"Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon

Tra tutti i temi difficili che la letteratura può affrontare, uno dei peggiori è sicuramente la malattia, soprattutto se si tratta di disturbi mentali. Gli scrittori ci hanno provato in molti modi diversi, analizzando tutti gli aspetti possibili di questi disturbi, così difficili da raccontare, perché in realtà sono difficili da comprendere. E’ un fatto noto che i problemi di natura psicologica o psichiatrica sono spesso erroneamente considerati meno gravi, per il semplice fatto che non sono visibili come le malattie fisiche. Ciò nonostante, i libri, come anche altri mezzi di comunicazione, sono appunto riusciti a dare voce anche a questi “malati” per così dire dimenticati, approfondendo anche i lati più nascosti e segreti della loro quotidianità. Molto significativi in tal senso sono le testimonianze relative ai disturbi dello spettro autistico, come la sindrome di Asperger, considerata ad “alto funzionamento”, perchè l’unica che non compromette l’intelligenza, la comprensione o l’autonomia del soggetto, che però non riesce ad avere interazioni sociali e presenta schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi in alcuni casi molto ristretti. Di questa sindrome soffre Christopher Boone, il protagonista del romanzo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, grande successo del 2003 dello scrittore inglese Mark Haddon.

Christopher è un quindicenne di Swindon, una piccola cittadina inglese; vive con suo padre dalla morte della madre e, pur essendo affetto dalla sindrome di Asperger, che lo porta ad avere difficoltà nelle relazioni con le persone e a odiare ossessivamente il giallo e il marrone, ha straordinarie capacità logico-matematiche, una memoria formidabile e conosce tutti i numeri primi fino a 7507. La sua esistenza tranquilla viene interrotta quando una sera trova Wellington, il cane della sua vicina, la signora Shears, morto trafitto da un forcone. Decide così di indagare per scoprire l'assassino, come il suo eroe Sherlock Holmes è in grado di fare. Questa indagine però lo porterà a scoprire dei segreti non solo nel suo quartiere, ma anche all’interno di casa sua, che lo riguardano molto da vicino.

Romanzo di formazione, spesso considerato per ragazzi, molto consigliato per le letture estive degli studenti, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” è molto più di questo. Sicuramente la crescita personale del protagonista ha un ruolo preponderante nella trama, soprattutto considerando il grave disturbo che rende anche le cose più semplici, come le normali convenzioni sociali, un gigantesco ostacolo per il giovane Christopher. Tuttavia, si può anche considerare l’opera come un giallo, essendo al centro della vicenda un delitto, pur trattandosi di un cane e non di una persona, e la conseguente indagine del protagonista per trovare il colpevole. Tutta la storia è infatti narrata dal punto di vista di Christopher, permettendoci così di calarci ancora di più nei meandri della sue mente, comprendendo appieno quello che comporta vivere con un disturbo come il suo. Un’opera unica e profonda, che ci fa capire come davvero nella vita niente è come sembra.

Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi, 2003

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