“L’ora legale”

Mi piacciono molto Ficarra e Picone, perché li trovo sempre garbati, simpatici, autentici ed intelligenti. D’altronde, non può essere un caso che conducano da dodici anni “Striscia la Notizia” con lo stesso alto share, che siano stati perfettamente capaci di transitare dalla televisione al cinema, interpretando commedie con incassi più che soddisfacenti. Da pochi giorni è possibile vedere sul grande schermo il loro quinto film (decimo se contiamo le interpretazioni nelle pellicole dirette da altri), nel quale trattano con acume e con una punta di critica sociale un tema apparentemente molto caro al popolo italiano: l’onestà.

In un piccolo paese della Sicilia è giunto il tempo - puntuale come l'ora legale - delle elezioni per eleggere il Sindaco; la sfida contrappone l’uscente Gaetano Patanè ed il Professor Pierpaolo Natoli, sostenuto da una lista civica e da un piccolo gruppo di volontari. Quest’ultimo desidera offrire un'alternativa elettorale alla figlia diciottenne; da molti anni, infatti, il Patanè svolge il ruolo in maniera cinica, priva di scrupoli, in quanto intenzionato a mantenere il consenso in ogni modo possibile, all’italiana, con tutti i mezzi che la politica offre. In questa situazione Ficarra e Picone si trovano schierati su fronti opposti: il primo offre i suoi servigi al Sindaco vincente in ogni sondaggio, il secondo sostiene il cinquantenne Natoli di cui, come peraltro Salvo, è cognato. Entrambi, al di là della personale posizione, sperano di ricevere una “cortesia” in grado di migliorare la loro situazione commerciale: l’autorizzazione per un gazebo che permetterebbe di ampliare lo spazio a disposizione dei clienti e, di conseguenza, gli incassi del piccolo chiosco situato nella piazza centrale.

Con il consueto garbo Salvo Ficarra e Valentino Picone offrono al pubblico una vicenda cinematografica pungente ed intrisa di quell’amarezza di fondo con la quale, negli anni 60-70 del 900, sono state realizzate quelle commedie all’italiana che, oltre alle risate, lasciavano negli spettatori spunti di riflessione anche amari. L’idea che i due candidati - l’uno con le promesse ed i favori, l’altro con la correttezza e l’onestà -siano due modalità tipiche di casa nostra è il primo spunto; che la vittoria elettorale venga inaspettatamente conquistata dallo sfidante, grazie a cittadini non più pecore, ma dalla schiena dritta, è il secondo spunto; che il tanto agognato rispetto della Legge comporti per tutti il divieto di lasciare l’automobile in doppia fila, la raccolta differenziata, la tutela del patrimonio artistico, il pagamento delle tasse, l’abbattimento delle ville abusive, ecc, è il terzo spunto; l’ultimo, forse il più forte, è la conseguente involuzione, quando le persone si riempiono la bocca con frasi come “è un’ingiustizia”, “si potrebbe fare un’eccezione per me”, “si stava meglio prima”.

Da segnalare la bravura dei perfetti comprimari: da Leo Gullotta ad Antonio Catania, da Tony Sperandeo a Francesco Benigno, ad Alessandro Roja.

Consigliato a: chi ride in modo intelligente, grazie ad una comicità leggera, ma caustica. Voto: 7.

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