Il mistero di Jack il saltatore

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica, e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

Come ormai consuetudine, mi trovo al Bar Storix a farmi un chupito al banco, quando mi si avvicina un tizio pallido e teso come in rigor mortis, non saprei dire quanti anni abbia. “Conosci la storia di Jack il saltatore?” “Chi non conosce Jack lo Squartatore. Ma perché saltava?” “Io conosco Johnny Stecchino, ma non mi sembra tu ne abbia uno in bocca”. In effetti ha ragione, gli offro un chupito e comincia la storia che di seguito vi racconto.

Quando la ragione scientifica non sa spiegare un fenomeno che incute timore, tendenzialmente intraprende due strade: cerca di spiegare e interpretare a favore di massa (e qui possono apparire infinite ipotesi) o cerca di minimizzare per poi dimenticare con il tempo. Jack il saltatore in effetti è stato dimenticato. Siamo nell’Inghilterra vittoriana, prima potenza mondiale in continua espansione, con gravi lacerazioni interne; povertà e ignoranza convivono con la floridezza scientifico-culturale tipico dell’epoca.

Una sera del 1837, a Londra, una donna si trova ad attraversare un parco insieme ad un’amica, quando la sua attenzione viene attirata da un’ombra che si muove furtiva nel buio; impaurita procede, ma improvvisamente viene aggredita. Forse la paura, forse lo shock, racconta alla polizia di essere stata aggredita da una creatura demoniaca, la quale le sfigura il viso ghignando in modo alquanto sinistro. La polizia ovviamente, non dà importanza alle dichiarazioni della donna e archivia il caso. Accade però che poco dopo un’altra donna viene aggredita, colpita alla schiena e al collo da artigli affilati; mentre è a terra, l’assalitore fugge scavalcando il cancello con un balzo. Da quel momento viene soprannominato Spring Heeled Jack, Jack dai tacchi a molla o Jack il saltatore.

Le aggressioni si moltiplicano, anche in presenza di testimoni, i quali non riescono a difendere le vittime o catturare il "mostro", ma ne forniscono una descrizione che molto si avvicina a quella data dalle vittime: uno strano essere robusto, di media statura, vestito con una tuta aderente e un nero mantello, sfigurato in viso e con delle gambe molto grosse con le quali balzava via compiendo salti anche di trenta metri che lo rendevano imprendibile. Il suo profilo viene completato dalle sue vittime: occhi infuocati e un ghigno dal quale uscivano fiamme bianche e bluastre. Numerose sono inoltre le testimonianze che narrano le sue fughe, saltando dal marciapiede al tetto in un solo balzo, o sparire con un paio di salti. I suoi bersagli preferiti sono fanciulle o giovani donne, che vengono prima aggredite e dopo un tentativo di bacio da parte di Jack, vengono sfigurate. Verrebbe da pensare che si tratti di un maniaco a sfondo sessuale, anche se in effetti non si spiegano le sue stranezze demoniache; ammesso che non sputi fiamme e che i suoi occhi non siano infuocati, come spiegare le sue fughe?. Tuttavia rimase vittima anche un povero poliziotto sfigato, il quale testimonia che durante la guardia notturna in caserma vede degli strani movimenti nel bosco vicino e decide di verificare di persona: viene ritrovato dai colleghi in stato confusionale, con lacerazioni su tutto il corpo. Tra l’altro non è il solo uomo ad essere aggredito, infatti il nostro amico aggredisce non solo per la strade buie, ma talvolta suona alla porta delle sue vittime. In una di queste occasioni, apre il maggiordomo che, spaventato dall’aspetto orribile di Jack, comincia a gridare talmente forte da metterlo in fuga; ma durante l’incontro ravvicinato la povera vittima vide una W ricamata all’interno del mantello. Ovviamente viene subito trovato un colpevole, lo stravagante Marchese Henry de la Poer Beresford di Waterford ma, anche dopo la sua morte, le aggressioni proseguono non solo a Londra.

Viene avvistato persino a Liverpool e in Scozia ma ormai, in Inghilterra, un altro "Jack" ancor più spaventoso prende il suo posto. La sua ultima apparizione è del settembre del 1904. Una storia lunga più di sessant’anni. Realtà o fantasia?

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