L'italia è una repubblica fondata sulla droga.

Ero già pronta a uscire oggi con un articolo su Cecil e il bracconaggio quando all'improvviso questa mattina apro le maggiori testate italiane online e ovunque leggo: hanno chiuso il Cocoricò.

Non posso esimermi dal prendere in mano l'argomento, anche in seguito all'articolo uscito due settimane fa sul ragazzo morto appunto nella discoteca per aver ingerito troppa Ecstasy/MDMA (ancora non si è capito). A parte l'assurdità della decisione di chiudere un locale e di conseguenza lasciare in piena stagione estiva una quarantina di persone senza lavoro, e non parlo di organizzatori ma di tecnici, baristi, buttafuori etc. mi devo per forza soffermare su quello che sta alla base della decisione. Le cose forse sapete come sono andate: un sedicenne in riviera con 250€ compra 3g di "roba" non si sa se dentro o fuori dal locale, ha un malore e ci lascia le penne. Ci si mette il Viminale e come a voler dare una "lezione" a chi gestisce locali chiude per 4 mesi la discoteca romagnola. Insomma, se fossi uno straniero non potrei commentare in altro modo se non con: it's the Italian way.

Per spiegarla a un italiano potrei dire: nessuno si preoccupa finché non ci scappa il morto, quindi la notizia, quindi tutti a gridare guerra alla droga nei locali. Della serie: fermate la giostra che voglio scendere. Beh mi spiace dirlo, ma signori ministri, non funziona proprio così. E qui tocca ammetterlo, sono forse un po' di parte perché io per prima ho per anni lavorato con dei locali a Milano, ma forse proprio per questo ho anche un pizzico di voce in capitolo. E decido di parlare, unendomi a molti di voi che sui social stanno già urlando all'ammutinamento, e di raccontare a quelli che di voi sono solo "semplici" clienti come funzionano davvero le cose. Sia mai che da Roma qualcuno legga e ci ripensi.

La droga e le discoteche sono da sempre andate a braccetto, va bene. Tuttavia se dovessi associare una dipendenza al locale direi che l'alcol stravince su tutto. Per farvi capire quanto semplice è la proporzione: in cinque anni di lavoro ho visto star male circa due persone a sera per alcol, mentre massimo una persona al mese per droga, per altro il più delle volte per aver fumato troppo e non per pasticche.  Obiettivamente è molto più facile ed economico prendersi una sbronza magari facendo un aperitivo lungo e poi andando a ballare. Andando nello specifico dal locale restano, è il caso di dirlo, fuori molte delle sostanze considerate droghe: eroina, allucinogeni e oppiacei generalmente trovano ampio consumo altrove, riducendo quindi la cerchia alle sorelle: meta/anfetamina, cocaina e marijuana/fumo. Se questo non bastasse ci aggiungo un tassello: i controlli all'ingresso ci sono. Ok non siamo nel Regno Unito dove ci sono metal detector ovunque, ma sfido chiunque di voi a entrare in un locale abbastanza rinomato con una bottiglia d'acqua in mano o nello zaino e ne riparliamo. Questi controlli però non solo non possono sapere da dove viene la persona, soprattutto quando "in porta" si presenta in stato non alterato, ma soprattutto in ogni caso, non essendo Forze dell'Ordine, non hanno il diritto di perquisire la persona, specialmente nelle zone intime. Quindi, anche ammettendo che tu sia un consumatore o uno spacciatore beh, se sei furbo, con la droga in un locale ci entri. E poi? Funziona sempre per lo stesso principio di illegalità: non è possibile installare telecamere nei bagni, quindi uno ci va e fa i suoi comodi, esce e via un altro. Non vi sconvolgerà sapere che una mia amica, in Spagna, qualche anno fa è stata letteralmente spostata dal wc mentre faceva pipì perché una ragazza aveva lasciato una busta sigillata piena di ecstasy nella tazza. Fatta questa panoramica generale, ciò che mi fa davvero sobbalzare dalla sedia sono le dichiarazioni del padre del ragazzo.

E qui mi fermo. Perché se nell'altro articolo ho parlato molto dell'assenza di informazione in merito alle droghe, dopo tutta la vicenda mi tocca ammetterlo: alla base c'è sì la disinformazione ma quel che fa paura davvero è che è ben radicata in tutti i livelli, non solo tra i ragazzi che fanno uso di sostanze. E a costo di passare per la trentenne moralmente chiusa mi chiedo: ma gli adulti dove sono finiti? Perché sì signori e signore, l'italian way rimanda direttamente all'ignoranza, alla disinformazione ma soprattutto al disinteresse (e potessi lo scriverei più grande) da parte di tutti su tutto. Siamo un popolo di menefreghisti, annoiati dalla vita - per questo ci droghiamo - presi dal lavoro noioso e dalla frenesia - per questo pur di non sentire nostro figlio che urla gli allunghiamo 2000€ per una vacanza a Ibiza - indifferenti a tal punto che serve sempre il morto perché si inizi a parlare di un problema che esiste da sempre e che di certo non è chiudendo un locale che verrà risolto. Ma la stessa chiusura del Cocoricò cos'è se non la stessa noncuranza tipica della prima settimana di agosto di chi vorrebbe essere già in ferie da un pezzo con il suo stipendio a cinque zeri e deve cercare di rattoppare alla meglio da una scrivania romana un paese che fa acqua da tutte le parti?

Io invito tutti a una pausa di riflessione dopo tutto questo gran casino.

Fermatevi, figli o genitori che siate, e chiedetevi quale deriva sta prendendo la società che noi stessi costruiamo e viviamo quotidianamente. Tenete il respiro e preparatevi a tuffarvi in un mare di merda perché tra mafia, corruzione, denaro e politica nessuno di noi ha più il salvagente forse per restare a galla. Mettete in stand by le vostre vite e chiedetevi se davvero è importante quello che state facendo, se è giusto quello in cui state credendo. Tappatevi la bocca prima di parlare, anzi ascoltate chi ha più esperienza di voi in capitolo (in questo caso mi riferisco semplicemente a chi lavora in comunità di recupero). Abbassate il volume, non quello delle discoteche, ma quello delle vostre teste che rombano tra sentimenti di frustrazione, rabbia e noia. Mettete in pausa tutto e restate in silenzio. Anche perché mentre io scrivo e voi leggete, nel mio paese di provincia i sedicenni senza macchina hanno ricominciato a fumarsi l'eroina pur di passare il tempo.

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