La terra dell'avventura

Ebbene sì, nonostante i miei marchiani errori sono riuscito ad approdare in terra cingalese!

A quanto pare la mia buona stella ancora non mi ha abbandonato perché il mio documento è arrivato pochi minuti dopo averlo richiesto, all'aeroporto tutto è filato liscio, nemmeno un errore nella trascrizione dei dati del passaporto è riuscito a fermarmi e così, dopo 3 ore di volo, sono salito su uno degli autobus più sgangherati che occhio umano abbia mai visto, diretto verso il centro di Colombo.

Questa città è purtroppo una meta obbligata, non ha nulla da offrire ad un viaggiatore a meno che non sia attirato dal caos e dalla decadenza, cosa che per altro mi ha un po' affascinato. Tutti questi bus rumorosi e colorati somiglianti a secchi dell'immondizia semoventi, l'infinità di piccoli tuktuk che sfrecciano all'impazzata sgusciando tra le macchine come anguille e l'incredibile mix culturale di musulmani, indù e cristiani che vivono fianco a fianco, mi ha fatto alzare più di un sopracciglio.

Una notte di riposo e il giorno dopo mi muovo verso Kandy, dove non so cosa aspettarmi, non so cosa ci sia da vedere, insoma, non so nulla! Ho deciso, un po' per pigrizia un po' per tentare un approccio differente, di non guardare né programmare assolutamente nulla per questa nazione, di abbandonarmi semplicemente al corso degli eventi lasciando che sia il caso a guidarmi; questo me lo posso permettere perché l'isola è piccola e io ho molto tempo.

La divina provvidenza non si fa attendere, incontro 2 ragazze olandesi sul treno che mi coinvolgono nel loro viaggio, direzione Ella per visitare Ella Rock e per percorrere una delle tratte ferroviarie più spettacolari che lo Sri  Lanka ha da offrire.

Una delle più belle peculiarità che si possono trovare qui sono i treni! Oddio, non per la fatiscente e arcaica apparenza, bensì per il loro incedere lento lungo le rotaie, dando il tempo ai viaggiatori di assaporare senza fretta il paesaggio; inoltre viaggiano costantemente con le porte aperte, il che significa che ci si può tranquillamente sedere sul bordo del treno, con le gambe a penzoloni nel vuoto con l'erba che accarezza con vigore i piedi ogni qualvolta si passa in un punto particolarmente stretto.

Non è certo il massimo della sicurezza, bisogna tenersi saldi per evitare una infelice quanto rapida discesa a valle a rotoloni giù da un dirupo, né è qualcosa che si potrebbe fare in una nazione europea (in Svizzera sarebbe bellissimo ma dubito che potremo mai assistere a una scena del genere), ma ti regala delle emozioni meravigliose, un misto di libertà e gioia unite alla sensazione di sentirsi veramente vivi!

Onestamente non credevo di trovare così tanto prima di arrivare qui.

Ad Ella altri amici si uniscono all'avventura e partiamo tutti insieme in direzione di Adam's Peak, dove l'infelice programma prevede una sveglia intorno a mezzanotte per salire in cima alla montagna e assistere all'alba.

5200 gradini percorsi dalle ore 12 alle ore 4 del mattino, accompagnati dal freddo più grande che mi sia capitato di provare da quando mi trovo ad est del mondo; la cocente fregatura sta inoltre nel fatto che io non abbia portato con me nulla di più pesante di una felpa e un paio di jeans e su questa maledetta montagna il vento tira come un pazzo!

Arrivati in cima il tempio più brutto e triste dello Sri Lanka ci accoglie obbligandoci a toglierci le scarpe prima di entrare (come se il mio livello di ipotermia non fosse già grave a sufficienza), il tempo di un giro veloce per constatarne la bruttezza e in un attimo sono le 4:05; l'alba ha detto che non ne vuole sapere di arrivare prima delle 6 il che significa che abbiamo 2 ore per congelarci in allegria seduti su una scalinata.

Un sentito grazie all'organizzatore della gita che evidentemente ci odia e vuole vederci soffrire.

Alle 6 il sole sorge puntuale, la scena è meravigliosa ma mai quanto il calore che la tanto amata palla infuocata porta con se. Alle 6;30 iniziamo la discesa e per le 10 siamo all'albergo, tutto sembrerebbe perfetto per una dormita ma i programmi scontati non piacciono a nessuno quindi andiamo prima a Nuwara Ella con un rapido bus di SOLE 4 ore e lì, finalmente, mi lascio andare a qualcosa come 14 ore di sonno beato.

Qui i nostri programmi si rivelano in buona parte irrealizzabili poiché le zone che volevamo vedere si possono raggiungere solo tramite costose gite organizzate, quindi lasciamo perdere e ripartiamo per Colombo ancora una volta, tempo di burocrazia per preparare  il visto per l'india che richiede lauto anticipo e poi mi butterò nell'esplorazione della costa sud, dove un amico e delle belle e, soprattutto calde, spiagge mi attendono.

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