bandiera regno unito

London Akbar

7 Luglio 2005: 4 terroristi di matrice islamica attaccano i trasporti pubblici di Londra provocando 56 morti e 700 feriti.

5 Maggio 2016: Sadiq Khan, giovane avvocato musulmano, diventa sindaco della capitale britannica.

Non si può negare che ci troviamo davanti ad un evento storico. Una capitale europea come Londra, uno dei centri nevralgici dell’economia mondiale, ha scelto come sindaco un 45enne di origini pakistane.

Nato a Londra nel 1970 da genitori immigrati, padre autista di bus e madre sarta, Sadiq Khan studia legge e diventa avvocato specializzato in diritti civili. Scende in campo col partito laburista, per cui viene eletto parlamentare nel 2005, nel 2010 e 2015. Fin dall'inizio della sua carriera politica i riflettori si accendo su di lui, vuoi per il suo essere musulmano praticante, vuoi perché come avvocato si ritrova a difendere esponenti della comunità islamica inglese in odore di terrorismo. Ma proprio questi due elementi hanno reso possibile la sua vittoria alle ultime elezioni comunali.

Politicamente equidistante dal moderato Tony Blair e dall’attuale leader laburista James Corbyn, Sadiq Khan ha saputo sfruttare la sua diversità. Il suo avversario conservatore, Zac Goldsmith, ha seguito una strategia elettorale tutta farcita di facile islamofobia e sospette amicizie estremiste per cercare di raccogliere i voti dei londinesi indecisi e ancora spaventati dagli attentati di Londra del Luglio 2005.

Per rispondere a queste accuse Khan ha sviluppato la sua campagna parlando di problemi concreti e facendosi esempio vivente di quella Londra multietnica che è tra le capitali economiche e culturali del mondo.

Da una parte infatti Khan ha sfruttato le sue umili origini di figlio di immigrati per raccogliere il consenso del milione di londinesi di fede musulmana. Non ha infatti nascosto il suo essere musulmano praticante ed anzi è riuscito a farlo convivere con il suo essere progressista e sostenitore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, dichiarazione per cui ha ricevuto anche delle minacce di morte.

D’altra parte Khan ha risposto agli attacchi dei conservatori proponendo soluzioni ai due principali problemi dei londinesi: prezzo dei trasporti pubblici e crisi abitativa. Grazie al suo essere un uomo comune ha dimostrato di conoscere bene i problemi che affliggono il londinese medio, cosa che invece non è riuscito a fare il suo avversario conservatore Goldsmith, esponente dell’upper class londinese e figlio di multimilionari.

Oltre che allo storytelling sul ragazzo di umili origini che dopo una vita di studio e lavoro arriva in Parlamento, è anche grazie alle sue capacità politiche che Khan diviene Sindaco di Londra. Oltre alla carriera di parlamentare ha alle spalle anche un’esperienza da Ministro dei Trasporti per l’ex primo ministro Gordon Brown. Senza dimenticare la sua forza all’interno del partito laburista, dimostrata quando ha portato alla vittoria Ed Milliband durante la corsa alla leadership interna.

La sua elezione, oltre che sul piano locale, avrà conseguenze anche su quello politico nazionale. Khan infatti non ha mai nascosto le sue differenze rispetto al leader socialista del suo partito, James Corbyn, il quale non si è nemmeno presentato ai festeggiamenti per la sua elezione a sindaco. Solo il tempo potrà dirci se Khan utilizzerà questa nuova carica come rampa di lancio per diventare inquilino del numero 10 di Downing Street e divenire così il primo capo di governo musulmano dell’occidente.

Anche chi non è cittadino londinese però dovrebbe festeggiare la vittoria di Khan. Questa infatti è un’ottima arma contro l’estremismo in tutte le sue forme, religiose e non. Da una parte siamo ora più forti nella guerra all’Isis, organizzazione che fonda la propria strategia di reclutamento proprio sulla difficoltà di integrazione dei musulmani immigrati in occidente, in particolare le seconde e terze generazioni. D’altro canto, l’elezione di Sadiq Khan a Sindaco di Londra può fare da argine anche contro il populismo di Trump, Salvini e soci, che fondano il proprio discorso politico sulla demonizzazione dell’immigrato, in particolare quello musulmano.

Grazie a Sadiq Khan, e soprattutto ai londinesi che lo hanno scelto, i nemici dell’integrazione e della mobilità sociale oggi fanno un po’ meno paura.

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