L'angelo custode

 

Il sud dello Sri Lanka è famoso per due cose: il surf e le spiagge.

Indiscutibilmente non tradisce le aspettative, anche quelle più esigenti non tarderanno ad essesre soddisfatte: qui ci si rilassa e si fa la “bella vita” con pochi euro, anche gli alberghi più costosi (dai quali io comunque mi tengo a debita distanza) hanno prezzi umani, le spiagge sono ottime, anche se forse la Thailandia ha qualcosa di meglio in questo senso, e le onde sono perfette per chiunque, sia per un principiante o un per surfista senza eccessive pretese.

Non essendo particolarmente attratto da nessuna di queste 2 cose mi dedico al mio sport preferito: l’immobilità prolungata su poltrona con birra.

No, non è del tutto vero, esploro piccoli gioielli come la città di Galle e vado alla scoperta delle piantagioni di tè che soddisfano il 65% del fabbisogno mondiale.

La maggior parte dei miei giorni comunque li spendo con un mio vecchio amico di scuola che ha di recente aperto il suo bellissimo B&B ad Ahangama chiamato The Kip; no, non sto facendo pubblicità senza fini di lucro, ritengo veramente sia un posto bellissimo in cui passare una settimana di allegra pigrizia.

Almeno così ho fatto io, in preparazione del duro futuro che mi si prospettava, ho deposto le "armi" per qualche giorno per raccogliere le energie e prepararmi alle prossime sfide.

Il 22 torno a Colombo e il 24 alle 02:30 Am (si avete letto bene) ho il mio volo per Chennai, non capisco con quale criterio in Sri Lanka molti voli partano nel cuore della notte, non mi era mai capitato prima, ma questo mi costringe a una notte insonne e ben poco confortevole.

Sull’aereo conosco un ragazzo giapponese di nome Akira che in questa storia non avrebbe trovato spazio se non avesse dovuto fare le veci del mio angelo custode per le prime 24 ore del mio soggiorno in India.

Quando atterro infatti tento di prelevare le mie prime Rupie ma fallisco miseramente più di una volta, il bankomat sembra apparentemente non funzionare e vi assicuro che non è affatto divertente se ti trovi alle 4 del mattino nel parcheggio dell’aeroporto senza nessuno intorno e in un paese sconosciuto.

Qui però il mio angelo entra in azione e mi presta i soldi per la metro fino al centro e decide di alloggire nel mio stesso ostello dove, appena arrivati, ci concediamo qualche ora di meritato riposo (qui alcuni alberghi/ostelli ecc... hanno il check in a qualunque ora si arrivi contando 24 ore per lasciare la camera dal momento in cui si entra).

Al risveglio mi accorgo che Akira è uscito e io sono stato tanto stupido da non chiedergli qualche soldo ma al momento non sembra grave perchè confido ancora nelle mie 2 carte e nei dollari di riserva che ho nello zaino... mai fiducia fù più malriposta.

Ancora una volta tento numerosi prelievi in numerose banche che falliscono tutti clamorosamente, tento di cambiare i soldi ma scopro che le banche non offrono questo servizio e la più vicina stazione di cambio sta a 4 chilometri che per una persona senza mappa, internet, soldi, PRANZO e con il morale sotto le scarpe, possono rivelarsi piuttosto difficili da percorrere!

Torno in ostello, scrivo alla famiglia di indagare sul perchè di questi disagi non potendo chiamare direttamente (4 euro al minuto le telefonate) e penso alla mia necessità di comprare il biglietto del treno per Nagpur visto che devo essere li entro 2 giorni ed esso impiega 17 ore, al bisogno di una sim card che richiede 48 ore per essere attivata, al mio vuotissimo stomaco perchè sono le 15 e ancora non ho fatto nemmeno colazione e guardo il mio portafoglio ricolmo solo di desolazione.

Sono allo stremo delle forze e sono qiu da appena 12 ore.

Come se non bastasse, la sim card e il biglietto del treno richiedono procedure tutt’altro che semplici  (passaporto, copia del passaporto, una fototessera e lunghe code) quindi nulla potrebbe andare peggio.

Seduto sul divano attendo che qualcosa si sblocchi per prendere la situazione in mano, ma nulla accade prima delle 5 quando Akira ritorna ad avere cura di me, mi presta i soldi per il pranzo e mi cambia i dollari in rupie permettendomi finalmente di agire!

Alle 18 faccio finalmente colapranzo e alle 19 ho il mio biglietto per Nagpur, poco dopo scopro che il blocco delle carte era una misura preventiva della banca poichè in india le clonazioni sono all’ordine del giorno, ma stanno provvedendo per renderle di nuovo operative quindi tutto sembra finalmente al punto di svolta, l’oppressione psicologica da morte imminente è sciolta e io torno a sorridere.

Domani mi aspettano SOLO 17 ore di treno notturno al termine delle quali mi ricongiungerò con un fotografo canadese incontrato in Sri Lanka e il giorno seguente parteciperemo a un matrimonio indiano come fotografi/videomaker (si anche questa volta avete letto bene), quindi vado finalmente a dormire pronto per altre 24 ore indiane.

Sperando siano migliori delle prime!

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