“La ragazza del treno”

Il film di Tate Taylor, tratto dall'omonimo romanzo di Paula Hawkins, ha come protagonista Rachel, una giovane divorziata, priva di amici, la quale ogni mattina mantiene l’abitudine di salire sul treno dei pendolari, come per recarsi in ufficio. Il fatto importante è che lei ha perso il lavoro e vive una pericolosa vicinanza alla bottiglia, a causa del nuovo matrimonio dell’ex marito. Così, giorno dopo giorno, guardando il mondo esterno dal finestrino e fantasticando sulle persone che osserva all’interno, la sua attenzione viene catturata da una coppia che immagina perfetta. Un mattino, però, Rachel vede la ragazza insieme ad un altro uomo; inoltre, poco tempo dopo, questa sembra svanita nel nulla. La giovane inizia ad indagare sulla sorte della sconosciuta, bella e piena di vita, scoprendo una verità sconcertante: Rachel, infatti, non ricorda se abbia avuto un ruolo nella sua sparizione.

Sebbene possa sembrare un’affermazione banale, ancora una volta le pagine di un romanzo sono riuscite a delineare, in maniera nettamente più profonda, rispetto alla trasposizione cinematografica, la psicologia delle protagoniste. Se il cambio di location (dalla periferia londinese a quella americana del New England) non nuoce alla storia nel complesso, lascia un segno più pesante il ritratto frettoloso di ogni personaggio secondario.

Molto brava è Emily Blunt, la cui capacità di rendere lo stato angosciante e confusionale di Rachel costituisce, di per sé, un motivo più che valido per recarsi al cinema ed acquistare i biglietti: l’attrice britannica, statunitense dal 2015, infatti, è stata candidata più volte al Golden Globe aggiudicandoselo nel 2005. Meryl Streep, sua partner in “Il diavolo veste Prada” (2006) e la rivista “Entertainment Weekly” ne hanno intessuto pubbliche lodi in più di un’occasione. Da parte sua, invece, Haley Bennett eccelle nella fisicità, ma non nel risultare complessa, come sarebbe stato richiesto dal ruolo della giovane Megan.

Valida e suggestiva la colonna sonora di Daniel RobertDannyElfman, compositore, cantante, attore, già noto come autore delle musiche dei film del regista Tim Burton.

In conclusione, “La ragazza del treno” è un misto tra dramma e thriller, scorrevole (112 minuti), soddisfacente, anche se a tratti prevedibile, patinato nella fotografia e nella regia, al fine probabile di risultare sempre elegante, pure nelle scene intrise di violenza e di sesso.

Consigliato: non solo a coloro che non hanno letto il romanzo della Hawkins, ma anche a quanti ne hanno divorato le pagine, sebbene possano notare qualche elemento di delusione. Voto: 6,5.

Leave a reply

*