"La zia marchesa" di Simonetta Agnello Hornby

L’Italia è una terra molto amata dagli scrittori: in tutte le epoche e movimenti letterari, molti hanno scelto il Bel Paese come ambientazione per le loro opere, sicuramente perché la nostra patria è costellata di paesaggi ricchi d'ispirazione e spunti per grandi autori. Ma come negarlo? Una delle regioni più prolifiche è sicuramente la Sicilia, che ha dato i natali ad alcuni dei nomi più celebri della nostra letteratura nazionale: Luigi Pirandello, Elio Vittorini e Andrea Camilleri, solo per citarne alcuni. Per quanto riguarda invece le cosiddette “quote rosa”, una scrittrice che sta avendo un meritato successo in questi ultimi anni è Simonetta Agnello Hornby. La sua biografia è tutt’altro che ordinaria: nata Simonetta Agnello a Palermo, si trasferisce per studiare prima negli Stati Uniti e poi a Londra, dove si stabilisce e lavora come avvocato e giudice del Tribunale Minorile. Nonostante il trasferimento oltreoceano, dove prende il cognome Hornby dal marito, la Sicilia rimane l’ambientazione prediletta della maggior parte dei suoi romanzi, probabilmente come richiamo alle radici e alle origini. Proprio a Palermo si svolge il libro di cui parlerò oggi, che mi ha fatto innamorare di questa autrice: si tratta di La zia marchesa, pubblicato nel 2004.

Legata al tema delle origini è anche la scelta dell’ambientazione storica, ci troviamo infatti nella seconda metà dell’Ottocento, un periodo molto ricco di avvenimenti in Sicilia, di cui nel romanzo compaiono gli echi. Primo fra tutti è lo sgretolamento del Regno Borbonico e l’unione al nuovo Regno d’Italia, con tutti i problemi che ciò comporta, soprattutto per i contadini, che speravano in nuovi diritti ma si ritrovano schiacciati da nuove tasse. Ma la nostra protagonista è tutt’altro che povera: Costanza Safamita, appartiene ad una delle famiglie più ricche dell’aristocrazia siciliana. Il romanzo non è altro che il racconto della sua vita, fatto attraverso gli occhi di Amalia, la balia che l’ha conosciuta dal primo giorno. Con lei, scopriamo anche la storia della sua famiglia e della classe sociale a cui appartiene, con tutti i suoi privilegi e ricchezze, ma anche con tutti i suoi vizi: arroganza, adulteri, invidie, incesti, ricatti: una famiglia destinata inevitabilmente a sfaldarsi sulla spinta dell'evoluzione sociale dei “burgisi” e della forza che acquista sempre di più la mafia che impone con maggiore determinazione le proprie regole. Tutto questo risulta particolarmente riuscito nella narrazione, nella quale l’autrice riesce abilmente a descrivere un pittoresco spaccato di vita, reso assolutamente realistico anche dalla scelta di utilizzare ampiamente il dialetto. Sempre in tal senso, sono anche significativi quelli che chiamerò sottotitoli ai capitoli: la scrittrice sceglie infatti di corredare ad ogni capitolo un proverbio siciliano, non sempre collegato direttamente alle tematiche sviluppate all’interno dello stesso, ma che comunque contribuisce alla peculiarità del romanzo.

Una sezione a parte va dedicata alla protagonista Costanza, che il lettore concorderà con me nel definirla un personaggio sicuramente peculiare. Già nell’aspetto, così bianca con i capelli rossi, che al tempo erano considerati simbolo diabolico, ci appare come diversa dagli altri. Nel carattere, seppur non rappresenti una vera eroina femminista, perché sostanzialmente non compie nessun atto rivoluzionario, riesce comunque a non essere noiosa, e sembra avere il controllo della sua vita e non piegarsi al volere degli altri. Sembra quasi che l’ispirazione per il personaggio, e per il romanzo in genere, venga da una reale antenata della Hornby: il libro vuole essere un riscatto della figura di un’ ava, che era il termine negativo per tutti i famiglia, la zia marchesa appunto. Vi invito a non arrendervi, anche se inizialmente la lettura può risultare un po' antipatica e la vicenda stereotipata: proseguendo, scoprirete un ritratto molto riuscito di una protagonista formidabile.


Simonetta Agnello Hornby, La zia marchesa, Feltrinelli, 2004.

immagine di copertina: particolare di Sogni, Vittorio Matteo Corcos, 1896.

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