La ragazza del treno - bramare la soluzione, una mazzata nello stomaco dietro l'altra

 

- Ce ne hai messo di tempo per finirlo... non è da te, ultimamente da quando hai scoperto i gialli ne divori almeno uno a settimana! Questo poi...pensavo ci avresti messo un giorno solo...
- Mi conosci davvero bene - risponde Virginia sarcastica, e un'altra fitta di disagio la colpisce - ...Adriano, questo libro sembrava scritto per farmi del male. Ci mancava solo che l'autrice mi scrivesse una dedica personale...
- Ma non dire cazzate...
- Non le sto dicendo, infatti. Per te sarà stato solo un giallo figo, per tutto il mondo sarà stato solo un giallo figo, ma per me... beh, figo lo è stato, ma avevo anche una stretta allo stomaco tutto il tempo.
- ...no dai, non dirmi che ti sei identificata con i personaggi! Virginia, tu non sei come loro!
- ...lo ripeto: mi conosci davvero bene.

La ragazza del treno è un romanzo di Paula Hawkins del 2015, vero e proprio caso editoriale, bestseller internazionale a pochissimo dalla sua uscita. Qual è la ragione di tanto successo?

La trama è quella di un thriller psicologico. Rachel ha poco più di trent’anni, è alcolizzata, sola, e tutte le mattine e tutti i pomeriggi prende lo stesso treno che la porterà dalla periferia di Londra in città e poi ritorno. Quei viaggi sono importanti per lei, soprattutto per un motivo: Jason e Jess. Vivono in una villetta vicino ai binari, nella stessa via dove viveva Rachel prima del suo doloroso divorzio (e dove ora il suo ex marito vive con la sua nuova moglie, che era stata sua amante ai tempi del loro matrimonio, e una figlia piccola).
Ogni giorno osserva la loro casa, mentre il treno fa sempre la stessa sosta a un semaforo, e li vede intimi e felici, pieni di quell’amore reciproco che lei non ha più. “Loro sono tutto quello che ho perso”, pensa. Ma lo sono davvero? In realtà, Rachel non li conosce affatto, ha inventato quei nomi per loro perché le suonavano bene, e ha riversato sulle loro figure osservate dal finestrino tutti i suoi bisogni e i suoi desideri.
Finché un giorno il sogno si infrange: vede “Jess” sulla veranda baciare un altro uomo. Sente che le si spezza qualcosa dentro. E’ venerdì, e il weekend sarà atroce per lei: completamente ubriaca si ritroverà con un taglio sanguinante in testa, l’ennesima chiamata fatta all’ex marito (che perseguita da mesi) e la notizia che una donna, Megan Hipwell, è scomparsa: la sua Jess.
Inizia un percorso di ricerca, interiore ed esteriore: Rachel deve recuperare le ore di buio di quel weekend e vuole che ritrovino Jess, che Megan torni a casa, anche se si è comportata in modo tanto orribile nei confronti di Jason, che si chiama Scott e con il quale intreccerà un rapporto complicato e ambiguo, mentre cerca di sbrogliare la matassa, dopo che un corpo viene ritrovato…

Recensire questo romanzo senza fare spoiler è difficile, o meglio: non rende giustizia. Perché la verità è davvero molto diversa e più complessa di quello che sembra, e una pagina dopo l’altra, un evento dopo l’altro, vorrete sapere sempre di più e scoprirete sempre nuove tessere del puzzle. Ma puzzle non è la parola giusta, forse. Perché forse la parola giusta è dramma, nel senso di eventi negativi e tristi.

Qui passiamo alla caratteristica principale di questo giallo: il disagio e i problemi personali non sono soltanto la causa scatenante del delitto, come è tipico, ma sono anche il vero e proprio motore di tutto lo svolgimento degli eventi e dell’arrivo alla soluzione finale. Senza l’alcolismo e la devastazione emotiva di Rachel, senza il suo voyeurismo e il bisogno di partecipare all'azione, senza i seri problemi di Megan che scopriremo mano a mano, senza Anna, la nuova moglie, con la sua paura e odio per Rachel, senza gli umori e le pulsioni dei personaggi, quindi, anche di quelli di contorno, non avremmo avuto una sola pagina, un solo evento.
Le tre donne raccontano la vicenda in prima persona, alternandosi nei vari capitoli, e questo rende l’impatto sul lettore anche maggiore.

Questa non è Agatha Christie, gente. Non è, come ho scritto sopra, un puzzle asettico da risolvere spostando i pezzi senza coinvolgimento emotivo. Questa è una serie di mazzate nello stomaco con annesso mistero da risolvere, o almeno lo è stato per me. Ma credo anche per voi, perché non rivedersi in almeno qualche tratto di almeno uno dei personaggi è impossibile, e il libro è scritto in modo tale, con il suo andare dritto a colpire dove fa più male, che ritroverete il vostro problema o il vostro disagio rappresentati a tinte accese e squallide. Avrete bisogno di arrivare alla fine non solo per conoscere il colpevole dell’omicidio di Megan, ma anche per vedere dove andranno a parare tutte le storie, se almeno qualcuno di loro conoscerà la pace, Rachel in primis ovviamente.

Questo è il valore aggiunto di questo thriller: la struttura del romanzo e la scrittura incalzante scoprono a ogni pagina elementi per la soluzione del mistero, ma ogni elemento aggiunge altro dolore, altro disagio, altra follia in questo quadro di gente di periferia in apparenza assolutamente ordinaria. Un risultato che non era facile ottenere.

Paula Hawkins ha recentemente pubblicato un nuovo libro: ho seriamente paura di leggerlo, e questa è ulteriore conferma del potere della storia della ragazza uccisa e di quella che la guardava dal treno.

[La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui  ]

[Il nostro Alessandro aveva scritto la recensione del film tratto dal romanzo, la trovate qui]

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