Il risveglio della primavera con i Marta sui Tubi

20 Marzo 2015: l’Italia è completamente presa dall’eclissi solare che per fascinazione rara porta l’italico medio a svegliarsi presto armato di occhialoni da sole; è anche un giorno molto importante per il nord in quanto segna un punto saldo dell’anno: la fine del letargo.

Possiamo sentire che l’inverno sta finendo contando le ore che ci porteranno al nostro primo giorno di primavera, che per noi lombardi significa, finalmente, la fine di serate standard che servono come riempimento ai locali. Con il binocolo possiamo vedere le prime date uscire sul palinsesto del Carroponte, ci immaginiamo l’apertura del Magnolia estate, e molti altri eventi che riportano gli amanti della vita notturna a godersi anche buona musica.

Il giorno è perfetto quasi ad aspettarsi un rito pagano per svegliare il “milanese dormiente”, e la nostra sveglia si chiama Marta sui Tubi.

Questo progetto musicale nasce in Sicilia dal duo Pipitone Gulino, che si sono conosciuti grazie a uno scambio di Demo dei loro rispettivi gruppi (RYM e Use And Abuse) nel 2002. Lo stesso anno decidono di migrare a Bologna, dove si esibiscono in piccoli locali, riuscendo a catturare l’attenzione del panorama musicale bolognese, passando da cover a pezzi propri ed è in questo momento che trovano il misterioso nome "Marta sui Tubi" (misterioso perché tuttora non si conosce il significato) che li porterà al successo. Nel 2004, con l’arrivo del batterista Ivan Paolini, vincono il premio Meeting delle Etichette indipendenti come “migliore gruppo indipendente italiano”.

Da lì in poi l’ascesa è dovuta: si spostano a Milano dove registrano “C’è gente che deve dormire” (Eclectic Circus Records,2005), seguiti da vari live come spalla ai Placebo e a Caparezza, per poi partecipare al concerto del primo maggio a Roma. La band negli anni si allarga, nel disco Sushi & Coca (Tamburi usati, etichetta indipendente formata proprio dal gruppo, 2008) si aggiungono Paolo Pischedda  (tastiere e violino) e Mattia Boschi (violoncello, basso) arricchendo le sonorità, del trio. Seguono altri due album: “Carne con gli occhi” (Tamburi Usati, 2011) e “Cinque, la luna e le spine” (Bmg Rights Management, 2013), e svariate collaborazioni con artisti rinomati, quali Lucio Dalla e Franco Battiato.

In questo lungo viaggio, alle porte della primavera, vediamo arrivare i Marta sui Tubi in Lombardia, in occasione della ristampa del loro album d’esordio “Muscoli e dei” (eclectic Circus Records, 2003).

Ebbene sì, i Marta si esibiranno la sera all’Arci Tambourine di Seregno (MB), oggi in formazione “speciale” trio, per svegliare lo spirito dormiente della Brianza.

Il Tambourine è un nido dove i giovani appassionati di musica possono godersi concerti di ottima qualità a un prezzo più che ragionevole.

Situato nel centro di Seregno, il locale si dilunga in due stanzoni: il primo semi aperto dove si può giocare a biliardino (gratis!) e fumare qualche sigaretta (insomma il fumatore è emancipato); il secondo spazio è ampio con un bar ben fornito, un palco grande e suggestivo che esplode non solo all’ ottimo impianto audio e luci, ma anche dalla scenografia di lampadine dal gusto anni 70. Se non ci siete mai stati, vi consiglio caldamente di passarci una serata.

Il locale si riempie lentamente, come se i fan strisciassero fuori dalla loro tana sprimacciandosi gli occhi dopo un lungo sonno. Alle dieci la zona live è piena e finalmente vediamo i tre Marta uscire, Carmelo Pipitone, Giovanni Gulino e Ivan Paolini. Il tempo di mettersi ognuno al giusto posto tra microfono, chitarra e batteria ed è subito festa!

Raramente ho visto band capaci di entusiasmare il pubblico in così poco tempo, ma loro ci sono riusciti subito, grazie anche al loro sound che mischia il punk, il folk e il rock alle radici italiane.

La vocalità di Giovanni riempie l’aria, seguita a ruota “dall’indiavolata” chitarra di Carmelo che mostra una tecnica impeccabile, il tutto accompagnato dalla ritmica potente di Ivan.

Teatrali e coinvolgenti passano in rassegna una gran quantità di hit, tra scherzi e battute sentiamo Volé, canzone che racconta una partita di tennis, Stitichezza cronica e Cinestetica, con lo spazio per una piccola citazione ai Soundgarden con Rusty Cage.

Il pubblico ormai è caldo, anche a causa del clima da Borneo che si è formato nel locale, ma poco importa se si respira poco, ormai è festa, ci si scatena e si interagisce con loro ed è questo il momento giusto per urlare tutti insieme "L’unica cosa", pezzo rabbioso e potente.

Il concerto si dilunga per ore, tutti sudati e senza fiato, ma l’atmosfera è talmente incredibile che nessuno sembra stancarsi, i Marta continuano a suonare e a suonare: Pigro, Di vino, La spesa e ancora e ancora fino alle prime ore del primo giorno di primavera. Ora siamo tutti svegli, è il 21 marzo: salutiamo l’eclissi, salutiamo il freddo e grazie ai Marta sui Tubi che ci hanno scosso dal torpore di un grigio inverno.

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