La spia che inventò il burlesque: Mata Hari

Per quanto mi sforzi, le mie donne rimangono un buco nero indecifrabile; quando penso di aver capito qualche schema, ecco che con un colpo di gamba mi rispediscono negli abissi della trascendenza, svuotando i sensi, trascinato nel loro mondo onirico. Dopo la vacanza con Lara, mi sono dedicato alla stesura del nuovo libro (un piccolo manuale che uscirà a breve), ed è stata proprio lei a chiamarmi dalla piscina di casa mia.

"Stiamo organizzando una serata tutta per te, per ringraziarti di tutto quello che hai fattoi per noi"

"Non capisco a cosa ti riferisci" mento spudorato. Non ho voglia ora di ballare con i loro capricci. Quando sono in procinto di partorire un nuovo capolavoro, non penso a nulla, neanche a quello che sto facendo. Sono terrorizzato in effetti.

"Stasera vieni in villa, ti abbiamo organizzato una sorpresa io Jess e la Gradisca. Lavati"

"Tema della serata?"

"Mata Hari"

"E che cazzo significa?"

"Sei il solito ignorante!"

Insomma, in questi frangenti mi sento fortunato, come un dio accarezzato dalla meraviglia del creato, del regno a propria immagine e somiglianza; poi sale il panico mentre mi avvicino inesorabile alla meta, non sono degno di tanto riguardo, non ci sono abituato. In fondo però anche questa conquista è stata frutto di sudore, lacrime e sangue, tanto sangue, pertanto forse lo schema che da sempre accompagna la mia vita si ripropone fedele al mio personaggio. Però sono confuso, cazzo se sono confuso! Spero di non rimanere paralizzato come un ebete, anche se sono quasi sicuro che mi scioglierò con il primo drink e la dolcezza delle ragazze. I miei angeli custodi. Sceso dalla macchina, vengo travolto dall'eleganza della piscina, contornata di angoli con futon, tende, candele, petali che accompagnano la mia camminata, per terminare dentro la piscina, fumi e delicati profumi che inebriano l'aria; una musica delicata avvolge l'atmosfera incantata. Dalla luce soffusa mi viene incontro Jess con un drink, con il suo abito rosso sberluccicante, le cui carezze provocano un’erezione. Nella luce soffusa di questa luna piena, appare la Gradisca, che come una dea accende l'Universo con le sue movenze velate del suo abito bianco. Vengo proiettato nel loro vortice amoroso, avvolto nel calore delle donne più prosperose, mediterranee e carnali che dominano il pianeta e mentre sono inebriato ed in estasi, vengo travolto dalla ferocia di Lara; una nuova definizione di estasi viene riscritta nell'albo dell'amore, della trascendenza, della religione, del peccato, di qualsiasi cosa non si riesca ad afferrare. I sensi mi hanno ormai abbandonato, e senza volgarità alcuna, non saprei dire se, quando e quanto sono venuto; è un particolare irrilevante.

La nostra protagonista di oggi nasce come Margaretha Geertruida Zelle il 7 agosto del 1876 a Leeuwarden, nei Pesi Bassi; suo padre commerciante, ha la fortuna e la capacità di investire nel petrolio, il che lo rende un uomo ricco, tanto che vizia sua figlia sin da piccola, forgiando la sua complessa personalità ed il suo desiderio di eccessi. Purtroppo gli affari non vanno bene, finché non dichiara bancarotta e una volta morta la moglie, circa un anno dopo, sparpaglia i suoi figli ai vari parenti che accettano di prendersene cura. La nostra amica finisce dallo zio bigotto, che desidera per lei una vita da insegnante; ma il fascino della ragazzina ammalia il Preside della scuola, che ne viene sedotto anche fisicamente. Lo scandalo scoppia immediatamente, quindi viene spedita all'Aia da un altro zio che la occupa come domestica in casa propria. Non è certo la vita dei sogni e un giorno, leggendo gli annunci su un giornale, si imbatte su quello del capitano Rudolph Mac Leod in cerca di moglie. Tra i due scoppia il classico colpo di fulmine, ed effettivamente si sposano poco dopo. Il capitano è in istanza in Indonesia, pertanto dopo un breve periodo trascorso tra gli agi di Amsterdam, Margaretha segue il marito nel sud-est asiatico. Dopo un primo periodo di ambientamento, comincia ad abituarsi agli agi più spartani rispetto ai canoni europei, e tra un ricevimento e l'altro, nasce la sua passione per gli ufficiali e gli uomini di potere in generale, nonché quello per la danza, ispirata dalle tradizioni locali, molto vive ed esoticamente sacre. Il rapporto con il marito diventa sempre più ostile, soprattutto dopo la morte di uno dei due figli; giunto all'età pensionabile, il marito decide che la famiglia torna in Europa e dopo poco i coniugi si separano, con la figlia affidata al marito.

Margaretha si trasferisce dallo zio all'Aia, ma subito dopo parte per Parigi in cerca di fortuna. La capitale francese è il centro del mondo, cuore della cultura che cambia, che influenza le mode e crea nuovi presupposti per la civiltà che verrà, insomma una città in fermento. Purtroppo però non ha subito fortuna, infatti quello fortunato si rivela il tentativo numero due, dopo circa un paio d'anni dal primo e una breve sosta in Olanda. Come detto, la seconda volta è quella buona, probabilmente per una serie di intuizioni femminili; per prima cosa alloggia in hotel, al Grand Hotel precisamente, dove miete la prima vittima illustre che spalanca le porte dei salotti che contano. Finalmente si palesa una vita degna di ricchezza, che però va coltivata festa dopo festa, letto dopo letto; le sue doti di amante non sono però sufficenti per poter vivere una vita agiata, pertanto comincia ad esibirsi come ballerina orientale in questi salotti di ricchi borghesi. Le sue movenze orientali sono una novità assoluta nel panorama europeo, così come le sue vesti; durante le sue performance si spoglia a poco a poco di tutto, seguendo uno schema del tutto inventato, nuovo e sensuale. Siamo nel periodo della scoperta della cultura d'Oriente, del Kamasutra, delle stampe giapponesi, ma è ancora poco conosciuto, pertanto cela un fascino perverso. In questo contesto che sembra creato appositamente per lei, si finge una donna malese tramutando il suo nome in Mata Hari, che tra l'altro è il modo in cui ancora oggi viene ricordata.

Cavalca il mistero del personaggio, assecondata da uomini facoltosi che ne appoggiano la carriera ed i vizi in cambio della sua compagnia. In breve tempo conquista i palcoscenici più prestigiosi come il Trocadéro, il Moulin Rouge, il Café des Nations, dove ammalia il pubblico con i suoi gioielli, le pellicce, i suoi spogliarelli e le sue danze orientali, ispirate a leggende completamente inventate, in cui la religione e la trascendenza si mischiano in un minestrone pagano e senza radice alcuna; ma tanto, chi poteva saperlo? Anzi, conduce una vita agiata, fatta di lusso e vizi sfarzosi e carnali, dorme in hotel ed ha una serie infinita di facchini e tuttofare che adempiono ad ogni esigenza e capriccio dell'ormai affermata diva europea, che con il suo lavoro gira i maggiori teatri riscuotendo un successo strepitoso, diva e dea inarrivabile. A tal proposito, sono ricorrenti narrazioni del tutto fantasiose circa il suo passato, con aneddoti e speculazioni sull'ignoranza occidentale, il cui apice viene raggiunto con la pubblicazione della sua biografia ad opera del padre, in cui vengono svelate le origini principesche e i suoi viaggi nel mondo; questa finzione accresce ancor più il fascino intorno alla nostra bella Mata Hari, apprezzata come artista e come donna, che grazie alla sua bellezza ed alle sue doti di seduzione, riesce a mantenere il suo folle tenore di vita grazie alle tante facoltose e altolocate vittime maschili, che pagano i suoi ingenti debiti lasciati qua e là. Come per il resto dei comuni mortali, anche la sua vita subisce un drastico risvolto negativo allo scoppio del conflitto mondiale, ed il suo inarrestabile successo ne determina il tragico epilogo, in una serie di sfortunati eventi in cui la nostra signora gioca male le proprie carte, sottovalutando l'importanza della guerra e la gravità delle sue azioni.

Il primo conflitto mondiale è la guerra delle prime volte: primi treni impiegati in guerra, primi aerei, prime radio, prime armi chimiche e prime spie. Trattandosi di spionaggio, è difficile ricostruire con esattezza i fatti realmente accaduti alla nostra amica, ma certamente nel gennaio del 1916, dopo una serie di avventure e facoltosi amanti, diventa una spia tedesca, potenza nemica della Francia. Non sa però che i suoi spostamenti ed i suoi tanti amanti tedeschi (ufficiali e persone di potere) le sono costati le attenzioni del servizio segreto francese, che ignaro la assolda come spia. Incredibile! Nel frattempo, conosce al Grand Hotel il capitano russo Vadim Maslov, un giovane che potrebbe essere suo figlio, ma che non inibisce il loro sentimento ed infatti i due si innamorano e diventano amanti; proprio per questo motivo accetta l'incarico dai francesi, perché essendo in contatto con numerose personalità tedesche, spera di poter dare informazioni utitli ed incassare l'ingente somma che era riuscita a negoziare; una volta ottenuta, si sarebbe sposata con il suo giovane capitano ed avrebbe trascorso il resto della propria vita ritirata ed innamorata.

Purtroppo però gli eventi prendono una brutta piega, e tra un viaggio e l'altro, un letto ed un amante in giro per l'Europa, la sua attività di spia doppiogiochista lascia a desiderare, non soddisfacendo né i francesi né i tedeschi, con questi ultimi che la tradiscono facendosi intercettare volontariamente un messaggio radio dai francesi; circondata, viene abbandonata anche dal suo Vadim, ed ora è veramente sola. In realtà, rielaborando le sue vicissitudini, non ha fornito un bel niente di indizio, prove o servizi alla Germania o alla Francia, ma più che altro ha giocato a tirare la corda per cercare di sopravvivere degnamente secondo il proprio stile di vita; purtroppo per lei, i nazionalismi sono fuochi appena nati e bruciano di sacralità, pertanto anche solo l'aver fatto un accordo con il nemico, è passibile di pena di morte. In effetti viene condannata alla fucilazione, cui va incontro con una fermezza e fierezza inaspettata, rifiutando la benda per poter guardare i dodici fucilieri reduci dal fronte, scelti apposta per questo delicato incarico; per capirsi, è come se oggi dovessero fucilare una star di Hollywood all'apice del successo. La scelta dei fucilieri non è casuale, in quanto rappresentano e sono in tutto e per tutto il nazionalismo francese, con la tragica vita delle trincee sule spalle e l'ideale della bandiera cucito sul cuore dei compagni uccisi e sulle ferite che ancora fanno male; eppure, a pochi metri di distanza dalla condannata, solo tre colpi vanno a segno, di cui quello fatale dritto sul cuore.

Il destino, così come la morte, sa come divertirsi.

 

Gionni

Quando a Gionni va che strane cose fa, lui può spostare tutto col pensiero. E’ timido e sincero, di tutti tutto sa poichè legge nel pensiero.

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