"E l'eco rispose" di Khaled Hosseini

Ogni lettore che si rispetti ha il diritto di crescere con a fianco qualcuno che lo inizi al piacere della lettura, una sorta di mentore. Nella mia vita, ad esempio, ho avuto la fortuna di essere circondata da persone che condividevano l’amore per la carta stampata: mia madre, mia nonna, la mia professoressa delle medie, mia zia. Da tutti ho preso e attinto a piene mani, facendomi consigliare per i titoli migliori. In particolare, nell'ultimo periodo le mie prozie sono state di particolare aiuto, anche solo per avermi fatto scegliere dei titoli dalla loro ampia e varia biblioteca. Proprio loro mi prestarono il libro che recensirò questa settimana, “E l’eco rispose” di Khaled Hosseini, scrittore afgano che si è distinto negli ultimi anni con alcune opere divenute molto celebri, come “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli”. Entrambi best seller, entrambi molto consigliati ma, come al solito, preferisco portare alla luce della ribalta i titoli meno noti, senza tralasciare ovviamente la qualità.

Chiudiamo questa breve presentazione entrando nel vivo della trama di questo romanzo: la storia inizia nel 1952, nel piccolo villaggio afgano di Shadbagh, dove vivono i due protagonisti, Abdullah, di dieci anni, e Pari, la sorellina di tre. I due sono orfani di madre, vivono nella povertà più estrema col padre a la matrigna; ciò che riempie le loro giornate è il grande amore fraterno che li unisce. Questo è però destinato ben presto a spezzarsi; dopo un traumatico viaggio a Kabul, i due fratellini vengono separati, visto che Pari è stata venduta alla ricca famiglia Wahdati, per realizzare il sogno della signora Nila di avere un figlio. Abdullah dovrà accondiscendere al volere del padre, ma non riuscirà mai a perdonarlo. Il destino porterà Pari e la madre adottiva Nila, poetessa progressista, a scappare in Europa allo scoppiare della guerra russo-afghana, dove vivrà una vita lontana dal fratello. Parallelamente si sviluppa anche un secondo filone narrativo, quello dei fratelli Idris e Timur, fuggiti in America negli anni Ottanta, che tornano in Afghanistan nel 2003, e testimoniano i cambiamenti del paese nel corso del tempo e delle guerre. Al loro ritorno in California, rincontriamo Abdullah, fuggito anch’egli, che gestisce a San Josè un ristorante afgano con la moglie e la figlia Pari, in onore della perduta sorella. Il destino tanto crudele potrebbe alla fine far riavvicinare i due protagonisti.

Proprio il destino individuale è al centro di questo romanzo. Hosseini sembra volerci far riflettere su una questione apparentemente banale ma che spesso dimentichiamo: nessuno di noi può scegliere da chi, dove o quando nascere. Perciò ci vengono presentati vari personaggi, vari racconti, ognuno con la sua visione del mondo e il suo punto di vista. Questo caleidoscopio di prospettive rende la narrazione molto varia e appassionante e permette all’autore di presentare in parallelo gli avvenimenti storici del suo paese, uno dei più controversi del mondo, l’Afghanistan. Importante è anche il tema della separazione e del ricordo, sia per quello che riguarda i familiari che la separazione dalla terra natale, che rimane però vivida nella memoria di chi se ne va. Un romanzo corale, delicato e realistico, che non si farà dimenticare. Se poi vi farà scoprire un autore fondamentale dell’ultimo decennio e vi farà recuperare i romanzi precedenti, tanto meglio.


Khaled Hosseini, E l'eco rispose, Edizioni Piemme, 2013

Khaled Hosseini, Mille splendidi soli, Edizioni Piemme, 2007
Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, Edizioni Piemme, 2004

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