“L’estate addosso”

L’ultimo film di Gabriele Muccino é una commedia adolescenziale low budget destinata anche, o soprattutto, al mercato statunitense. Ne sono la dimostrazione il cast non certamente di grande richiamo, le inquadrature da cartolina patinata della città di Roma, alcuni luoghi comuni che strizzano l’occhio ad un pubblico non italiano ed il fatto che sia recitato per due terzi in inglese (tranquilli, è sottotitolato).

Nell’imminenza dell’esame di maturità il diciottenne Marco vive il quotidiano in maniera angosciata a causa dell'assoluta incertezza sul proprio futuro; mentre vaga in scooter per le vie vuote ed assolate della Capitale, è vittima di un incidente stradale. Così, appena toglie il gesso e riceve dall'assicurazione un risarcimento pari a tremila euro, contatta l’amico Vulcano, che già si trova negli Stati Uniti, per organizzarsi le vacanze. Sebbene si trovi affiancato a Maria, una compagna di scuola soprannominata “la suora”, parte alla volta di San Francisco, dove saranno entrambi ospiti della stessa coppia di amici di Vulcano. Giunti a destinazione, però, i due si rendono conto che Matt e Paul non sono semplici coinquilini, ma una innamorata coppia gay. Subito Maria manifesta palese irritazione e pregiudizi banali, ma Marco ne prende subito le distanze. Nei giorni seguenti, però, i quattro iniziano ad aprirsi ed a conoscersi meglio, gettando le basi per un'amicizia imprevista ed entusiasmante; l’ospitalità si protrae fino ad un mese e per qualche giorno volano tutti insieme a Cuba; nel frattempo, Marco desidera Maria, la quale è attratta da Matt, sempre innamorato di Paul, che si invaghisce di Marco. Sorprendentemente le giornate trascorrono veloci, nuove e quella diviene l’estate per antonomasia per ognuno di loro.

Di sicuro il film non è banale e non strappa facili risate con battutine stupide o con una trama a base di sesso, alcol e droghe più o meno leggere. Al regista, infatti, sembra interessare più il racconto del tipico stato d’animo degli appena maggiorenni - quello del passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta - intriso di impetuosità, insicurezze, irrequietezza e voglia di libertà, che si esprime al meglio proprio quando i due romani escono dalla loro consueta cornice quotidiana. Forse Muccino ha strizzato l’occhio alla nostalgia per un’età ormai andata, ma, nel caso, lo ha fatto con misura ed intelligenza. Certo, la ciambella non è riuscita perfettamente tonda: l’americana entusiasta per come si senta sfinita dopo aver fatto sesso tre volte di seguito con il boy italiano è un cliché adatto oltre l’Oceano Atlantico, così come la litigata tra Matt e la sorella di Paul, in perfetto stile piazzata napoletana, dopo aver sentito affermare dai due americani come agli italiani piaccia litigare a voce alta ovunque. La sceneggiatura presenta pure qualche ingenuità strutturale, ma è meglio soprassedere per sottolineare, invece, come l’elemento sessuale non sia usato per cadere nei soliti, facili intrighi giovanili, ma come poetico sinonimo di desiderio, di maturazione e di conoscenza.

Consigliato: a tutti coloro che hanno vissuto un’estate particolarmente unica e vogliono provare a risentirne un po’ di sapore. Voto: 6,5.

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