La nobile arte di James Figg

Lloyd è come le donne, sa sempre come fregarmi. Dopo la scorpacciata di feste newyorkesi, vorrei stare da solo a godermi la piscina per qualche giorno, e invece l'emergenza dello SpartaClub chiama a raccolta i suoi psicopatici guerrieri. Ad agosto, l'ultima cosa che voglio è combattere per far rinascere il fight club clandestino. Lloyd, Lloyd, sempre pieno di sorprese. "Come ti sembra?" Mi dice mentre entro nel vecchio scantinato che è tirato a lucido: spade ovunque, manichini, bastoni, macchinari mai vista prima, un ring nuovo nuovo sopra cui capeggia una scritta nera una gigantesca parete gialla: "Master Of the noble science of defence". "Si torna alle origini vecchio mio". Sempre peggio, o meglio, chi lo sa. Già mi vedo, fiero come James Figg, a difendere il mio record di 25 vittorie senza mai subire una sconfitta.

James Figg nasce nel febbraio del 1684 in un non ben precisato villaggio agricolo inglese, da una famiglia di umili origini. Sin da ragazzino mette in mostra le sue doti fisiche, cui aggiunge lo studio e la pratica della scherma, che lo portano a battersi contro altri disperati in giro per le fiere; ci mette poco a farsi un nome, divenendo un fortissimo combattente. Le scommesse si sprecano intorno ai ring, unendo plebaglia e nobiltà e il nostro amico tira a campare in questo modo. Gli incontri di boxe si suddividono in tre fasi: nella prima si combatte con la spada, la seconda a mani nude e la terza con mazze e bastoni. Uno sport crudo e a dir poco violento, molto popolare all'epoca e certamente uno sport completamente diverso rispetto alla boxe moderna, ancora privo di regole certe e dove vale tutto: non esiste un ring, ma si combatte delimitati dal pubblico, senza riprese e guantoni. Il nostro amico ha una tecnica completa sia nel corpo a corpo, che con l'uso di armi, che prende spunto dalla scherma di cui è un abile praticante. In uno dei suoi incontri in una qualche fiera di un piccolo villaggio, viene notato dal conte di  Peterborough che intuendo l'enorme potenziale del ragazzo e conseguentemente i soldi che potrebbe guadagnare con lui, lo prende sotto la sua ala protettrice. James si trasferisce così a Londra, dove va in giro a procacciarsi il lavoro, sfidando chiunque si trovi alla portata della sua voce e dei suoi schiaffoni; in realtà intuisce che il segreto della vittoria è la difesa, e conia il termine di "nobile arte" che ancora oggi indica la disciplina. Vince tutti gli incontri e nel 1719 si autoproclama campione d'Inghilterra, accumula una piccola fortuna rimanendo praticamente imbattuto per dieci anni, dove subisce una sola sconfitta ai danni di tale Sutton, con il quale dà vita a una serie di tre incontri epici e sanguinari. Ritiratosi apre una sorta di palestra conosciuta col nome di "Figg's Amphitheatre", dove appare per la prima volta un primo rudimentale ring, con il pubblico intorno. L'anfiteatro diviene un luogo di incontro dove si sviluppano nuove idee che negli anni definiscono la boxe, un esempio per tutti gli altri anfiteatri che sorgono quasi spontaneamente in giro per l'Inghilterra. Insomma, anche la carriera di maestro è un passaggio fondamentale per il nostro amico, ma anche per il mondo della boxe, tanto che viene considerato il padre di questa disciplina. Pardon, della nobile arte. Muore prestissimo, a soli 45 anni.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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