La giornata delle streghe

E siamo alla puntata Halloween per quanto riguarda Scalcio. Niente di più opportuno direi. È la notte delle streghe, che rappresentano simbolicamente la città di Benevento; la sua squadra sta invece vedendo i "mostri". Undici sconfitte di fila nelle prime undici, è il record italiano; ne manca una sola per eguagliare quello europeo, che sorprendentemente appartiene al Manchester United del 1930. Immagino che i tifosi sanniti accetterebbero di buon grado altri novanta minuti di sofferenza, pur di replicare poi ,anche per un millesimo, la storia dei diavoli rossi (tante altre squadre molto più quotate lo sperano).

Una di queste è senza dubbio il Genoa allenato (a perdere) da Juric. Già lo scorso anno fece disastri, pianse talmente in abbondanza in conferenza stampa da fare temere nuovi allagamenti nei pressi di Marassi e rischiò di far incredibilmente retrocedere la sua squadra. Quest'anno la storia sembra ripetersi. Emblematica la prima partita in casa contro la Juventus  (inizio folgorante e fine deprimente); e adesso, dopo la figuraccia contro la Spal (squadra molto più dignitosa di questo Genoa), si aspetta il derby come chiave di volta della stagione. E Juric è sempre lì, con quella faccia fatta che sembra una maschera di Halloween.

Ma un vero e proprio pomeriggio horror lo ha passato Davide Astori e di conseguenza la sua squadra. Il capitano della Viola incappa in una di quelle giornate nelle quali i tifosi della sua squadra se lo mangerebbero vivo, come fossero zombie. Prima si fa attirare dalla palla sul cross che porta al vantaggio dei Pitagorici (in pieno stile Bonucci), poi dopo un minuto scarso concede la palla che manda Trotta verso la porta per il  raddoppio; non contento, nel secondo tempo cerca pure l'autogol con un retropassaggio verso Sportiello. Per la Fiorentina domenica unAstoria di paura.

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