Lo scandalo di Edouard Manet

Pare di essere in un romanzo poliziesco di fine 800, con la notte umida e nebbiosa che mi avvolge mentre vado al castello del Marchese, convocato dalla Gradisca. La dimora si staglia maestosa sulla collina, luci gialle e nebbiolina cercano invano di corteggiare le mie paure; ma io sono in sella a Margot, e quando ciò accade, non so perché, ma non ho paura di nulla. Entrando, mi accoglie la servitù: delle giovani e splendide ragazze, in tenuta servile e pornografica e dei giovani muscolosi e depilati, anche loro in tenuta e pose succinte. C'è un sacco di gente, sembra Storix, però più grande e con gente veramente ricca; in realtà però è troppo costruito e l'atmosfera risulta forzata. Vengono serviti liquori su bottiglie di forma fallica, bicchieri e suppellettili richiamano gli organi sessuali maschili e femminili, in uno squallido, barocco sforzo di sembrare tutti degli artisti ribelli. Li riconosco quasi tutti, ce ne fosse qualcuno di talento. "Gionni! Finalmente!" La Gradisca mi viene incontro splendida e disinibita, ma ormai provo solo imbarazzo e ribrezzo nei suoi confronti. E mentre mi chiedo cosa mai vorranno da me, palesemente fuori luogo in quel contesto di leccaculo, esplode in me tutta la forza dell' Olympia di Manet. Quella era arte! Quella era ribellione vera!

Edouard Manet nasce a Parigi nel 1832 da una famiglia borghese. Fin dalla giovane età emerge il suo talento e la sua passione per la pittura, che il padre cerca di sopire arruolandolo in Marina. Il nostro amico viene così imbarcato su un vapore diretto a Rio de Janeiro, dove non mostra alcun interesse per la vita di bordo e viene bocciato all'esame per ufficiali; rimane per lui un'esperienza stimolante, che indirizzerà i suoi studi futuri ma anche la vita in generale, dato che contrae la sifilide che lo porterà alla morte qualche anno più tardi. Tornato a casa comincia la sua formazione artistica presso l'atelier di Thomas Couture, verso il quale non ha alcuna stima né riconosce alcun talento, fermo com'è alla mediocre pulizia accademica. Comincia così il suo pellegrinare alla ricerca di nuovi stimoli, attraverso i più grandi musei europei, in particolare in Olanda, Germania, Austria e Italia, dove ammira i grandi coloristi del passato, come Tiziano, Rembrandt, Tintoretto e Velazquez. Invano cerca di piazzare le sue opere ai Salons, ma vengono irrimediabilmente scartate ogni volta; decide così di passare alla pittura en plein air, che gli vale qualche soddisfazione, le prime individuali e una discreta fama. Sono gli anni delle riunioni al celebre Café Guerbois, dove i giovani artisti si confrontano, discutono, litigano, fino ad arrivare all'Impressionismo, di cui il nostro amico pare essere il principale artefice; nonostante questo, Manet rimane distaccato con i suoi lavori e non partecipa alle collettive che tanto successo avranno anche negli anni futuri.

La sua grandezza comincia con il celebre dipinto "Colazione sull'erba" che viene esposto nel 1863 al Salon des Refuses, che desta uno scandalo furioso, dove le persone si accalcano per giorni pur di vedere l'opera incriminata. Il celebre Zola scrive al riguardo: "Da ogni parte si sentiva il respiro ansimante di corpulenti gentiluomini e il rauco sibilo di signori allampanati e su tutti dominavano le stupide risatine flautate delle donne. Nella parte opposta della sala un gruppo di giovani si contorceva dal ridere e una signora era stramazzata su una panca, le ginocchia strette, ansimando e sforzandosi di respirare col viso nascosto nel fazzoletto". La realtà entra con forza nei salotti e nelle vite borghesi, scuotendo il mondo accademico che rimprovera la crudezza della scena dove al posto di una dea viene posta una ragazza qualsiasi (una prostituta per i maligni) e i due ragazzi "che si comportano male per far vedere che sono uomini" non indossano vesti classiche o abiti rinascimentali ma "orribili costumi moderni francesi". L'arroganza dei sapienti, a volte, risulta più stolta del più vile ignorante. Infatti Manet nel comporre il dipinto, si ispira a modelli classici, come "Il concerto campestre" attribuito a Giorgione o alle incisioni di Marcantonio Raimondi tratte dal "Giudizio di Paride" di Raffaello. Viene smontata anche la tecnica pittorica, priva di prospettiva e chiaroscuro, tipico dell'arte giapponese ormai esplosa anche a Parigi, metro sul quale vengono giudicati i pittori.

Il suo modo di intendere la pittura, abbandonando le allegorie e i personaggi predefiniti, lo rendono però molto celebre e ammirato dalle nuove leve che lo proclameranno il padre spirituale dell'Impressionismo, che trova la prima luce in un suo altro dipinto che desta scandalo: "Olympia" presentato nel 1865, ispirato alla "Venere di Urbino" di Tiziano. Le critiche sono le medesime, ma stavolta la novità risiede nel mazzo di fiori in braccio alla domestica: quelle che da vicino sembrano delle macchie senza senso, ad opportuna distanza si tramutano in un mazzo di fiori. Benvenuto Impressionismo. Bisogna dire che probabilmente lo scandalo viene ricercato dal nostro amico, a partire dalla posa della ragazza che ricorda alcune immagini pornografiche che cominciano a circolare proprio in quegli anni, unitamente allo sguardo malizioso e quasi di sfida della ragazza. Per non parlare del nome Olympia, tipicamente da prostituta. Insomma, un sogno!

Poco prima di morire, ormai paralizzato sugli arti inferiori, ci regala il suo capolavoro, il "Bar delle Folies-Bergeres"  dove in pratica viene rappresentata tutta l'arte del nostro amico: dall'amore per il quotidiano immortalato nell'espressione della cameriera, alla natura morta del bancone, dai colori piatti alle luci riflesse dietro il bancone, che ci fanno letteralmente entrare al bar, circondati dall'atmosfera che si respira attraverso il dipinto.

Attraverso le sue opere la realtà ci pervade di una luce nuova aldilà delle s/comode convenzioni cui troppo spesso siamo legati ancora oggi.

[Attenzione: La voce narrante di chupiti d'annata è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio della rubrica, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

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