato di aver subito attacchi informatici da parte di hacker russi, i quali hanno trafugato migliaia di mail scambiate tra i membri dello staff democratico.

Dopo la diffusione di queste mail attraverso WikiLeaks, il Partito Democratico americano ha puntato il dito contro il Governo Russo, accusandolo di voler favorire Trump nella corsa alla Casa Bianca. A luglio anche l’intelligence americana ha puntato il dito contro il Governo di Putin, ed è solo due settimane fa che anche l’amministrazione Obama ha annunciato che il Governo USA risponderà con azioni concrete ai tentativi del Governo russo di interferire con le presidenziali 2016.

Non si conosce ancora l'identità né tanto meno la nazionalità degli hacker che hanno realizzato questo attacco. Forse si è trattata di una dimostrazione di forza, un'operazione di marketing da parte di un gruppo che vuole vendere i propri servizi di hacking. Forse è stato di nuovo Anonymous, o forse il Governo Russo sta realmente testando la sua capacità di influenzare le prossime elezioni presidenziali americane.

Quello che è certo è che futuro, tecnologia e società sono sempre più intrecciati. Peccato non sia una puntata di Black Mirror ma soltanto la realtà in cui viviamo.

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